America Anno Zero
di Claudia Dani

Titolo: America Anno Zero
Autore: Lilli Gruber
Editore: BUR

Un diario di viaggio “America Anno Zero”, un viaggio della durata di tre mesi che la giornalista e parlamentare europea Lilli Gruber compie assieme al marito, anche lui giornalista, attraverso gli Stati Uniti d’America. Quello che la Gruber si propone è offrirci un quadro dell’America post 11 settembre che vada oltre gli stereotipi che pervengono in Europa, un quadro variegato di un paese mai uguale a se stesso, un paese – come recita il sottotitolo del libro – “in guerra con se stesso” e dalle molteplici anime. In che modo si può raccontare l’America contemporanea se non così? Se non frantumandola in un insieme di anime a volte silenziose, altre dirompenti, ma dialetticamente vitali e tutt’altro che monolitiche? Ci sono almeno 50 modi di raccontare gli Stati Uniti, tanti quanti sono gli stati che compongono la nazione federale e molte delle contraddizioni che recepiamo come tali derivano semplicemente dal fatto che troppo spesso ci dimentichiamo di questo.

L’11 settembre è anche qui una data spartiacque, l’anno zero da cui ripartire, da cui gli stessi States ricominciano un viaggio di ripensamento di se stessi.
Riscopriamo così anche noi, insieme alla giornalista italiana, il fascino di città quali Portland (Oregon) in cui l’industrializzazione ha saputo integrarsi con la natura e la qualità della vita, o metropoli ormai vuote e decadenti come Detroid, esempio emblematico di un progresso che non ha saputo rinnovarsi ed è imploso su se stesso lasciando sul terreno disoccupazione e violenza. Gli americano oggi sono maggiormente consapevoli degli errori commessi dai loro governanti, e cominciano a chiederne il conto.
Grande imputata sul banco dell’accusa è la stampa americana, che non ha saputo – dopo l’11 settembre – fare da controcanto alla politica dell’amministrazione Bush: “Lei che è una giornalista, deve dire alla nostra stampa che non è stata assolutamente all’altezza” dichiarerà una donna che la Gruber incontrerà per caso mentre è in visita al Ground Zero. Ma se è vero che l’indulgenza dei media nei confronti del potere ha aperto la strada alla spedizione americana in Iraq, è anche vero che stiamo assistendo sempre più ad un risveglio. Diradatasi la cortina fumogena nata dal crollo delle Twin Towers gli americani cominciano a vedere più chiaro, a interrogarsi ed interrogare i loro governanti, a  pretendere risposte e a valutare con coscienza.

Oggi le sfide che gli Stati Uniti devono affrontare sono molteplici ed impegnative, dai problemi di politica interna riguardanti la sanità, la scuola, l’assistenza ai poveri, alle questioni rimaste sul tappeto e riguardanti la politica estera. L’ultimo capitolo del libro si intitola “Le due tentazioni dell’America” e per la Gruber è proprio la tentazione che gli americani decideranno di seguire a segnarne il destino futuro. Gli Stati Uniti sono ad un bivio, devono decidere se restare chiusi in se stessi, se optare per una politica di isolazionistica paura, se continuare a decidere unilateralmente le sorti del mondo, oppure se al contrario aprirsi all’esterno, ricordare le origini di un sogno americano nato e cresciuto sotto la bandiera del diverso, dell’immigrato, dell’accoglienza. Un’occasione da non perdere per ritornare ad essere quel simbolo si speranza e tolleranza. L’America dell’anno zero sembra pronta per questa sfida, una sfida con la quale, sia esso un Repubblicano o un Democratico, il prossimo inquilino della Casa Bianca dovrà fare i conti


© LiberaMENTE MAGAZINE 7 settembre 2008