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Amore di Plastica
di Chiara Contu-Farci

Titolo originale : Lars and the Real Girl
Regia :Craig Gillespie
Intepreti: Ryan Gosling, Patricia Clarkson, Emily Mortimer, Kelli Garner, Paul Schneider
Durata: 106 min
Nazionalità: USA
Genere: Drammatico

Ovvero come una donna-bambola di silicone da oggetto sessuale si trasforma in mediatrice per un’intera comunità.
Lars è un ragazzo di 27 anni, solitario, strano, problematico. Non si fa toccare da nessuno, il contatto fisico gli è talmente doloroso che anche solo un dito sulla pelle può bruciare.
Lars ha perso la mamma quando lei gli ha dato la vita; il papà non è stato in grado di dargli amore, il fratello è scappato appena possibile e ora, dopo la morte del genitore, è tornato a casa con un moglie meravigliosa, che lo ama e ama anche questo strano fratello. Ma ora lei è incinta, e qualcosa in Lars esplode.
Toc toc, è Lars che bussa alla porta di fratello e cognata, tirato a lucido per un’occasione speciale: c’è una ragazza nella sua vita, si sono conosciuti online, si amano e ora lei dal Brasile si trasferirà da loro. Si chiama Bianca, fa l’infermiera, aiuta gli altri, ma ora è lei che ha bisogno di aiuto perché è su una sedia a rotelle e in più conosce poco la lingua.
Che meraviglia, Lars finalmente si è aperto con qualcuno! Ma il sogno dura poco, ecco che dalla porta entra una bambola di silicone dalla fattezze perfettamente umane, anche anatomicamente, una real doll, l’oggetto sessuale di ultima generazione, comodamente acquistabile in internet.
Per Lars Bianca è vera, parla con lui e con gli altri. Il mondo reale è così tremendo che lo ha portato a plasmare un mondo parallelo nel quale rifugiarsi. La real doll è il suo rifugio, ma anche una continuazione di se stesso: come lui Bianca ha perso la madre durante il parto e il padre anni dopo di dolore, e per questo è timida e ha difficoltà a parlare col prossimo.
Questa realtà altra però non è chiusa ai famigliari o agli abitanti del paese, anzi, Lars vuole disperatamente integrarvi se stesso e Bianca.
Ed qui che capita l’impensabile: la follia diventa normalità, Bianca è accettata dalla comunità del paese, tutti assecondano Lars e trattano la bambola come una ragazza vera. Di più, si danno disperatamente da fare per renderla parte indispensabile della comunità e ci riescono benissimo: Bianca paradossalmente si integra meglio dello stesso Lars, è membro attivo delle attività, quasi indispensabile.
La bravura di questo regista esordiente, Craig Gillespie, sta proprio nella capacità di narrare la follia del protagonista e dell’intero paese senza facili patetismi, ma con uno stile leggero, intimista, con qualche tocco di humor nero, atto solo a far riflettere. E l’attore che interpreta Lars, un bravissimo Ryan Gosling, è talmente perfetto che porta tutti noi ad aderire al suo bizzarro sguardo sul mondo, facendocelo sembrare plausibile.
Il cambiamento di Lars, il suo lento evolvere per sganciarsi dalla follia, è narrato senza ovvietà tramite piccole scelte di inquadrature sugli sguardi del ragazzo, sui suoi gesti che si fanno sempre meno paurosi e timidi, sulla ricerca delle attenzioni della giovane collega carina. La paura della vita e dell’amore lentamente se ne va, così come la neve al disgelo di primavera.

E Bianca, la real doll? L’oggetto sessuale, uno tra i più aberranti, in questo film diventa un espediente narrativo per raccontare la paura fisica del sesso e dell’amore, che si combatte deviando le pulsioni verso degli oggetti o dei surrogati più facilmente controllabili. Una paura che però, proprio grazie alla bambola di plastica, che prende vita nella mente di Lars e nei comportamenti accondiscendenti di tutto il paese, viene combattuta e superata.
Lars è sulla via della guarigione psicologica. La gente del paese è più unita, capace di sacrificarsi per un suo membro totalmente e spontaneamente, senza tanti perché.

L’oggetto sessuale diventa terapeutico, un magico strumento che porta al lieto fine di questa favola.

 

http://www.imdb.com/title/tt0805564/


© LiberaMENTE MAGAZINE 27 gennaio 2008