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Callisto
di Luca Giannoni

Torsten Krol
Callisto (traduzione di Francesco Pacifico)
412 pagine
15.80 euro
ISBN 9788876380594
Settembre 2007

La prima difficoltà che si incontra nel tentare di recensire Callisto è descrivere che cos’è. Si potrebbe partire dalle leggende metropolitane che avvolgono l’autore, Torsten Krol, oppure dal colore rosso del bordo delle pagine o magari dall’improbabile foto di Condy Rice in versione pin-up che chiude il volume. Callisto è una storia grottesca, improbabile, divertente, cinica e ironica confezionata in un formato completamente sgrammaticato. E’ la storia, descritta in prima persona, di un giovane della remota provincia americana che, dopo aver sentito un accorato appello della Rice (della quale è sinceramente e profondamente innamorato) in televisione, decide di arruolarsi nell’esercito degli Stati Uniti per combattere il terrorismo islamico in Iraq.

Il più vicino centro di reclutamento si troverebbe in un altrettanto remota cittadina, Callisto appunto, che questo spilungone ingenuo e rimbambito tenta invano di raggiungere con una macchina sgangherata che ben presto lo lascia a piedi. Invano perché a Callisto non esiste alcun centro di reclutamento. Ma il viaggio del protagonista verso l’arruolamento si trasforma ben presto in un susseguirsi emozionante, imprevedibile ed incessante di eventi e personaggi che trasformano il nostro eroe da un potenziale servitore della patria ad un pericoloso terrorista filo islamico. Tutto questo, ovviamente, a sua insaputa. Torsten Krol riesce a costruire una storia ironica, improbabile e surreale sullo sfondo di un mondo incredibilmente cinico e reale, quello dell’america di provincia che non conosce il nome corretto di Bin Laden e non riconosce i continenti su una carta geografica, quello di un paese che vive in modo paranoico la drammaticità della tragedia delle Torri Gemelle e che sembra non trovare alternative alla necessità – politica - di trovarsi un nemico a tutti i costi, quello di un uomo, il più potente del mondo, che non conosce la differenza tra Sciiti e Sunniti. Odell, questo il nome del protagonista, vive ingenuamente in questo mondo incomprensibile tra omicidi cruenti, storie di corruzione e droga, amori non ricambiati, predicatori integralisti, razzismo, agenti della CIA terminando questa folle corsa nelle torture della prigione di Guantanamo. Proprio quest’ultima parte del romanzo è quella più intensa. L’autore riesce a mescolare il surreale percorso del protagonista e la leggerezza del suo racconto con la crudezza degli orrori che vengono perpetrati all’interno della prigione. Penso che la parabola di questo personaggio, da crociato della democrazia a vittima di quella stessa illusione, sia una delle storie più coinvolgenti che la recente editoria abbia prodotto. Ne è anche testimonianza la partecipazione del volume di questo sconosciuto autore all’ultima edizione delle finali del premio Bancarella 2008.


© LiberaMENTE MAGAZINE 11 gennaio 2009