| Callisto |
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| di
Luca Giannoni |
| Torsten
Krol La prima difficoltà che si incontra nel tentare di recensire Callisto è descrivere che cos’è. Si potrebbe partire dalle leggende metropolitane che avvolgono l’autore, Torsten Krol, oppure dal colore rosso del bordo delle pagine o magari dall’improbabile foto di Condy Rice in versione pin-up che chiude il volume. Callisto è una storia grottesca, improbabile, divertente, cinica e ironica confezionata in un formato completamente sgrammaticato. E’ la storia, descritta in prima persona, di un giovane della remota provincia americana che, dopo aver sentito un accorato appello della Rice (della quale è sinceramente e profondamente innamorato) in televisione, decide di arruolarsi nell’esercito degli Stati Uniti per combattere il terrorismo islamico in Iraq. Il
più vicino centro di reclutamento si troverebbe in un altrettanto
remota cittadina, Callisto appunto, che questo spilungone ingenuo e rimbambito
tenta invano di raggiungere con una macchina sgangherata che ben presto lo lascia
a piedi. Invano perché a Callisto non esiste alcun centro di reclutamento. Ma
il viaggio del protagonista verso l’arruolamento si trasforma ben presto in un
susseguirsi emozionante, imprevedibile ed incessante di eventi e personaggi che
trasformano il nostro eroe da un potenziale servitore della patria ad un pericoloso
terrorista filo islamico. Tutto questo, ovviamente, a sua insaputa. Torsten
Krol riesce a costruire una storia ironica, improbabile
e surreale sullo sfondo di un mondo incredibilmente cinico e reale, quello dell’america
di provincia che non conosce il nome corretto di Bin Laden e non riconosce i continenti
su una carta geografica, quello di un paese che vive in modo paranoico la drammaticità
della tragedia delle Torri Gemelle e che sembra non trovare alternative alla necessità
– politica - di trovarsi un nemico a tutti i costi, quello di un uomo, il più
potente del mondo, che non conosce la differenza tra Sciiti e Sunniti. Odell,
questo il nome del protagonista, vive ingenuamente in questo mondo incomprensibile
tra omicidi cruenti, storie di corruzione e droga, amori non ricambiati, predicatori
integralisti, razzismo, agenti della CIA terminando questa folle corsa nelle torture
della prigione di Guantanamo. Proprio quest’ultima parte del romanzo è quella
più intensa. L’autore riesce a mescolare il surreale percorso del protagonista
e la leggerezza del suo racconto con la crudezza degli orrori che vengono perpetrati
all’interno della prigione. Penso che la parabola di questo personaggio, da crociato
della democrazia a vittima di quella stessa illusione, sia una delle storie più
coinvolgenti che la recente editoria abbia prodotto. Ne è anche testimonianza
la partecipazione del volume di questo sconosciuto autore all’ultima edizione
delle finali del premio Bancarella 2008. |
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© LiberaMENTE MAGAZINE 11 gennaio 2009 |