| La Strada è di Tutti |
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| di
Elena Refraschini |
| In questo libro, il giornalista del Corriere della Sera ci porta in viaggio per gli Stati Uniti, ripercorrendo quello leggendario di Jack Kerouac e Neal Cassidy fatto negli anni Quaranta e narrato nel capolavoro della letteratura angloamericana “On the road”, “Sulla strada”. Fiumi riapre con timore reverenziale quella porta, offrendo un tenero e appassionato omaggio alla beat generation, supportato (è importante dirlo) da una profonda conoscenza della materia. Ogni tappa ci offre l’occasione di confrontare ciò che è con ciò che era, tentando di disegnare una mappa del cambiamento non soltanto a livello geografico e politico, ma anche sentimentale e intellettuale dell’America. Una storia di “disperate nostalgie”, come si legge nella bellissima prefazione scritta da Fernanda Pivano, nata dal progetto di ascoltare un reading del grande poeta Allen Ginsberg, che invece morì pochi giorni prima che l’autore partisse. Il viaggio rappresenta, così, anche l’occasione di porgere un ultimo saluto al poeta, protagonista anche di una delle immagini più poetiche dell’opera: “Un altro petalo dell’avventura beat si era staccato ed era volato via nel cielo d’America”. Si tratta di un libro per chi ama viaggiare, per chi ama ricordare, per chi è nostalgico, per chi non può fare a meno di chiedersi che cosa ci sarà alla fine di questa interminabile, dritta, accogliente Strada. Da New York a San Francisco, svariate volte, passando per il Messico. La
frase che dà il titolo al libro è tratta dall’opera di Cormac McCarthy “Oltre
il confine”, un altro autore che ha consacrato nelle sue pagine il viaggio nell’inesauribile
territorio americano: “Alla fine, la strada di ciascuno è la strada di tutti.
Non vi sono viaggi isolati perché non vi sono viandanti isolati. Tutti gli uomini sono uno e non vi è un’altra storia da raccontare”. |
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© LiberaMENTE MAGAZINE 2 novembre 2008 |