Titolo: Cuori allo Specchio
Autore: Massimo Gramellini
Edizioni: Longanesi “Il Cammeo”
Prezzo: Eur 15,00, pag 351
Massimo
Gramellini, la cui intervista avete visto nelle pagine
precedenti, ha raccolto in questo volume 10 anni di corrispondenza con i lettori.
Ma non, come il suo doppio ruolo di vicedirettore della Stampa e giornalista politico
potrebbe far pensare, corrispondenza di argomento politico e sociale: proprio
la cara, vecchia posta del cuore, che settimanalmente cura dalle pagine del suo
quotidiano.
D’altra parte non è l’unico maschio che si cimenta
in una zona che è stata, per anni, di esclusivo dominio femminile: Maurizio Maggiani
da tempo parla d’amore dalle pagine di un magazine interamente dedicato alle donne:
e questo dimostra come il linguaggio dei sentimenti, delle emozioni, non sia un
terreno più scivoloso di altri per un giornalista – scrittore.
Abbandonate
quindi sorrisi di sufficienza e complessi di superiorità: le lettere pubblicate
non richiamano la
Signorina Felicita né una Torino polverosa: Gramellini, nella
sua rubrica che non a caso ha chiamato Cuori allo Specchio, titolo che ha mantenuto
per il libro, parte da problemi sentimentali per andare oltre: e svela al lettore
le nostre e le sue miserie, le piccole viltà a cui tutti ogni tanto facciamo ricorso,
le bugie che ci raccontiamo al termine di una storia o, peggio ancora, mentre
la stiamo vivendo. Talvolta colpisce così bene nel segno da farci sospettare
che per un certo periodo ci abbia spiato, doveva essere nel portone quella sera
che siamo tornati con gli occhi rossi e il cuore sotto le zeppe, oppure era nascosto
dietro un giornale la mattina in cui, ricevendo un certo messaggio, siamo arrossiti
di gioia pur sapendo di sbagliare nuovamente.
L’arte di farci del
male è raffinata, complessa, parte da un punto che non è mai quello che crediamo
o vediamo noi, e leggere queste lettere, leggerle una di seguito all’altra, è
la dimostrazione di come una visione diversa, a volte disincantata, ci offra nuove
chiavi di lettura e nuove possibilità che non avremmo considerato. Questo libro
può essere affrontato anche così, come una sorta di test per verificare la nostra
profondità di giudizio, oppure solo per rispecchiarci, appunto, in tante storie
che sono più nostre di quanto sembri.
Il
libro è diviso per capitoli, con titolo e sottotitolo per ogni lettera; il tono
è quasi sempre leggero, gli argomenti mai perché raccontano di ciò che, prima
o poi, ha fatto soffrire chiunque: solitudine o infedeltà, malessere esistenziale
senza cause apparenti e apparenti stati di benessere con focolai di dolore nascosti
sotto pelle.
E la
cosa che più di ogni altra colpisce è che, quando parlano d’amore, gli italiani
sembrano essere molto più sinceri di quanto non siano con le indagini statistiche
o le chiacchiere da salotto, e parlando d’amore si mettono in discussione, cercano
di giocare al meglio le proprie carte, pensano al futuro. Come ha detto l’autore
stesso, in un mondo dove anche le aziende fanno progetti che al massimo raggiungono
fine anno, gli unici rimasti
a declinare i verbi al futuro sono loro, gli innamorati: innamorati
di ogni età, felici o infelici, ma certamente amanti della vita.