| Dove sono finito? |
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| di
Elena Refraschini |
| “Dove
sono finito? Storie inaspettate da luoghi inaspettati”,
a cura di Don George. EDT, 2006. Euro 14,50. “Dove sono finito?” è l’antologia da poco pubblicata dalla casa editrice di viaggio EDT (la stessa delle guide Lonely Planet) nella collana La biblioteca di Ulisse. Il titolo italiano, tuttavia, non rende molta giustizia all’argomento dei testi raccolti. Il titolo inglese è “Tales from Nowhere”, cioè, pressappoco, “Racconti da Nessunluogo”. “Nowhere” è infatti il concetto (sempre citato così, in lingua originale) su cui si concentra la bella introduzione di Don George, curatore del volume e global travel editor della Lonely Planet, nonché incallito viaggiatore e scrittore. Nowhere è, nelle parole di George: “Che si tratti di uno scenario, una situazione o uno stato d’animo”, Nowhere è caratterizzato da un “elevato grado di disorientamento. Per un attimo si perdono tutti i punti di riferimento, viene a mancare ogni coordinata geografica, scompare di colpo tutto ciò che può essere familiare: siete a Nowhere”. Per spiegare meglio il concetto, lo scrittore espone cinque tesi: la prima, è che Nowhere è negli occhi dell’osservatore, non nella cosa osservata: qualcuno riterrà insignificante un luogo che invece per noi è il più bello dove perdersi; la seconda tesi è che il mondo è ricco di tesori da regalarci e che tocca a noi scoprirli; la terza, che le dimensioni del mondo corrispondono a quelle delle nostre esperienze e della nostra immaginazione; inoltre, gli esseri umani sono dotati di tanta resistenza e tante risorse, e il mondo è sempre lì davanti pronto a stupire. Nowhere può essere dappertutto: lo scrittore e presentatore televisivo (nonché autore di “Yes man”, da cui è tratto il recente film con Jim Carrey) lo incontra in un aeroporto in cui rimane bloccato per ore, dove riesce ad avere una tanto surreale quanto indimenticabile conversazione con una ragazza cinese. Pam Houston, scrittrice e insegnante di scrittura creativa presso la prestigiosa Università della California, incontra Nowhere lungo la strada più solitaria che attraversa l’Australia occidentale, grande quattro volte il Texas. Lisa Alpine, personalità creativa e vulcanica, lo incontra durante un ingenuo quanto prezioso viaggio in solitaria tra Israele e Cisgiordania all’età di diciotto anni. Pico Eyer, grande autore di libri di viaggio (due pubblicati da Neri Pozza, “C’era una volta l’Oriente” e “Il monaco e la signora: una stagione a Kyoto”), incontra Nowhere nell’Isola di Pasqua, dove il tempo sembra essersi fermato. Insomma, ciascuno di questi 30 racconti ha qualcosa di speciale che stimolerà la vostra curiosità: che sia sul luogo, piuttosto che sull’autore che ve lo racconta. Una delle testimonianze più divertenti è quella di Simon Winchester, che viene spedito nel peggior paese del mondo. E come per ogni classificazione che si rispetti, deve avere dei prerequisiti: quali sono? “Per entrare nel nostro elenco”, spiega l’autore, “cioè per concorrere a buon diritto al titolo di peggior Paese al mondo, un luogo doveva offrire: 1) nessun paesaggio particolarmente panoramico 2) cibi immangiabili 3) gente terribile 4) un regime politico crudele 5) un’economia disastrata 6) orde incontrollate di bestie odiose e pestilenziali 7)
nessun elemento che potesse in
qualche modo redimere la sua pessima reputazione. Volete
sapere dove viene spedito il povero reporter? Non posso svelarvelo. Vale davvero
la pena che leggiate il racconto, piccola perla in un’antologia di pezzi brillanti
e rivelatori. Davvero consigliato. |
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© LiberaMENTE MAGAZINE 20 settembre 2009 |