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Gioventu' Bruciata
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di Elena Refraschini
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Titolo Originale: Rebel
Without a Cause Gli Stati Uniti erano
usciti dalla Seconda Guerra Mondiale in condizioni di prosperità.
In quanto super-potenza mondiale, aiuta sia ex-alleati che nemici
nella ricostruzione sia delle infrastrutture che dei sistemi industriali
grazie al Piano Marshall, varato nel 1947. La natalità è alle stelle,
i reduci e i lavoratori consumano come non era
mai successo prima: gli incassi delle sale cinematografiche
raggiunsero la quota record nel 1946. Nasce anche un nuovo pubblico
da conquistare: quello dei teenagers delle
classi medie, cresciuti nelle zone suburbane popolate
a velocità record proprio in quegli anni. E’ proprio a loro
che questo film si rivolge, ed è di loro che parla: o meglio, del
loro disagio nel sentirsi incompresi dalla generazione dei genitori,
distante molto più che una manciata di anni. Il titolo originale
della pellicola è preso dal libro che descrive uno studio realmente
realizzato da parte dello psicologo Dott. Robert
Lindner su di un adolescente psicopatico e delinquente nel
Dopoguerra; inoltre, fa riferimento alla ricerca da parte del ribelle
protagonista di un “ideale”, di una “causa”. Il film doveva essere
molto attraente presso i giovani dell’epoca: era
infatti presentato in Cinemascope, un nuovo formato cinematografico
nato per battere la concorrenza (ritenuta allora molto pericolosa)
della televisione, la cui immagine era ancora piccola, confusa e
in bianco e nero; la prematura morte dell’attore principale in circostanze
tragiche il 30 settembre del 1955, solo un mese prima della proiezione
del film nelle sale, aumentò sicuramente il fascino della pellicola
e la fama del nuovo “eroe maledetto” di una generazione. La narrazione è incentrata
su tre adolescenti che, con caratteristiche individuali, hanno un
rapporto problematico con i genitori (specie a causa dell’assenza
di una figura paterna) e per questo hanno difficoltà nel trovare
una propria identità, un posto nel loro (ancora per
poco) piccolo mondo, nel raggiungere la maturità. Strutturato
come una tragedia classica, il film procede presentando il rapporto
disfunzionale figli/genitori e l’avvicinamento dei tre adolescenti;
mostra poi la sfida della “chickie run”, climax emotivo e tematico, seguito da un parziale svelamento del carattere dei personaggi (che riconoscono pienamente
la reciproca appartenenza al gruppo di “outsiders”);
la pellicola si conclude con l’atto tragico finale, in cui chi sopravvive
si riconcilia con il padre ed entra nel mondo dell’età adulta. La prima immagine che
vediamo (mentre ancora sono proiettati i titoli d’apertura)
vede Jim (James Dean), visibilmente ubriaco,
che “mette a letto” un peluche di scimmia (che potrebbe rappresentare
l’infanzia, che Jim cerca di proteggere)
persino rimboccandogli le coperte con un giornale. Viene
conseguentemente arrestato e portato alla centrale di polizia locale:
qui, grazie ad un abile uso della profondità di fuoco (fatta entrare
nella storia del cinema da “Quarto Potere”, capolavoro del 1941
di Orson Welles), vediamo inclusi nella stessa inquadratura ma in
stanze diverse i tre protagonisti (Jim,
Judy e Plato),
che ancora non si conoscono. Le cause per cui
i tre sono alla stazione di polizia la notte di Pasqua sono tutte
legate al rapporto coi genitori: Jim beve
perché vuole alienarsi dal conformismo dei suoi rispettabili genitori;
Judy vagava per le strade dopo il coprifuoco
e viene scambiata per una prostituta – mentre lei si era vestita
in modo così appariscente solo per essere notata da suo padre, il
quale l’ha privata delle proprie dimostrazioni d’affetto da quando
lei “ha compiuto sedici anni”; Plato,
invece, che vive con una badante perché i genitori hanno divorziato
e non volevano averlo con loro, è lì perché ha ucciso dei cuccioli
con la pistola della madre (la violenza di Plato,
che stupisce se si nota la pacatezza del ragazzo, può essere spiegata
se si ricorda che le cucciolate di solito non riconoscono un padre,
e vengono prima o poi abbandonate dalla madre). |
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© LiberaMENTE MAGAZINE 27 gennaio 2008 |