Greta Garbo |
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| di Claudia
Pellizzon |
| Greta Garbo è stata la dive per eccellenza, invidiata da milioni di fans e da colleghi. E’ stata una donna capace di stabilire gli standar hollywoodiani ed è diventata la legenda dei suoi tempi. Un attore doveva avere una forte personalità ed essere estremamente magnetico per poter competere con lei sullo schermo e non rimanere schiacciato dalla sua presenza. Quel viso, squisitamente meraviglioso, ma che esprimeva un’indefinibile tristezza che aveva la capacità di catturare lo spettatore, languidamente indifferente ma capace di proiettare un’immensa passione. Nessuna attrice del grande schermo è stata capace di sopravvivere all’esame della cinepresa con tanto distacco o di sfruttare così tanto il suo potere di creare miti. Nessun altro viso, tranne quello della Garbo, è stato in grado di comunicare una così profonda emozione con lo stesso contraddittorio mix di intensità e calma allo stesso tempo. Il
padre di Grata Garbo (vero nome Greta Lovisa Gustafsson) morì quando la figlia
aveva quattordici anni. La successiva morte della sorella accrebbe in lei un inesorabile
senso di abbandono, rendendola ipersensibile e cauta,
spaventata dall’idea di dover dare fiducia e di essere in seguito tradita. Sbarcò
ad Hollywood dalla sua nativa Svezia nel 1925 grazie
al regista e suo amante Mauritz Stiller, un immigrato polacco che aveva scoperto
la sua protetta alla Reale Accademia di Arte Drammatica a Stoccolma. Stiller scoprì
il talento della Garbo quando lei aveva diciassette anni,
e le diede un ruolo da co-protagonista nel film muto Gösta
Berling’s saga (1924). Il film ebbe
tanto successo che le conferì subito l’appellativo di star, grazie anche
al fatto che Stiller insistette col far perdere alla Garbo i chili di troppo e
facendole sistemare i denti. L’anno successivo
Greta garbo era incandescente. La camera la amava da ogni angolo, da ogni punto di vista, e lei vi proiettava un erotismo intossicante. La carriera di Stiller ad Hollywood invece finì. Tornò in Svezia dove morì due anni più tardi. Nel 1927 la garbo venne affiancata da John Gilbert, di cui si innamorò quasi immediatamente, nel film “Flesh and the Devil”, e in un riadattamento di Anna Karenina, e l’attrice dimostrò subito di avere una presenza sullo schermo più sicura rispetto al film precedente, grazie anche all’aiuto di Gilbert e dei suoi consigli. Nonostante
algi occhi degli spettatori la relazione tra i due sembrasse
una moderna favola, Girò il suo primo film non muto, un blockbuster dell’epoca: “Anna Christie”. Greta
Garbo era la star della MGM per eccellenza, niente altro
poteva assicurare successo al botteghino come la sua presenza in un film. Molto
spesso era lei stessa a salvare i film grazie al suo talento. Girò 24 film per
Da
attrice inesperta conscia dei suoi limiti, Se già non si sapeva esattamente dove viveva, anche la sua sessualità era piena di mistero: le voci di torride relazioni con i protagonisti maschili dei suoi film si mescolavano a voci di liaison con altre donne, tra cui Marlene Dietrich. Dopo aver girato “Queen Christina” (1933), “Anna Karenina” (1935), “Camille” e “Non tradirmi con me” (1941), un tentativo fallito di trasformarla in una “commedienne”, la garbo, a soli 36 anni, si ritirò temporaneamente per attendere la fine della Seconda Guerra Mondiale. Ma quando le ostilità finirono, Greta Garbo rimase chiusa dietro quel sipario che lei aveva deciso di far calare sulla sua carriera cinematografica, lasciando nell’immaginario comune, la sua bellezza intatta e la sua leggenda indelebile. Citazioni: “La vita sarebbe meravigliosa se solo sapessimo cosa farne” “Non ho mai detto: voglio restare sola. Ho detto: Lasciatemi in pace. C’è una gran bella differenza”.
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© LiberaMENTE MAGAZINE 2 maggio 2010 |