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Audrey HepBurn
di Claudia Dani

 

AUDREY HEPBURN

Incandescente icona di stile

di Claudia Dani

 

Una stella lungo Hollywood Walk of Fame è solo uno dei segnali  di chi fosse Audrey Hepburn. Un'illustrazione del suo volto pubblicato sulla copertina di Time del 7 settembre 1953. La sua bellezza senza tempo, l’essere aggraziata nei movimenti e nelle pose sono altri.

Audrey Hepburn, all'anagrafe Audrey Kathleen Ruston, nata a Bruxelles il 4 maggio 1929 è il frutto di una miscela delle più svariate origini: olandese, irlandese, qualche tratto giavanese e ungherese. Questo mix rese la sua bellezza così unica e il suo sorriso indimenticabile. Sorriso che si guadagnò con fatica:crebbe in Olanda sotto il regime nazista, durante la seconda guerra mondiale.

 

« ...l'incredibile sensazione di conforto nel ritrovarsi liberi, è una cosa difficile da esprimere a parole. La libertà è qualcosa che si sente nell'aria. Per me, è stato il sentire i soldati parlare inglese, invece che tedesco e l'odore di vero tabacco che veniva dalle loro sigarette »

 

( da An Audrey Hepburn Biography)

Nacque da padre inglese, Joseph Anthony Ruston e dalla sua seconda moglie, la baronessa Ella van Heemstra[3], un'aristocratica olandese.  Sembra che fra i suoi avi vi siano presenze illustri. Il lavoro del padre obbligò la famiglia a frequenti spostamenti tra il Belgio, l'Inghilterra e l'Olanda. Quando i genitori divorziarono, nel 1935, la Hepburn visse quello che lei stessa definì il momento più traumatico della sua vita. Compì studi di danza, approdò al teatro e infine al cinema.

La sua carriera di attrice iniziò con un documentario educativo nel 1948: Nederlands in Sieben Lessen (L'olandese in 7 lezioni). Il suo debutto a teatro avvenne con una serie di musical. Primo ruolo per il grande schermo arrivò nel 1951, nel film One Wild Oat. A questa prima apparizione seguirono ruoli minori in diverse produzioni cinematografiche. Fu notata dalla scrittrice Colette, durante le riprese Monte Carlo Baby, che la volle per interpretare la protagonista di Gigi, il suo romanzo diventato commedia per Broadway. La commedia aprì i battenti nel novembre 1951 e le repliche proseguirono per sei mesi. La Hepburn vinse il premio Theatre World Award per il suo debutto.

Il suo primo ruolo significativo nel cinema fu nel film The Secret People 1952, nel quale interpretava una talentuosa ballerina, ruolo in cui fu facilitata dal precedente studio della danza.

Nel 1952 fece un provino per il nuovo film di William Wyler, Vacanze romane che dopo averla vista decise di assegnarle il ruolo principale, non destinato a lei. Il regista affermò in seguito:<<All'inizio, recitò la scena del copione, poi si sentì qualcuno gridare 'Taglia!', ma le riprese in realtà continuarono. Lei si alzò dal letto e chiese, "Com'era? Sono andata bene?". Si accorse che tutti erano silenziosi e che le luci erano ancora accese. Improvvisamente, si rese conto che la cinepresa stava ancora girando... Aveva tutto quello che stavo cercando, fascino, innocenza e talento. Inoltre era molto divertente. Era assolutamente incantevole, e ci dicemmo, "È lei!">> . Vinse l'Oscar come migliore attrice protagonista.

Terminate le riprese, tornò a New York dove le offrirono un contratto per sette film con la Paramount. Sabrina è solo uno di quei titoli. Nel 1953 ebbero inizio un’amicizia e un sodalizio che sarebbero durati tutta la vita: il guardaroba della Hepburn venne affidato a Givenchy.

 

« Le dissi, "Mademoiselle, mi piacerebbe aiutarla, ma ho poche cucitrici e sto lavorando ad una collezione, non posso farle dei vestiti." Allora lei disse, "Mi mostri quel che ha creato per la collezione." Si provò i vestiti. "È esattamente ciò di cui ho bisogno!", esclamò, e le stavano davvero bene. Sapeva perfettamente ciò che voleva. »

 

( da L'Ange des enfants)

Nella seconda metà degli anni 50 Audrey Hepburn era una delle più grandi attrici oltre ad essere un’icona di stile. Lavorò con attori importanti come Fred Astaire, Gary Cooper e Cary Grant e molti altri del panorama cinematografico statunitense e internazionale. Seguirono Funny face, The nun’s story fino a Breakfast at Tiffany’s. In particolare il personaggio di Holly Golightly è considerate una delle figure più rappresentative e incisive del cinema statunitense del XX Secolo.

 

« Sono un'introversa. Interpretare una ragazza estroversa è stata la cosa più difficile che io abbia mai fatto. »

Uno dei suoi ruoli più famosi è sicuramente quello di Eliza Doolittle nel musical My fair Lady (1964). Dal 1967 lavorò in maniera sporadica. L’ultimo ruolo importante della sua carriera fu nel 1981 nella commedia They All laughed. Un cameo nel film Always di S. Spielberg fu l’addio al pubblico.

Dagli anni settanta e ottanta apparve sempre meno sul grande schermo. Negli ultimi mesi della sua vita, lavorò in televisione con Gardens of the World with Audrey Hepburn, la cui prima puntata andò in onda il giorno successivo alla sua morte e per il quale ricevette un Emmy postumo. Registrò, poi, un album di letture di fiabe, Audrey Hepburn's Enchanted Tales, che le valse un Grammy, anch'esso postumo.

Abbandonate quasi completamente le scene “pubbliche” si dedicò ai figli Sean e Luca. Il primo avuto dall’attore e regista Mel Ferrel che sposò nel 1954. Luca è figlio dello psichiatra Andrea Dotti che Audrey sposò nel 1969.  Si ritirò dalla vita pubblica per dedicarsi completamente alla famiglia e per scoprire la parte infinitamente buona che la Hepburn possedeva da sempre: umanità. La bellezza sfioriva, Audrey Hepburn si affermava sempre più come presenza morale. Nel 1988 fu nominata ambasciatrice ufficiale dell'UNICEF da quel momento fino alla sua morte, si dedicò assiduamente al lavoro umanitario, a testimoniarlo la Medaglia presidenziale della libertà (Presidential Medal of Freedom)[1] e il Premio umanitario Jean Hersholt (Jean Hersholt Humanitarian Awar). Affrontò numerosi viaggi come ambasciatrice dell’Unicef, ognuno di questi lasciava in lei un segno indelebile. Nei suoi viaggi (facilitati dalla conoscenza di ben cinque lingue) e in quel periodo della vita  fu accompagnata dall’attore olandese Robert Wolders con il quale aveva una relazione dalla fine del suo matrimonio con il medico italiano. A portarla via fu un cancro al colon, probabilmente trascurato a causa dei suoi frequenti viaggi, nel gennaio del 1993. Nello stesso anno della morte, il figlio Sean fondò l'Audrey Hepburn Children's Fund per favorire la scolarizzazione nei Paesi africani, tanto cari alla madre.

 

« Mi si è spezzato il cuore. Non posso sopportare l'idea che due milioni di persone stiano morendo di fame. [...] Il termine "Terzo Mondo" non mi piace perché siamo tutti parte di un mondo solo. Voglio che la gente sappia che la maggior parte degli esseri umani sta soffrendo »

 

(da L'Ange des enfants)

Nel 1992 il Presidente degli Stati Uniti, George H. W. Bush, premiò  l’attrice con la Medaglia Presidenziale della Libertà (Presidential Medal of Freedom (fra i più importanti riconoscimenti per un civile statunitense); poco dopo la sua morte, l'Academy of Motion Picture Arts and Sciences

 la premiò con il Premio umanitario Jean Hersholt (Jean Hersholt Humanitarian Award) per il suo contributo all'umanità, premio ritirato da suo figlio Sean Hepburn Ferrer.

 

Filmografia:

Cinema:

-        One Wild Oat, regia di Charles Saunders (1951)

-        Racconti di giovani mogli (Young Wives' Tale), regia di Henry Cass (1951)

-        Risate in paradiso (Laughter in Paradise), regia di Mario Zampi (1951)

-        L'incredibile avventura di Mr. Holland (The Lavender Hill Mob), regia di Charles Crichton (1951)

-        Vacanze a Montecarlo (Monte Carlo Baby), regia di Jean Boyer e Lester Fuller (1951)

-        Nous irons à Monte Carlo (versione francese di Vacanze a Montecarlo), regia di Jean Boyer (1952)

-        The Secret People, regia di Thorold Dickinson (1952)

-        Vacanze romane (Roman Holiday), regia di William Wyler (1953)

-        Sabrina (Sabrina), regia di Billy Wilder (1954)

-        Guerra e pace (War and Peace), regia di King Vidor (1956)

-        Cenerentola a Parigi (Funny Face), regia di Stanley Donen (1957)

-        Arianna (Love in the Afternoon), regia di Billy Wilder (1957)

-        Verdi dimore (Green Mansions), regia di Mel Ferrer (1959)

-        La storia di una monaca (The Nun's Story), regia di Fred Zinnemann (1959)

-        Gli inesorabili (The Unforgiven), regia di John Huston (1960)

-        Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany's), regia di Blake Edwards (1961)

-        Quelle due (The Children's Hour), regia di William Wyler (1962)

-        Sciarada (Charade), regia di Stanley Donen (1963)

-        Insieme a Parigi (Paris - When It Sizzles), regia di Richard Quine (1964)

-        My Fair Lady (My Fair Lady), regia di George Cukor (1964)

-        Come rubare un milione di dollari e vivere felici (How To Steal a Million), regia di William Wyler (1966)

-        Due per la strada (Two for the Road), regia di Stanley Donen (1967)

-        Gli occhi della notte (Wait Until Dark), regia di Terence Young (1967)

-        Robin e Marian (Robin and Marian), regia di Richard Lester (1976)

-        Linea di sangue (Bloodline), regia di Terence Young (1979)

-        ...e tutti risero (They All Laughed), regia di Peter Bogdanovich (1981)

-        Always - Per sempre (Always), regia di Steven Spielberg (1988)

Teatro e Televisione:

 

Fonti:

F.X. Feeney A.Hepburn, Movie Icons, ed. Taschen, 2006

S. Donald Audrey Hepburn, ed. Frassinelli, 2006

S. Hepburn Ferrer Audrey Hepburn. Un’anima elegante, ed. TEA, 2006

 


© LiberaMENTE MAGAZINE 31 maggio 2009