La Alpi fu assassinata mentre si trovava a Mogadiscio come inviata del TG3 per seguire
la guerra civile Somala e il traffico d’armi e rifiuti tossici illegali. Probabilmente
aveva scoperto che nell’affare dei rifiuti tossici erano coinvolti anche esercito
e altre istituzioni italiane.
Il 20 marzo 1994 Ilaria Alpi e l’operatore Miran Hrovatin vengono uccisi. La perizia della polizia scientifica
stabilì che i colpi sparati erano indirizzati alle vittime, infatti autista e guardia del corpo non furono colpiti. L’ipotesi
è che i due vennero uccisi per aver scoperto un traffico
internazionale di veleni e rifiuti tossici. Le uniche troupes televisive sulla scena del crimine furono la RTSI svizzera italiana e la ABC americana. Le immagini che abbiamo visto
tutti erano state girate dall’ABC , il cui operatore fu trovato ucciso qualche
mese più tradi a Kabul in una stanza d’albergo.
L’operatore dell’emittente italo-svizzera è rimasto vittima di un incidente stradale
mai chiarito del tutto.
In onore della giornalista è stato istituito un premio che si assegna ogni
anno dal 1995: il Premio Ilaria Alpi. È dedicato alle migliori inchieste televisive
italiane dedicate a pace e solidarietà. Nel 2003 è uscito il film Ilaria Alpi – Il più crudele dei giorni,
che ricostruisce la vicenda. Il ruolo di Ilaria è affidato
a Giovanna Mezzogiorno. Emergency ha intitolato il Centro
chirurgico di Battambang, in Cambogia, a lei. A
Ilaria Alpi sono stati intitolate strade, parchi e scuole.
Ecco le tappe della vicenda giorno per giorno, dati prelevati dal sito www.ilariaalpi.it :
20 MARZO 1994 - A Mogadiscio, un commando somalo uccide Ilaria Alpi, inviata del Tg3 Rai,
e l'operatore Miran Hrovatin,
in Somalia per seguire la guerra tra fazioni che stava insanguinando il Paese
africano e le operazioni militari lanciate dagli Usa con il nome di "Restor Hope", con l'appoggio
di numerose nazioni alleate, compresa l'Italia, per porre fine alla guerra interna
e ristabilire un minimo di legalità nel disastroso scenario somalo.
22 MARZO 1994 - La Procura di Roma apre un'inchiesta.
4 LUGLIO 1994 - Il padre della
giornalista, Giorgio Alpi, parla di esecuzione, ricordando
che la figlia, poco prima di morire, aveva intervistato il sultano di Bosaso
e aveva annotato tutto su un taccuino poi scomparso.
9 APRILE 1995 - Il sultano
di Bosaso, Abdullahi Mussa Bogar, risulta tra gli indagati quale
mandante del delitto. La sua posizione sarà però archiviata.
20 MARZO 1996 - Il Procuratore
capo di Roma, Michele Coiro, affianca, nell'inchiesta,
al dottor De Gasperis il dottor
Giuseppe Pititto.
4 MAGGIO 1996 - Giuseppe Pititto dispone la riesumazione della salma di Ilaria, l'autopsia e nomina consulenti medici e balistici.
25 GIUGNO 1996 - Per la seconda
perizia balistica il colpo contro Ilaria Alpi fu sparato
a bruciapelo da una certa distanza. Alla stessa conclusione arriva la terza perizia il 18 novembre 1997. Per i periti si
trattò di un'esecuzione.
DAL NOVEMBRE 1996 la Procura della Repubblica
di Asti, specializzata in reati come il traffico internazionale
di rifiuti tossici e radioattivi in partenza ed in transito dall'Italia, ha a
disposizione una copiosa documentazione che contiene nomi e fatti, ed evidenzia
numerose circostanze legate a questi traffici, comprese le generalità dei faccendieri
che li dirigono nell'ombra, gli intrecci con i mercanti d'armi e perfino la mappatura
completa che dimostra come ai tempi dell'omicidio tutto convergesse sulla Somalia,
oltre che sui territori di altri Paesi dell'Africa costiera. Questa documentazione
sembra scomparsa nel nulla, forse dimenticata anche dalla stessa Commissione Parlamentare
sul traffico dei rifiuti. Ilaria Alpi era già stata in
Somalia prima del 1994, e conosceva bene la situazione.
15 LUGLIO 1997 - Il Procuratore
capo dottor Salvatore Vecchione avoca a sé l'inchiesta,
affiancato dal dottor Franco Jonta. Questa decisione
avviene due giorni prima dell'arrivo a Roma di due testimoni oculari: l'autista
e la guardia del corpo di Ilaria. L'arrivo dei due testimoni
era stato organizzato dal dottor Pititto con la collaborazione
della Digos di Udine.
12 GENNAIO 1998 - Viene
arrestato per concorso nel duplice omicidio il somalo Hashi
Omar Hassan, a Roma da due giorni per testimoniare alla
commissione sulle presunte violenze dei soldati italiani in Somalia. Hassan è identificato dall'autista di Alpi.
18 GENNAIO 1999 - Comincia
il processo ad Hassan.
9 LUGLIO 1999 - Hassan
è assolto. Il pm aveva chiesto la condanna all'ergastolo.
24 NOVEMBRE 2000 - La corte d'Assise
d'Appello di Roma condanna all'ergastolo Hashi Omar
Hassan. Il somalo viene riconosciuto
come uno dei sette componenti del commando che ha ucciso Ilaria Alpi e Miran
Hrovatin.
10 OTTOBRE 2001 - La prima
sezione penale della Cassazione annulla la sentenza impugnata ''limitatamente
all'aggravante della premeditazione e al diniego delle circostanze attenuanti
generiche''.
10
MAGGIO 2002 - Si apre il processo d'appello bis davanti alla corte d'Assise
d'Appello di Roma presieduta da Enzo Rivellese.
24 GIUGNO 2002 - Il sostituto
procuratore generale Salvatore Cantaro chiede la conferma dell'ergastolo per Hassan. ''È provato - afferma - che
Hassan era uno dei sette componenti del commando che
attese Ilaria e Miran per due ore''.
28 MARZO 2003 - Esce il film
di Ferdinando Vicentini Orgnani "Il più crudele
dei giorni", con Giovanna Mezzogiorno nella parte di Ilaria.
Merito del film è quello di riportare l'attenzione sul caso Alpi.
6 GIUGNO 2003 - Alla nona
edizione del Premio Ilaria Alpi, a Riccione, il deputato dei Ds,
Valerio Calzolaio, annuncia di aver depositato a nome
di esponenti di tutti i gruppi parlamentari, da An a
Rifondazione Comunista, la proposta di istituire una Commissione d'Inchiesta sull'omicidio
di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin .
31 LUGLIO 2003 - Viene
istituita con deliberazione della Camera dei deputati la Commissione parlamentare
d’inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.
21 GENNAIO 2004 - Si
insedia la Commissione
parlamentare d'inchiesta. L'istituzione della Commissione parlamentare d’inchiesta
è giunta dopo dieci anni di verità sospese sulla morte di Ilaria
Alpi e Miran Hrovatin. Fino
ad ora, infatti, sul caso è emerso solo qualche brandello di verità ufficiale.
28 FEBBRAIO 2006- La Commissione Parlamentare
d'inchiesta ha chiuso i lavori. All'interno della Commissione i deputati di maggioranza
hanno approvato le conclusioni proposte dal Presidente Carlo Taormina, mentre
l'opposizione non ha approvato il documento. I componenti di centrosinistra hanno prodotto un Rapporto di
Minoranza; mentre il deputato dei Verdi Mauro Bulgarelli
ha presentato una terza relazione sulle conclusioni a cui la Commissione è giunta
in due anni di lavoro.
AGOSTO-SETTEMBRE 2005- Per
tenere viva l'attenzione sul caso, nell'agosto e nel settembre 2005, l'Associazione Ilaria
Alpi/Comunità Aperta è andata in Somalia, realizzando un viaggio sulle tracce
di Ilaria e Miran. Dal viaggio sono nati un reportage giornalistico e una mostra fotografica.
03 GIUGNO 2006 - L'Associzione Ilaria Alpi scrive al
Presidente del Consiglio Romano Prodi,affinchè il Governo
si attivi per fare piena luce sulla morte dei due giornalisti Ilaria Alpi e MIran
Hrovatin.Segnalando che nel corso
della serata di apertura della XII edizione del Premio Ilaria Alpi, il
Presidente dela SOmalia Abdulhai Yusuf Ahmed ha riconfermato la volontà
del suo governo di collaborare con quello italiano
20 GIUGNO 2006 - Il Presidente
del consiglio Romano Prodi riceve Giorgio e Luciana Alpi.
Romano Prodi si è assunto un "serio impegno" con i genitori della
giornalista Ilaria Alpi, per valutare le modalità e la base per riavviare un ragionamento
sulle circostanze della morte di Ilaria e di Miran
18 LUGLIO 2006 - Dopo Romano
Prodi,a nche il presidente della Camera
dei Deputati Fausto Bertinotti, ha ricevuto Giorgio
e Luciana Alpi. Il neo presidente della Camera ha confermato l'interesse da parte
del Governo per il caso Alpi-Hrovatin
25 GIUGNO 2007 - La Commissione Esteri
del Senato della Repubblica sta valutando e mettendo in evidenza
gli elementi che motivano la costituzione di una nuova commissione d'inchiesta
sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin,
ha udito Luciana Alpi e Mariangela Gritta Grainer in rappresentanza
dell'Associazione Ilaria Alpi
10 LUGLIO 2007 - Il Pm Franco Ionta, titolare del procedimento
sul caso Alpi/Hrovatin presso la Procura di Roma, ha chiesto
in data 12 giugno scorso l'archiviazione del caso. L'impossibilità di identificare
i responsabili degli omicidi di Ilaria Alpi e Miran
Hrovatin al di fuori di Hashi
Omar Hassan, il miliziano somalo condannato a 26 anni
di reclusione per il duplice omicidio avvenuto a Mogadiscio il 20 marzo 1994,
sono le motivazioni sostenute dal Pm
Con l’aiuto di un articolo
(http://www.ilariaalpi.it/index.php?id_sezione=2&id_notizia=2927)
pubblicato sul sito
dedicato a Ilaria Alpi, vediamo a che punto sono le indagini ad oggi e che cosa
è venuto alla luce di recente.
Si sa che si è trattato
di un’esecuzione, è stato confermato da tutte le inchieste giornalistiche, le
commissioni parlamentari e governative che si sono occupate del caso e dalle sentenze
della magistratura. Innanzitutto il rifiuto del Dottor
Cersosimo Emanuele di archiviare il procedimento penale,
richiesta della Procura di Roma. Poi le vicende delle “navi dei veleni” hanno
confermato l’esistenza di organizzazioni criminali nel
traffico di sostanze tossiche.
Infine, c’è la violazione
del plico di documenti relativi a queste indagini, denunciata
dall’Espresso nell’aprile del 2008. Ci
sono documenti, testimonianze,informative e inchieste
che sono state messe insieme in 16 anni e che la magistratura e le istituzioni
hanno il dovere di cercare e riportare alla luce. Ma ancora non vi è una verità giudiziaria; resta allora una
domanda: perché non si vuole arrivare alla fine di questa vicenda?
Fonti:
www.ilariaalpi.it
wikipedia