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In un Paese di Madri
di Elena Refraschini

In un paese di madri
A.M. Homes
Feltrinelli
Traduzione di Adelaide Cioni e Tiziana Lo Porto
Collana I Narratori
Pagine 304
Prezzo 17,50 euro

“In un paese di madri”, pubblicato dalla Feltrinelli nel giugno 2009 nella collana “I narratori”, è l’ultimo romanzo uscito in Italia della controversa e amata scrittrice statunitense A. M. Homes (anche se uscì negli Stati Uniti nel lontano 1993).

Al centro della narrazione c’è, questa volta, l’essere madre: intesa in tutte le sue sfaccettature, la maternità si declina nei temi dell’adozione, dell’aborto, e molto più semplicemente, anche nel rapporto tra madre e figlia.

La vicenda ruota attorno a due personaggi femminili: una è Jody Goodman, giovane ragazza con la passione per il cinema, l’altra è Claire Roth, affermata psicologa quarantenne. Claire, dietro una vita borghese fatta di un bell’appartamento in centro a New York, un marito che la ama e due figli piccoli, nasconde un terribile segreto: l’essere rimasta ingenuamente incinta all’età di vent’anni, aver partorito, ed essere stata costretta dai benpensanti genitori a dare “il bastardo” in adozione. Claire, invece, è una ventenne dalle straordinarie capacità (viene infatti accettata alla scuola di cinema dell’Università di Los Angeles, superselettiva) che, tuttavia, nutre molti dubbi in merito alle proprie capacità e molte paure riguardo al cambiamento di vita che comporta il trasferimento dall’altra parte del Paese, lontana dai genitori. Proprio per questi motivi decide di iniziare una terapia con Claire, nonostante la precedente terapeuta l’avesse considerata ormai “solida”abbastanza da poter camminare nella vita con le proprie gambe: Jody aveva infatti avuto molti problemi durante l’infanzia, riconducibili all’esperienza di essere stata adottata.

Qui si incontrano i due personaggi, nello studio della psicologa Claire: le sedute si rivelano piacevoli, Jody avverte un forte legame con la donna che sembra capirla in tutto e per tutto. Ma non passa molto tempo, e Claire comincia a sospettare: con domande che avrebbero potuto tradire il suo vero intento, scopre che le date, i luoghi e le persone che circondano l’adozione di Jody coincidono con le proprie: che sia proprio quella ragazza, la neonata che Claire è stata costretta a dare in adozione, tra l’altro, attraverso il mercato nero?

La terapia diventa così, per Claire, l’occasione per dimostrarsi la madre che non è potuta essere per Jody: ma il suo affetto oltrepassa la linea tracciata dalla dovuta professionalità, e, come in un incontro di scherma, vediamo svolgersi il serrato scontro delle due complesse personalità femminili. Duello che si intensificherà fino ad un atteso climax finale, di cui naturalmente non sveleremo nulla al lettore.

La maternità è uno degli argomenti preferiti dalla scrittrice, la quale aveva pubblicato nel 2007 il romanzo autobiografico “La figlia dell’altra”, incentrato sul significato dell’essere adottati e su come ciascuno di noi costruisce la propria personalità e il proprio senso di famiglia. L’autrice è nota per l’audace onestà della scrittura e dei temi, tratto che non tutti gli scrittori possono dire di possedere. È maggiormente conosciuta presso il pubblico italiano grazie al romanzo “La sicurezza degli oggetti”, che basandosi sulla teoria psicologica che vede gli oggetti come “scudo” creato dagli uomini contro il pericolo della “non-esistenza”, mette in scena diversi quadretti di vita borghese. Da questo romanzo, edito in Italia da Minimum Fax, è tratto l’omonimo film diretto da Rose Troche nel 2001.  


© LiberaMENTE MAGAZINE 9 agosto 2009