TITOLO:
L’INATTESA PIEGA DEGLI EVENTI
AUTORE: ENRICO BRIZZI
EDIZIONI:
BALDINI CASTOLDI DALAI 2008
PAGG 518 EUR 19,50
Siamo
nel 1960, il nostro paese si chiama Repubblica d’Italia, le Olimpiadi di Roma
stanno per aprirsi ed un Mussolini settantasettenne sta morendo nel suo letto.
Ma come è possibile tutto ciò? Il Duce, ascoltando il parere di Italo Balbo, ha
rotto in tempo con il nazismo, potendosi sedere ai tavoli delle trattative nel
1945 come vincitore e alleato della Gran Bretagna. Grazie a questo successo la monarchia Sabauda
è stata estromessa e la Chiesa non ha una vita facile: la Repubblica d’Italia
(questo il suo nome) ha una costituzione “laica e littoria” mentre le ex colonie
si chiamano Repubbliche
Associate, godono di relativo benessere e sono la destinazione finale di tutti
gli oppositori del regime, delle minoranze linguistiche come quella altoatesina
e slava e degli indesiderati in genere.
Proprio
in queste terre, certo non ambite, viene inviato per punizione il protagonista,
un giornalista sportivo di Bologna, abituato alla vita comoda, alla serie A e
all’uniformità di pensiero. In africa, tra l’Asmara e Addis Abeba
scoprirà la serie Africa,
giocata tra Eritrea, Etiopia e Somalia: ben diversa dal calcio italiano, questa
realtà è il punto di partenza per un viaggio alla scoperta del potere, è il confronto
duro fra squadre di soli bianchi e ricchi e squadre miste, dove i giocatori a
fatica trovano un paio di scarpe e dove essere allineati al regime non è scontato.
La
punizione diventa insomma un’occasione di crescita, e di formidabile conoscenza
di un mondo del quale neanche sospettava l’esistenza: tra la passione vera per
la squadra interrazziale del San Giorgio e la conoscenza diretta di alcuni giocatori,
Frizzi mescola realtà a fantasia: Sivori che litiga con John Charles perdendo
la finale ci fa apparire più che reali anche Ermes Cumani, Aregai
e gli altri, immortalati sulla copertina del volume dallo stesso autore.
E ci viene il rimpianto di non averli conosciuti, questi personaggi un pò sballati, come il regista di
artigianali film porno o il fotografo in cerca di scoop ad ogni costo: autentici
e vitali più dello stesso protagonista che, tornato in patria, non sarà più capace
di chiudere gli occhi: e la morte del Duce darà un’altra inattesa piega agli eventi.
Ben
congegnato, fantasioso ma credibile, abilmente mixato fra realtà e fantasia, Brizzi
ha scritto un’opera matura, potente e suggestiva, capace di farci riflettere:
ma davvero nel 1960 la nostra democrazia era tanto diversa da quella raccontata
nel libro? Partendo dal vecchio, caro “e se...” si può
andare parecchio lontano, a quanto pare.,
Il
libro è stato definito come poco adatto al pubblico femminile, partendo dall’assunto
che il calcio interessi poco alle donne.
“
E se...” non fosse così?