Intervista ad Anna Maspero |
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| di Elena
Refraschini |
| Laureata in Lingue e letterature straniere, Anna ha fatto del viaggio un personale ed appassionante modus vivendi: ha visitato innumerevoli paesi, viaggiando in autonomia o accompagnando i gruppi di “Viaggi avventure”. Anna non appartiene, infatti, a quella cerchia di viaggiatori elitari e un po’ conservatori che vedono nel turismo la fine della cultura del viaggio; dice, invece: “Il turismo è un fenomeno complesso in cui si riversano inquietudini, bisogni, desideri, sogni e aspirazioni che hanno accompagnato l’umanità lungo tutto il suo cammino. Ridurlo a un semplice bene di consumo osservandone solo gli aspetti più superficiali e appariscenti, come con un certo snobismo amano fare alcuni intellettuali, significa precludere la possibilità di dare un valore e un senso allo spostarsi dell’uomo contemporaneo. Il turista è figlio del viaggiatore (…)”. D’altra parte, anche un importante studioso del mondo del viaggio come Flavio Lucchesi, professore di Geografia presso l’Università degli Studi di Milano oltre che autore e curatore di molte pubblicazioni sull’argomento, con il quale ho avuto la fortuna ed il privilegio di laurearmi, ha sempre sostenuto l’importanza del turismo come mezzo per far conoscere il mondo e le diverse culture a persone che fino a pochi decenni fa non avrebbero assolutamente avuto l’opportunità per farlo. Le parole di Anna
sopra citate sono tratte dal suo libro “A
come avventura. Saggi sull’arte di viaggiare” edito da FBE edizioni, casa editrice milanese dedicata al viaggio
che ha regalato al pubblico altre perle come “Il cuore a due cilindri” del viaggiatore
motociclista Roberto Parodi o il carnet di viaggio “Pechino, ultimi sguardi sulla
città antica” di Charles Chauderlot. L’autrice è stata così gentile da rispondere alle domande di Liberamente Magazine. Liberamente
Magazine: Com'è nata la tua grande passione
per i viaggi, che nel tempo è diventata anche una professione? Anna
Maspero: Il viaggio si nutre di sogni. E io ho incominciato
a sognare sulle pagine di Salgari e Kipling e sui reportages
di Bonatti. Un ruolo non indifferente l’ha avuta anche
la storia della mia famiglia, con un nonno emigrato e vissuto per molti anni in
Perù, dove nacque mio padre. E poi la scelta dell’università di Lingue (forse
più che una causa una conseguenza del mio desiderio di viaggiare) e gli anni ’70
nella Londra cosmopolita... LM: Che tipo di viaggiatrice sei? Leggi molto
per informarti su un Paese prima della partenza, o preferisci scoprire un Paese
da te, magari aiutandoti con le letture una volta tornata a casa, come per voler
"unire i puntini" delle esperienze fatte? AM:
Non ci sono controindicazioni per la lettura. Si può “assumere prima, durante
e dopo il viaggio”. E così faccio anch’io. Mi documento a casa con articoli da
riviste, guide, ricerche in internet e resoconti di altri amici. Nel mio bagaglio
non mancano mai libri di altri autori sulla mia destinazione, anche se il tempo
di leggere in viaggio è sempre meno di quanto si vorrebbe. E una volta rientrata
scrivo, riprendendo appunti miei e letture fatte. LM: Ti aiuti con gli appunti, mentre viaggi? AM:
Per scoprire il paese mescolo i consigli delle guide di viaggio e i miei appunti
da svariate letture alle suggestioni del luogo. Per fermare emozioni e pensieri
cerco di prendere appunti durante il viaggio e fotografo. Trovo molto utili questi “appunti visuali”, foto rubate in un attimo con
una digitale e magari non esteticamente valide, che poi spesso cestino dopo averle
“tradotte” in scrittura. LM: Secondo la tua esperienza, credi che in Italia
sia alto l'interesse per i viaggi? Anche ora che, in generale, si hanno meno mezzi
economici per poter viaggiare? AM:
Credo che il viaggio sia soprattutto una questione di passione e di disponibilità
di tempo più che di denaro. Viaggiare budget è possibile, forse lo è ancora di
più oggi con i voli low cost, perché, per molte destinazioni,
il costo del biglietto aereo era nel passato l’ostacolo maggiore. Oggi fra i giovani
sembra esserci meno voglia di avventura e di relazionarsi attraverso il viaggio,
ma ci sono nuovi strumenti di comunicazione e anche interessanti opportunità di
soggiorni all’estero tramite progetti e stage, che sinceramente avrei voluto avere
io a vent’anni. Vorrei davvero consigliare soprattutto ai più giovani di mettersi
in gioco e di partire. Il viaggio rimane un impagabile strumento di iniziazione
alla vita. LM:
Pensi che la lettura di un libro di viaggio
possa costituire una valida alternativa per chi non può permettersi, oggi, il
viaggio vero e proprio? Credi nel potere evocativo e descrittivo del libro di
viaggio, che forse può essere più che solo un "punto di partenza" verso
la conoscenza di un luogo? AM: Per risponderti preferisco due citazioni. Ognuno
scelga quella che gli è più affine. Non sono però in alternativa, anche se personalmente,
se devo scegliere, opto per la seconda perché il mondo esercita su di me
una seduzione troppo forte per non cercare quando posso di fare i bagagli
e partire. LM:
Dal tuo interessante e appassionante blog si
evince che credi nell'importanza di internet come mezzo di comunicazione e di
diffusione delle informazioni. In che modo, secondo te, la diffusione della cultura
sul viaggio è stata influenzata dal web? AM:
Sì, ci credo, come sicuramente ci credi anche tu, vista l’interessantissima rivista
online che ospita questa intervista. Lo sviluppo della comunicazione e soprattutto
della rete web hanno profondamente cambiato la nostra vita, e in questo caso non
solo in Occidente. Cambiamenti che hanno rivoluzionato, in meglio, anche il nostro
modo di viaggiare. I blog sono utili per preparare un viaggio attraverso i resoconti
di altri e permettono di condividere la propria esperienza. Per un viaggiatore
il blog è la sua casa dove incontrare amici vecchi e nuovi in qualsiasi momento,
anche quando è in giro per il mondo: ti fa sentire on the road anche quando il
tuo orizzonte è la parete dell’ufficio e viceversa a casa quando sei in viaggio.
L’altra faccia della medaglia è che essere collegati sempre e ovunque per molti
diventa un bisogno assoluto che assomiglia sempre più a una dipendenza. LM:
Esiste un luogo che ti affascina e attira,
che non hai ancora visitato? Una sorta di "sogno nel cassetto" geografico? AM:
Ci sono viaggiatori che si affezionano a dei paesi o a dei paesaggi e lì tendono
a ritornare, e quelli alla ricerca di destinazioni sempre diverse. Io confesso
di appartenere al secondo gruppo. Ma la curiosità per il nuovo, che è parte del
piacere del viaggio, rischia di trasformarsi in una sorta di collezionismo di
paesi. Ti confesso che mi piace sempre di più anche tornare e potermi fermare
più a lungo nei luoghi che ho amato. Un piccolo grande sogno è quello di tornare
in America del sud per risalirla lentamente.
Se
desiderate leggere altre riflessioni e pensieri dell’autrice, non mancate di visitare
il suo blog www.acomeavventura.com o “il miglior
blog di viaggio italiano”, secondo la Lonely Planet, www.ilreporter.com dove Anna Maspero cura la rubrica settimanale “Parole nomadi”
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© LiberaMENTE MAGAZINE 13 dicembre 2009 |