LiberaMENTE MAGAZINE

Intervista ad Anna Maspero

di Elena Refraschini

“Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira”. Questa è la frase che si legge come “il perché” del blog di Anna Maspero, www.acomeavventura.com . Ed è questa l’immagine che, attraverso le fotografie e gli interventi, Anna dà di sé. Viaggiatrice, fotografa, lettrice e scrittrice onnivora, si presenta anche come persona semplice ed alla mano, “chioccia” orgogliosa della tribù di lettori – viaggiatori che quotidianamente visita e commenta i suoi interventi.

Laureata in Lingue e letterature straniere, Anna ha fatto del viaggio un personale ed appassionante modus vivendi: ha visitato innumerevoli paesi, viaggiando in autonomia o accompagnando i gruppi di “Viaggi avventure”. Anna non appartiene, infatti, a quella cerchia di viaggiatori elitari e un po’ conservatori che vedono nel turismo la fine della cultura del viaggio; dice, invece: “Il turismo è un fenomeno complesso in cui si riversano inquietudini, bisogni, desideri, sogni e aspirazioni che hanno accompagnato l’umanità lungo tutto il suo cammino. Ridurlo a un semplice bene di consumo osservandone solo gli aspetti più superficiali e appariscenti, come con un certo snobismo amano fare alcuni intellettuali, significa precludere la possibilità di dare un valore e un senso allo spostarsi dell’uomo contemporaneo. Il turista è figlio del viaggiatore (…)”. D’altra parte, anche un importante studioso del mondo del viaggio come Flavio Lucchesi, professore di Geografia presso l’Università degli Studi di Milano oltre che autore e curatore di molte pubblicazioni sull’argomento, con il quale ho avuto la fortuna ed il privilegio di laurearmi, ha sempre sostenuto l’importanza del turismo come mezzo per far conoscere il mondo e le diverse culture a persone che fino a pochi decenni fa non avrebbero assolutamente avuto l’opportunità per farlo.

Le parole di Anna sopra citate sono tratte dal suo libro “A come avventura. Saggi sull’arte di viaggiare” edito da FBE edizioni, casa editrice milanese dedicata al viaggio che ha regalato al pubblico altre perle come “Il cuore a due cilindri” del viaggiatore motociclista Roberto Parodi o il carnet di viaggio “Pechino, ultimi sguardi sulla città antica” di Charles Chauderlot.
Il blog di Anna, così come il suo libro, è organizzato per argomenti ed idee in ordine alfabetico: A come avventura, B come bagaglio, C come cibo, eccetera. Ogni argomento è punto di partenza per una profonda (ma lontana da fastidiosi intellettualismi) riflessione sul viaggio.

L’autrice è stata così gentile da rispondere alle domande di Liberamente Magazine.

 

Liberamente Magazine: Com'è nata la tua grande passione per i viaggi, che nel tempo è diventata anche una professione?

Anna Maspero: Il viaggio si nutre di sogni. E io ho incominciato a sognare sulle pagine di Salgari e Kipling e sui reportages di Bonatti. Un ruolo non indifferente l’ha avuta anche la storia della mia famiglia, con un nonno emigrato e vissuto per molti anni in Perù, dove nacque mio padre. E poi la scelta dell’università di Lingue (forse più che una causa una conseguenza del mio desiderio di viaggiare) e gli anni ’70 nella Londra cosmopolita...

 

LM: Che tipo di viaggiatrice sei? Leggi molto per informarti su un Paese prima della partenza, o preferisci scoprire un Paese da te, magari aiutandoti con le letture una volta tornata a casa, come per voler "unire i puntini" delle esperienze fatte?

AM: Non ci sono controindicazioni per la lettura. Si può “assumere prima, durante e dopo il viaggio”. E così faccio anch’io. Mi documento a casa con articoli da riviste, guide, ricerche in internet e resoconti di altri amici. Nel mio bagaglio non mancano mai libri di altri autori sulla mia destinazione, anche se il tempo di leggere in viaggio è sempre meno di quanto si vorrebbe. E una volta rientrata scrivo, riprendendo appunti miei e letture fatte.

 

LM: Ti aiuti con gli appunti, mentre viaggi?

AM: Per scoprire il paese mescolo i consigli delle guide di viaggio e i miei appunti da svariate letture alle suggestioni del luogo. Per fermare emozioni e pensieri cerco di prendere appunti durante il viaggio e fotografo. Trovo molto utili questi “appunti visuali”, foto rubate in un attimo con una digitale e magari non esteticamente valide, che poi spesso cestino dopo averle “tradotte” in scrittura.

 

LM: Secondo la tua esperienza, credi che in Italia sia alto l'interesse per i viaggi? Anche ora che, in generale, si hanno meno mezzi economici per poter viaggiare?

AM: Credo che il viaggio sia soprattutto una questione di passione e di disponibilità di tempo più che di denaro. Viaggiare budget è possibile, forse lo è ancora di più oggi con i voli low cost, perché, per molte destinazioni, il costo del biglietto aereo era nel passato l’ostacolo maggiore. Oggi fra i giovani sembra esserci meno voglia di avventura e di relazionarsi attraverso il viaggio, ma ci sono nuovi strumenti di comunicazione e anche interessanti opportunità di soggiorni all’estero tramite progetti e stage, che sinceramente avrei voluto avere io a vent’anni. Vorrei davvero consigliare soprattutto ai più giovani di mettersi in gioco e di partire. Il viaggio rimane un impagabile strumento di iniziazione alla vita.

 

LM: Pensi che la lettura di un libro di viaggio possa costituire una valida alternativa per chi non può permettersi, oggi, il viaggio vero e proprio? Credi nel potere evocativo e descrittivo del libro di viaggio, che forse può essere più che solo un "punto di partenza" verso la conoscenza di un luogo?

AM: Per risponderti preferisco due citazioni. Ognuno scelga quella che gli è più affine. Non sono però in alternativa, anche se personalmente, se devo scegliere, opto per la seconda perché il mondo esercita su di me una seduzione troppo forte per non cercare quando posso di fare i bagagli e partire.
Scrive Emily Dickinson: “Non esiste un vascello veloce come un libro per portarci in terre lontane”, ma aggiunge un’altra donna e grande viaggiatrice, Ella Maillart, “Il faut aller voir”, “bisogna andare a vedere”.

 

LM: Dal tuo interessante e appassionante blog si evince che credi nell'importanza di internet come mezzo di comunicazione e di diffusione delle informazioni. In che modo, secondo te, la diffusione della cultura sul viaggio è stata influenzata dal web?

AM: Sì, ci credo, come sicuramente ci credi anche tu, vista l’interessantissima rivista online che ospita questa intervista. Lo sviluppo della comunicazione e soprattutto della rete web hanno profondamente cambiato la nostra vita, e in questo caso non solo in Occidente. Cambiamenti che hanno rivoluzionato, in meglio, anche il nostro modo di viaggiare. I blog sono utili per preparare un viaggio attraverso i resoconti di altri e permettono di condividere la propria esperienza. Per un viaggiatore il blog è la sua casa dove incontrare amici vecchi e nuovi in qualsiasi momento, anche quando è in giro per il mondo: ti fa sentire on the road anche quando il tuo orizzonte è la parete dell’ufficio e viceversa a casa quando sei in viaggio. L’altra faccia della medaglia è che essere collegati sempre e ovunque per molti diventa un bisogno assoluto che assomiglia sempre più a una dipendenza.

 

LM: Esiste un luogo che ti affascina e attira, che non hai ancora visitato? Una sorta di "sogno nel cassetto" geografico?

AM: Ci sono viaggiatori che si affezionano a dei paesi o a dei paesaggi e lì tendono a ritornare, e quelli alla ricerca di destinazioni sempre diverse. Io confesso di appartenere al secondo gruppo. Ma la curiosità per il nuovo, che è parte del piacere del viaggio, rischia di trasformarsi in una sorta di collezionismo di paesi. Ti confesso che mi piace sempre di più anche tornare e potermi fermare più a lungo nei luoghi che ho amato. Un piccolo grande sogno è quello di tornare in America del sud per risalirla lentamente.

 

Se desiderate leggere altre riflessioni e pensieri dell’autrice, non mancate di visitare il suo blog www.acomeavventura.com o “il miglior blog di viaggio italiano”, secondo la Lonely Planet, www.ilreporter.com dove Anna Maspero cura la rubrica settimanale “Parole nomadi”

 

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© LiberaMENTE MAGAZINE 13 dicembre 2009