Italia si, Italia no
di Silvia Carena

“Tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
In questo benedetto assurdo Bel Paese”
(F. Guccini)

Non si sta poi così male in piena recessione. La grigliata in campagna ce la possiamo ancora permettere; il tempo è bello, la sera fa fresco, e se mangiamo meno bruschette restiamo anche in linea.
Poi ci sono le Olimpiadi, l’inno di Mameli che risuona nel pomeriggio afoso d’agosto, l’Italia quarta nel medagliere, le prodezze di tiratori e nuotatori alla ricerca dell’oro de-tassato.
Anche al banco dei salumi le massaie lo ripetono con convinzione: “se non si può non si fa”. Niente vacanze esotiche, nessun grillo per la testa. I grilli al limite li catturano i bambini nei prati, per poi chiuderli in un barattolo di vetro ed osservarli.
L’italiano medio quest’estate assomiglia paurosamente a quel grillo catturato: tarpate le ali ad ogni entusiasmo, eliminata ogni residua possibilità di balzi ed evasioni, l’animale italico gira e rigira su sé stesso, guardando mestamente attraverso le pareti trasparenti della sua prigione la bellezza proibita di oggetti e di progetti altrettanto proibiti.

In Italia sono in tanti i grilli imprigionati nel dramma del risparmio a tutti i costi, e tante le persone disperate; ma spesso si dimentica che al di là del vetro resiste e continua a proliferare un’altra razza, che neppure il fisco è riuscito ad identificare correttamente: si tratta dei cari vecchi RICCHI.
Stando ai dati ufficiali sono ben 205.800 le famiglie italiane che possiedono un conto in banca che supera il milione di euro, mentre un recente sondaggio di Astra Ricerche riporta le dichiarazioni di un milione ed ottocentomila italiani, i quali si definiscono “ricchissimi”.
Tali dichiarazioni non vengono ovviamente rese anche al fisco, poiché in Italia solo 54 mila contribuenti (lo 0,13% della popolazione) dichiarano un reddito superiore ai 200mila euro.
Ad attestare il proliferare della popolazione dei super ricchi sono anche i crescenti profitti del mercato del lusso.  Il business mondiale è stimato in circa 200 miliardi di euro ed ha segnato un aumento in 3 anni di circa il 25%.
In Italia i “luxury consumers”, ovvero coloro che acquistano con regolarità prodotti di lusso, sono ben 15 milioni, ovvero il 30% della popolazione.
I prodotti acquistati vanno dai più stravaganti (una poltrona con bracciolo decorato in diamanti al costo di 220mila euro), a quelli indubbiamente più utili (un ombrello in coccodrillo griffato Billionaire alla modica cifra di 32mila euro), comprendendo anche una vasta gamma di beni immateriali e servizi, come l’organizzazione di eventi, feste, cerimonie.
Pensate, ad esempio, a come sarebbe felice vostra figlia se per il suo compleanno le organizzaste una bella festa di compleanno con la partecipazione delle WINX in carne ed ossa! Un sogno che si realizza per soli  ventimila euro….Come resistere?
La difficoltà quindi sarà solo il dover scegliere tra la mille opportunità che una fiera come la “Luxury & Yachts” di Vicenza (22mila visitatori) può offrire, con un occhio di riguardo ai mezzi di trasporto, come dimostra il fatto che nel 2007 in Italia sono stati venduti 200mila Suv e si sono acquistate barche per la somma di 3 miliardi di euro.
La manovra finanziaria del governo per il triennio 2009-2011 prevede tagli alla sanità, alla scuola, agli enti locali e alla giustizia. Nessun taglio al lusso, almeno per il momento.

Intanto a ferragosto le grigliate sono state spesso interrotte dalla pioggia, mentre in Costa Smeralda il sole non ha mai smesso di splendere, e chi parlava ai quattro venti di estate all’insegna della sobrietà stava probabilmente sorseggiando uno spumantino  al bordo di un panfilo ecologico, utilizzando i flutes dell’Ikea e i tovaglioli in carta riciclata; ma senza cambiare il risultato.
L’Italia rimane comunque una Repubblica fondata sul lavoro, sul risparmio e la fatica, ma anche sullo spreco, l’egoismo, la ridicola ostentazione e la rassegnazione.

Forse ci si aspetterebbe qualcosa di più da un Bel Paese.

 

Fonti:

www.luxgallery.it
www.lussoblog.it
www.lastampa.it


© LiberaMENTE MAGAZINE 24 agosto 2008