“Tanto ci sarà sempre chi
pagherà le spese
In questo
benedetto assurdo Bel Paese”
(F. Guccini)
Non si sta poi così male
in piena recessione. La grigliata in campagna ce la possiamo ancora permettere;
il tempo è bello, la sera fa fresco, e se mangiamo meno bruschette restiamo anche
in linea.
Poi ci sono le Olimpiadi,
l’inno di Mameli che risuona nel pomeriggio afoso d’agosto, l’Italia quarta nel
medagliere, le prodezze di tiratori e nuotatori alla ricerca dell’oro de-tassato.
Anche al banco dei salumi
le massaie lo ripetono con convinzione: “se non si può
non si fa”. Niente vacanze esotiche, nessun grillo per la testa. I grilli al limite
li catturano i bambini nei prati, per poi chiuderli in un barattolo di vetro ed
osservarli.
L’italiano medio quest’estate
assomiglia paurosamente a quel grillo catturato: tarpate le ali ad ogni entusiasmo,
eliminata ogni residua possibilità di balzi ed evasioni, l’animale italico gira
e rigira su sé stesso, guardando mestamente attraverso le pareti trasparenti della
sua prigione la bellezza proibita di oggetti e di progetti altrettanto proibiti.
In Italia sono in tanti
i grilli imprigionati nel dramma del risparmio a tutti i costi, e tante le persone
disperate; ma spesso si dimentica che al di là del vetro resiste e continua a
proliferare un’altra razza, che neppure il fisco è riuscito ad identificare correttamente:
si tratta dei cari vecchi RICCHI.
Stando ai dati ufficiali
sono ben 205.800 le famiglie italiane che possiedono un conto in banca che supera
il milione di euro, mentre un recente sondaggio di Astra Ricerche riporta le dichiarazioni
di un milione ed ottocentomila italiani, i quali si definiscono “ricchissimi”.
Tali dichiarazioni non
vengono ovviamente rese anche al fisco, poiché in Italia solo 54 mila contribuenti
(lo 0,13% della popolazione) dichiarano un reddito superiore ai 200mila euro.
Ad attestare il proliferare
della popolazione dei super ricchi sono anche i crescenti profitti del mercato
del lusso. Il business mondiale è stimato
in circa 200 miliardi di euro ed ha segnato un aumento in 3 anni di circa il 25%.
In Italia i “luxury consumers”, ovvero coloro
che acquistano con regolarità prodotti di lusso, sono ben 15 milioni, ovvero il
30% della popolazione.
I prodotti acquistati vanno
dai più stravaganti (una poltrona con bracciolo decorato in diamanti al costo
di 220mila euro), a quelli indubbiamente più utili (un ombrello in coccodrillo
griffato Billionaire alla modica cifra di 32mila euro),
comprendendo anche una vasta gamma di beni immateriali e servizi, come l’organizzazione
di eventi, feste, cerimonie.
Pensate, ad esempio, a
come sarebbe felice vostra figlia se per il suo compleanno
le organizzaste una bella festa di compleanno con la partecipazione delle WINX
in carne ed ossa! Un sogno che si realizza per soli ventimila
euro….Come resistere?
La difficoltà quindi sarà
solo il dover scegliere tra la mille opportunità che una fiera come la “Luxury
& Yachts” di Vicenza (22mila visitatori) può offrire,
con un occhio di riguardo ai mezzi di trasporto, come dimostra il fatto che nel
2007 in
Italia sono stati venduti 200mila Suv e si sono acquistate
barche per la somma di 3 miliardi di euro.
La manovra finanziaria
del governo per il triennio 2009-2011 prevede tagli alla sanità, alla scuola,
agli enti locali e alla giustizia. Nessun taglio al lusso, almeno per il momento.
Intanto a ferragosto le
grigliate sono state spesso interrotte dalla pioggia, mentre in Costa Smeralda il sole non ha mai smesso di splendere, e chi parlava
ai quattro venti di estate all’insegna della sobrietà stava probabilmente sorseggiando
uno spumantino al bordo di un panfilo
ecologico, utilizzando i flutes dell’Ikea e i tovaglioli
in carta riciclata; ma senza cambiare il risultato.
L’Italia rimane comunque
una Repubblica fondata sul lavoro, sul risparmio e la fatica, ma anche sullo spreco,
l’egoismo, la ridicola ostentazione e la rassegnazione.
Forse ci si aspetterebbe
qualcosa di più da un Bel Paese.
Fonti:
www.luxgallery.it
www.lussoblog.it
www.lastampa.it