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Joanne Rowling
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di Alice Ziveri
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I treni sembrano essere stati una costante determinante nella vita di Joanne Rowling. E’ sulla tratta da King’s Cross, Londra ad Arbroath, Scozia, che si conobbero i suoi genitori, diciottenni. Due
anni dopo, il 13 luglio Un anno e undici mesi dopo nacque la sorellina Di, e di lì a quattro anni la famiglia si trasferì a Winterbourne, in una casa con scale dove le due sorelle inscenavano drammi e storie di ogni genere, di cui Joanne era la prepotente regista. All’età di sei anni scrisse “Rabbit”, una favola a proposito di un coniglio con il morbillo, e a dodici stese un romanzo su sette diamanti maledetti. E’ sempre nella nuova città che la piccola Rowling conobbe la famiglia Potter, ed in particolare il figlio: al contrario però di quanto è stato spesso detto, questo non fu affatto un “prototipo” di Harry. Ciò che anzi la scrittrice ricorda di lui è che una volta lo picchiò con una spada di plastica per aver tirato una pietra a Di! L’ultimo
trasloco della famiglia fu nel 1974, verso Tutshill,
nella campagna Gallese; il trasferimento coincise con un triste evento,
la morte di nonna Kathleen, di cui in seguito
Joanne assunse il nome quando ebbe
bisogno di una seconda iniziale. E purtroppo le disgrazie non finirono
lì: nel pieno della sua adolescenza, Nel 1983 si iscrisse all’università di Exeter, dove studiò il francese, il che le diede la possibilità di passare un anno a Parigi. Al termine degli studi lavorò a Londra presso Amnesty International e nel 1990 decise di andare a vivere con il suo ragazzo di allora a Manchester. Ed è sul treno da Manchester a Londra, nelle lunghe quattro ore di viaggio, che l’idea del mago dagli occhiali tondi si materializzò nella sua mente. Non aveva carta e penna per fissare le idee, né abbastanza disinvoltura per chiederne in prestito. Dettagli e particolari sgorgavano spontaneamente in un flusso continuo. La sera stessa Joanne iniziò a scrivere “The Philosopher’s Stone”. Il manoscritto diventava sempre più voluminoso; si trasferì a Manchester. E alla fine di Dicembre, accadde qualcosa che avrebbe cambiato per sempre il suo mondo e quello di Harry: sua madre morì, a soli quarantacinque anni. Nove mesi dopo Joanne fu chiamata da una scuola di lingue in Portogallo per insegnare inglese. Vi rimase circa due anni, procedendo con il suo romanzo. Ne tornò nel 1994 con la gioia più grande della sua vita: una figlia, Jessica, nata dal matrimonio fallito con il portoghese Jorge Arantes. Si stabilì ad Edimburgo, dove abitava la sorella, in un monolocale senza riscaldamento. Disoccupata, costretta a vivere grazie al sussidio dei fondi statali, poteva dedicarsi alla scrittura solo quando Jessica si addormentava nel suo passeggino. Si rifugiava allora in un pub e, mano alla penna, portava avanti la storia di Harry. Quando finalmente mise l’ultimo punto, si trattò di dattiloscriverlo interamente. Trovò
un agente e propose il romanzo a diverse case editrici, venendo
puntualmente rifiutata. Fino a che, nell’Agosto del 1996, Il
romanzo ebbe un successo inaspettato, che coinvolse tutte le fasce
d’età, al punto che furono pubblicate versioni con una copertina “per
adulti”. I diritti americani del libro furono acquistati dalla Scholastic
ad una cifra molto alta. Al primo volume ne seguirono altri sei, e
dalla saga sono stati ricavati film e videogiochi. Il 26 Dicembre 2006 la scrittrice ha sposato Neil Murray, medico da cui ha avuto due figli, David e Mackenzie, realizzando così il suo ideale di famiglia.
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