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Joanne Rowling
di Alice Ziveri

 

I treni sembrano essere stati una costante determinante nella vita di Joanne Rowling.

E’ sulla tratta da King’s Cross, Londra ad Arbroath, Scozia,  che si conobbero i suoi genitori, diciottenni.

Due anni dopo, il 13 luglio 1965, a Bristol, nasceva una bambina paffutella e lentigginosa, un piccolo elfo che sembrava essere uscito direttamente da un libro magico.

Un anno e undici mesi dopo nacque la sorellina Di, e di lì a quattro anni la famiglia si trasferì a Winterbourne, in una casa con scale dove le due sorelle inscenavano drammi e storie di ogni genere, di cui Joanne era la prepotente regista.  All’età di sei anni scrisse “Rabbit”, una favola a proposito di un coniglio con il morbillo, e a dodici stese un romanzo su sette diamanti maledetti. E’ sempre nella nuova città che la piccola Rowling conobbe la famiglia Potter, ed in particolare il figlio: al contrario però di quanto è stato spesso detto, questo non fu affatto un “prototipo” di Harry. Ciò che anzi la scrittrice ricorda di lui è che una volta lo picchiò con una spada di plastica per aver tirato una pietra a Di!

L’ultimo trasloco della famiglia fu nel 1974, verso Tutshill, nella campagna Gallese; il trasferimento coincise con un triste evento, la morte di nonna Kathleen, di cui in seguito Joanne assunse il nome quando ebbe bisogno di una seconda iniziale. E purtroppo le disgrazie non finirono lì: nel pieno della sua adolescenza, la Rowling dovette assistere al lento e inarrestabile spegnersi della giovane madre, affetta da sclerosi multipla.

Nel 1983 si iscrisse all’università di Exeter, dove studiò il francese, il che le diede la possibilità di passare un anno a Parigi. Al termine degli studi lavorò a Londra presso Amnesty International e nel 1990 decise di andare a vivere con il suo ragazzo di allora a Manchester. Ed è sul treno da Manchester a Londra, nelle lunghe quattro ore di viaggio, che l’idea del mago dagli occhiali tondi si materializzò nella sua mente. Non aveva carta e penna per fissare le idee, né abbastanza disinvoltura per chiederne in prestito. Dettagli e particolari sgorgavano spontaneamente in un flusso continuo.  La sera stessa Joanne iniziò a scrivere “The Philosopher’s Stone”.

Il manoscritto diventava sempre più voluminoso; si trasferì a Manchester. E alla fine di Dicembre, accadde qualcosa che avrebbe cambiato per sempre il suo mondo e quello di Harry: sua madre morì, a soli quarantacinque anni.

Nove mesi dopo Joanne fu chiamata da una scuola di lingue in Portogallo per insegnare inglese. Vi rimase circa due anni, procedendo con il suo romanzo. Ne tornò nel 1994 con la gioia più grande della sua vita: una figlia, Jessica, nata dal matrimonio fallito con il portoghese Jorge Arantes. Si stabilì ad Edimburgo, dove abitava la sorella, in un monolocale senza riscaldamento. Disoccupata, costretta a vivere grazie al sussidio dei fondi statali, poteva dedicarsi alla scrittura solo quando Jessica si addormentava nel suo passeggino. Si rifugiava allora in un pub e, mano alla penna, portava avanti la storia di Harry.

Quando finalmente mise l’ultimo punto, si trattò di dattiloscriverlo interamente.

Trovò un agente e propose il romanzo a diverse case editrici, venendo puntualmente rifiutata. Fino a che, nell’Agosto del 1996, la Bloomsbury non accettò di pubblicarla. Le fu chiesto espressamente di adottare uno pseudonimo affinché gli adolescenti, considerati target principale del libro, non fossero riluttanti nell’accettare un’autrice donna. Ecco che allora si firmò J.K. Rowling, aggiungendo il nome della nonna Kathleen.

Il romanzo ebbe un successo inaspettato, che coinvolse tutte le fasce d’età, al punto che furono pubblicate versioni con una copertina “per adulti”. I diritti americani del libro furono acquistati dalla Scholastic ad una cifra molto alta. Al primo volume ne seguirono altri sei, e dalla saga sono stati ricavati film e videogiochi. La Rowling ha accumulato una serie interminabile di premi e nel 2006 la rivista americana Forbes ha stimato le sue ricchezze in un miliardo di dollari. J.K. Rowling è la terza scrittrice al mondo per numero di copie vendute e la quinta in generale. In poco più di 10 anni è passata dallo stato di madre senza lavoro in precarie condizioni di vita all’essere una delle donne più ricche e famose al mondo. Grazie alla sua immaginazione. Grazie al fatto di non avere ignorato la sua voce fanciullesca, di avere perseverato nel costruire castelli di nuvole seguendo i suoi sogni. Grazie al mondo creato unicamente dalla sua fervida fantasia e cresciuto dalle parole posate su fogli bianchi. Un mondo in cui bambini e adulti si sono avventurati al fianco di un bizzarro maghetto cerca guai e dei suoi amici, seguendoli in sella alle scope, emozionandosi con loro. Una magia degna di Hogwarts.

Il 26 Dicembre 2006 la scrittrice ha sposato Neil Murray, medico da cui ha avuto due figli, David e Mackenzie, realizzando così il suo ideale di famiglia.

 


© LiberaMENTE MAGAZINE 9 marzo 2008