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L'Aura, tra Ragione e Sentimento
Intervista di Claudia Dani

L’aura, cantante italiana dal talento unico sia come compositrice, esecutrice e polistrumentista nasce a Brescia nel 1984. Suona il pianoforte (da quando ha sei anni), violino e chitarra; dopo due anni di perfezionamento a San Francisco torna in Italia e pubblica il suo primo album OKUMIKI, che sarà seguito da DEMIAN (2007) e dall’ultima uscita del 29 febbraio 2008: L’AURA. Dotata di una voce al contempo dolcissima e potente, canta in inglese e italiano esprimendosi al meglio in tutte e due le lingue. Il suo talento è stato riconosciuto dalla critica più autorevole, oltre che dal pubblico e ha conquistato la stima di molti colleghi.
Risponde alle nostre domande con voce sicura e diretta, è molto disponibile. È stata una piacevole chiacchierata.

Si legge nella tua biografia che hai vissuto due anni a San Francisco. Quanto è stata importante questa città per la tua formazione umana e artistica?

Moltissimo. A 17 anni non sapevo fare nulla. L’esperienza musicale è stata importante, mi spiace dirlo, ma in America il fermento musicale è più consistente che in Italia, gli americani ritengono la musica più importante della letteratura o dell‘arte visiva, a differenza di noi che non riteniamo la musica una forma d’arte. Sicuramente l’interazione con diversi gruppi, mi ha cresciuta molto perché gli scambi, le jam session  sono normali. Un concerto tenuto da persone che non fanno parte dello stesso gruppo non è considerata una cosa strana, lo è in Italia, invece.
Sicuramente è stata un’esperienza importantissima che rifarò presto, altrove.

Nella tua canzone “Basta” lamenti il fatto che oggi siamo abituati alla menzogna che, spesso, la si scambia per verità. Come possiamo difenderci dalle menzogne, dunque? Esiste una verità univoca?

L’unico modo di difendersi dalla menzogna è la cultura ma aldilà del termine altisonante, nel significato di informarsi e raccogliere tutte le informazioni possibili. Se poi a qualcuno interessa vivere nell’oscurità e nelle cavolate, credo  sia una scelta sua; pietrificarsi davanti alla tv può essere una scelta giusta a seconda di cosa si vuole. Dipende se non si ha voglia di essere presi in giro, di non essere strumentalizzati. Adesso abbiamo la possibilità di usufruire di internet, un mezzo d’informazione molto libero…per ora! Non so per quanto lo sarà ancora, si inizia a sentir parlare di piani di controllo e di privatizzazione, di modo che le compagnie di comunicazione possano controllare la rete, purtroppo. Io spero non accada. Al momento è l’unico mezzo che permette di associarsi, è l’unico mezzo con cui si possono scoperchiare quei vasi di pandora che ci sono nel mondo.
Anche se temo che questa “censura” si compirà: nella storia tutte le forme di libertà sono state represse. E quando verrà repressa anche quella dovremmo trovare un altro pianeta! Io sono abbastanza ottimista ma non so, è un momento strano speriamo che quello che ho in mente non succeda.

Il mondo dei sogni, dell’illusione sembra avere uno spazio importante nei testi delle tue canzoni. Nella canzone “Beware” scrivi “i sogni sono ciò che anelo, le fantasie tutto ciò per cui vivo, dove sono stata tutta la vita?” hai trovato risposta a questa domanda?

Sicuramente sono stata davanti alla tv, una cosa che fa perdere molto tempo, è uno strumento abbastanza brutto per comunicare le idee. Io me ne sono staccata negli ultimi tempi, informandomi tramite internet, mezzo più potente e efficace perché è interattivo e ti permette di dialogare con gente, con le idee, e permette di confrontarsi. Invece la tv che ha sei canali, addirittura negli anni cinquanta ne esistevano al massimo tre e la gente, purtroppo, credeva a tutto quello che vedeva.
La tv rappresenta uno dei promotori del sonno umano, ce ne sono tanti che addormentano per esempio i soldi. Quando hai i soldi vivi in uno stato di addormentamento perché non ti rendi conto di che serve per vivere. Io devo ammettere che sono una persona che ha vissuto da privilegiata e che fino a che non se n’è andata via non aveva capito bene cosa volesse dire vivere veramente. In più fino a quando sei un ragazzino tutto quello che hai è dato per certo; invece poi non è cosi, può succedere di tutto nella vita.
Io credo di essermi risvegliata un po’ grazie anche alla spiritualità, ma sono cose di cui non approfondirò perché sono un po’ più distanti dalla musica in sé.

Come componi e scrivi le tue canzoni? Suoni diversi strumenti, ne ami uno di più?

Sicuramente il pianoforte, sto provando a suonare la chitarra ma non è proprio il mio strumento, sto facendo abbastanza fatica. Il piano è il mio strumento preferito lo suono da quando ho sei anni, suono anche il violino, ma vuoi mettere scrivere canzoni al violino, che è uno strumento non di accompagnamento, è più come la voce, molto simile. È intercambiabile con essa se perdi la voce c’è sempre il violino per rompere le palle al prossimo! Sicuramente il piano è il mio strumento.

Hai collaborato con diversi artisti, come hai vissuto quelle esperienze?

Non vorrei deprezzare nessuno per cui ti dico che ognuno più o meno famoso mi ha lasciato qualcosa in eredità. Io sono molto curiosa, per cui, tendenzialmente quando lavoro con qualcuno cerco di assorbire le cose che mi vengono proposte o insegnate. Ho lavorato con gente molto più grande di me. Sicuramente ho imparato tanto.

Cosa altro avresti fatto nella vita, se non la cantante?

L’idea era quella di darsi al mondo grafico cioè design, pittura e stavo studiando per quello.
Disegno e vorrei disegnare di più ma non ho il tempo, l’immagine poetica del musico che sta li in mezzo alla natura aspettando l’ispirazione che gli cade dal cielo sulla testa non è così; se vuoi scrivere canzoni devi stare ore e ore  interminabili al tuo strumento e non è sempre semplice, come diceva il buon vecchio Ennio Morricone “nella composizione musicale c’è  il 10% di ispirazione e il90% di traspirazione” si suda molto. C’è più sudore che la divina ispirazione alla fine!

Canti in inglese e italiano, in quale lingua ti esprimi meglio? Hai delle preferenze?

Non mi faccio problemi di lingua perché la lingua non è mai stata un problema, amo le lingue e non capisco molto questa curiosità negli italiani per l’inglese. È la lingua più importante del mondo e bisogna saperla. Tutti la conoscono in Europa: ho incontrato due ragazzini tedeschi che mi chiedevano un autografo e lo hanno fatto in inglese, avranno avuto 7 o 8 anni ed era perfetto.
La mia fortuna è una madre interprete che mi ha sempre spronato alle lingue, dovrebbero farlo tutti, non voglio pormi come esempio da seguire, ma tutti dovrebbero saperlo, l’inglese è molto importante e utile.

Il prossimo numero della nostra rivista ha come argomento la frenesia del tempo al giorno d’oggi, tu come vivi tutto ciò?

Male, perché sono una molto lenta e alla fine essendo lenta sono costretta ad essere più veloce perché nella città, nel mondo in cui viviamo la lentezza non è considerata bene. Sembro molto frenetica perché mi affretto ma  la fretta non mi piace e mi fa sentire molta ansia. Per questo spero di non dover vivere in città sempre. Anzi spero di non fare questo tipo di vita per sempre, mi piace, ma mi piacerebbe dedicarmi più in là ad altri tipi di attività tranquille come la pittura, la  scrittura.

Sito ufficile di L'Aura 

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Le prossime date dove si potrà sentire L’Aura sono:
Firenze, il 24 agosto alla Fortezza da Basso
Modena, il 13 settembre alla Festa del PD


© LiberaMENTE MAGAZINE 10 agosto 2008