| Louise-Michel |
| di
Bruna Taravello |
Un film profondamente, completamente,
teneramente anarchico. A
partire dal titolo, che poi è il nome dei due protagonisti, e che è anche nome
e cognome di una rivoluzionaria anarchica del 1800, protagonista della Comune
di Parigi, alla quale il film è dedicato. La
storia è all’apparenza molto semplice: una fabbrica viene chiusa, senza preavviso,
anzi: le dipendenti erano state rassicurate dal viscido capo del personale, durante
una riunione in cui nuovi grembiuli erano stati distribuiti a tutte, tranne che
a Louise. Indignate,
rabbiose, tutte le operaie si
riuniscono per contare le proprie magre risorse: scartate le poche possibilità,
si ritrovano unite su di un progetto: pagare un sicario per eliminare il capo
dell’azienda, ed avere almeno vendetta, se non giustizia. Louise si fa avanti: è un’ex
detenuta, saprà lei contattare qualcuno, fra le sue poco raccomandabili conoscenze
di quel periodo. Ma
il sicario non è disponibile, e proprio mentre Luoise
è seduta, depressa, in uno squallido bar, incontra Michel, un killer che perde
la pistola, ha la parlantina sciolta, l’autostima inverosimilmente alta e un parere
pronto per ogni cosa. Insieme
partiranno alla ricerca dell’uomo d’affari, già completamente dimentico di quella
fabbrichetta in Picardia:
il suo breve personaggio è uno dei ritratti dell’attuale classe dirigente più
lapidario ed efficace che si sia visto. E in poche inquadrature ci possiamo fare
un’idea di come, e chi, ci ha gettati nella depressione finanziaria più pesante
dal ‘29 ad oggi. In
realtà il responsabile forse è un altro, e poi ancora un altro ancora, in una
ricerca che non sembra poter mai avere una fine: e intanto il film rimescola le
carte, ci svela qualcosa di inaspettato sui due balordi protagonisti mentre si
susseguono surreali scene al limite del nonsense.
I registi
Benoit Delépine e Gustave
Kervern firmano un’opera nera, dura ed irriverente,
fuori dalla logica del televisivo e corretto. La scena iniziale, slegata dal contesto,
è da antologia. (E ricordate di non uscire appena iniziano i titoli di coda). Tra
i protagonisti spicca Film
decisamente da non perdere, e non solo perché applaudito ad ogni festival in cui
è stato presentato, ma per il senso di sollievo che nasce nel vedere che qualche
volta, almeno al cinema, pure i perdenti hanno
diritto ad inseguire un sogno, e forse, chissà, riescono anche a vincere. Non
a caso è stato citato il Pennac della saga di Belleville:
“ se davvero volete sognare, svegliatevi!” |
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© LiberaMENTE MAGAZINE 3 maggio 2009 |