| Machan |
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| di
Bruna Taravello |
| Un film di Umberto Pasolini. Con Dharmapriya
Dias, Gihan De Chickera, Dharshan Dharmaraj, Namal Jayasinghe, Sujeewa Priyalal. Genere Commedia, colore 108 minuti. - Produzione
Italia, Sri Lanka, Germania 2008. - Distribuzione Mikado – Il
film racconta la storia vera di un gruppo di cingalesi, che sbarcano il lunario
nella caotica città di Colombo nei modi più diversi: cameriere, fattorino, venditore
ambulante – ambulante nel senso che deambula a piedi, in mezzo alla strada, cercando
di piazzare retine di frutta- senza riuscire a sopravvivere dignitosamente. Scopriamo
così, o ce lo ricorda la storia, che lo Sri Lanka è una dittatura, che gli abitanti
in molti casi sopravvivono malamente in baracche piene di acqua e spazzatura,
che il sogno di tutti è andare via. Potremmo
dire: il loro traguardo. E uno dei protagonisti lo grida infatti,
al solerte funzionario dell’ambasciata che ancora una volta rigetta la sua richiesta
di emigrare: noi vogliamo solo lavorare, vogliamo solo guadagnarci da vivere. Niente da fare, per loro due, Stanley e Manoj, frontiere chiuse. Finché, assolutamente per caso, leggono
della possibilità di partecipare ad un torneo di pallamano proprio in Germania,
ospiti della federazione nazionale tedesca. Iniziano
così a costituire questa fantomatica squadra, prima fra la cerchia degli amici
e poi via via sempre più allargandosi con l’ingresso nel gruppo dei
più diversi (e bizzarri) partecipanti. Non
tutti cingalesi, poiché la disperazione, si sa, è globalizzata; e il particolare
che della pallamano non sappiano neanche le regole basilari non sembra un problema,
finché non devono giocare partite... Questo
film, un altro sui disperati organizzati che evidentemente a Pasolini devono piacere
parecchio, tratta con ironia e tono gentile un problema, quello dei clandestini,
che ci tocca molto da vicino. Tratteggia personaggi con accuratezza ed umanità
vera lasciando percepire molto più di quello che ci mostra; niente pietismo ma
molta comprensione per chi non lascia casa propria a cuor leggero, mai, ma ha
una sua dignità, una sua ragione. Che noi spesso non vogliamo vedere, e neanche
le leggi vedono, evidentemente. Narrano
le cronache che la storia raccontata nel film sia accaduta veramente, nel 2004:
e che uno degli attori, invitato a Venezia a presentare il film, sia poi scomparso
nel nulla: questo potrà, forse, stemperare un pò l’amaro
in bocca e il senso di colpa che inevitabilmente si potranno creare in noi, paganti
e divertiti spettatori di un occidente parecchio lontano da loro. |
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© LiberaMENTE MAGAZINE 5 ottobre 2008 |