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Marilyn Monroe
di Claudia Dani

 

Marilyn Monroe è il nome che si era scelta Norma Jeane Baker, nata a Los Angeles il primo giugno 1926 e lì morta il 5 agosto 1962. E’ stata attrice, modella e cantante ma soprattutto un mito fascinoso.

Il suo mito sembra superare il pur riconosciuto talento artistico. Si trattava di puro fascino, era quello che emanava dal grande schermo o dalle copertine patinate delle riviste. Da un lato, la carta vincente di ognuno dei suoi movimenti, delle sue azioni, del suo modo di parlare: il fascino luccicante; dall’altro lato la fragilità, che almeno all’apparenza ha contraddistinto la sua esistenza. Il mix delle due cose ha creato una vera e propria icona della cultura pop. Come non rimanere incantati ad ascoltare, cantata a fil di voce, Bye bye Baby o la malizia emanata in Happy Birthday, Mister President?

La piccola Norma, non ancora Marilyn, trascorse un’infanzia assai difficile nella quale si trovò  molto spesso in isolamento affettivo. Figlia di Gladys Pearl Monroe e di Martin Edward Mortenson.  L’uomo indicato come padre sul certificato di nascita in realtà non sembra essere il suo vero padre. L’attrice fu sballottata, nell’arco della sua infanzia, fra differenti famiglie e orfanotrofi. Il padre abbandonò la famiglia appena scoperto che Gladys aspettava un figlio. La stessa madre non fu mai in grado occuparsi di Norma per i numerosi problemi psichiatrici che la portarono al ricovero in clinica. Nei ricordi di Marilyn appare una madre che urla e ride al contempo mentre viene portata all’ospedale psichiatrico, una donna che la andava a trovare senza mai sorriderle o abbracciarla. La stessa donna che passati anni dalla morte della figlia si rifiutava di parlare di lei. La stessa persona che, così affascinata dalle stelle del cinema, aveva dato il nome di una di loro alla figlia, senza mai sapere di aver avuto per figlia una delle donne più famose della storia. Nonostante tutto la Marilyn, ormai famosa, assunse un investigatore privato per ritrovare e portare con sé a casa il pianoforte bianco che era stato parte del mobilio della casa dove aveva vissuto per breve tempo con la madre. “I momenti più felici della mia infanzia furono attorno a quel pianoforte”.

Quando ancora si chiamava Norma passo dalla casa dell’amica di famiglia all’orfanotrofio di Los Angeles e per ben dodici famiglie diverse. Il risultato di questi anni tormenti fu il primo matrimonio a sedici anni con James Dougherty che ne durò quattro, una personalità con poca stima di sé e un lato aggressivo e opportunista, ma intelligente e infelice tanto più di quello che trasparve in seguito dai grandi schermi.

Quando lavorava come operaia presso un’industria aeronautica, fece il suo timido ingresso nel mondo della carta stampata. David Conover, un fotografo, che documentava il lavoro femminile nel periodo bellico, le scatto una foto che giunse fino alla scrivania della più importante agenzia pubblicitaria di Los Angeles. Norma Jeane firmo un contratto il 23 luglio 1946.  a seguire l’intervento della Fox, che dopo le numerose copertine, le apre le porte di Hollywood. L’incontro con Johnny Hyde, associato dell’agenzia William Morris (aveva già scoperto Lana Tarner e Rita Hayworth), follemente innamorato di lei le permise di entrare nel cast di Giungla d’asfalto e Eva contro Eva.

Nel 1946 cambia nome in Marilyn Monroe e si schiarisce i capelli è l’inizio del mito. Secondo i suoi racconti l’origine del nome si deve ad un impiegato Fox, che suggerì Marilyn e all’amica della madre di Marilyn, Grace McKee, da tempo tutrice dell’attrice, che suggerì che suonava bene insieme al cognome della madre e fu così che Norma divenne Marilyn Monroe.

M.M. era una donna che a proposito della sua prima foto nuda rispondeva ai giornalisti spallucce, affermando che aveva bisogno di soldi. La famosa foto in questione fu scattata nel 1949 da Tom Kelley e acquistata in seguito da Hugh Hefner che la pubblico sul primo numero di Playboy.

Nel 1951 la Fox, anche grazie alle insistenze di Johnny Hyde, era convita del potenziale dell’attrice e le diede appoggio. Da qui conquisto numerose copertine del popolarissimo settimanale Life. Entro il 1953 divenne , grazie ai suoi celeberrimi ruoli da bionda svampita, una fra le più grandi star del mondo hollywoodiano.

Insofferente nel ricoprire sempre ruoli di quel tipo fondo con un amico fotografo una propria casa di produzione (Marilyn Monroe Productions)e si trasferì a New York a studiare recitazione. La sua casa produsse un solo film: Il principe e la ballerina di Laurence Olivier.

Successivamente firmò un nuovo contratto con la Fox che le lasciava maggior margine e spazio creativo. Recitò in quegli anni con Cary Grant, Clark Gable, Tony Curtis e altri ancora. Si susseguirono successi e instabilità emotive e relazioni con uomini diversi fino all’ultimo film prima della morte Gli Spostati.

La carriera di Marilyn fu contornata e spesso sovrastata dagli uomini che le stettero accanto. Dopo il primo matrimonio a sedici anni, sposò il campione di baseball, Joe Di Maggio, che fu rapito da lei nel vederla in una fotografia. La loro relazione fu tormentata, erano due personalità in forte conflitto.  Il campione rientrò nella vita dell’attrice aiutandola dopo l’ennesimo ricovero in clinica e fino alla morte, fu lui ad occuparsi dei funerali della diva. Fece recapitare per vent’anni sulla sua tomba una dozzina di rose rosse tre volte alla settimana. Successivamente sposò il celebre commediografo Arthur Miller, che le regalò la sceneggiatura Gli Spostati per San Valentino, la loro relazione fu minata dagli abusi di droga e alcol che rendevano Marilyn sempre più instabile nella vita pubblica e privata. Quasi inutile ricordare le relazioni pericolose che l’attrice intraprese con la famiglia Kennedy e tutto quello che ne conseguì, sulla stampa, nella vita dei protagonisti.

 Il 5 agosto 1962 Marilyn Monroe viene trovata morta nella sua camera da letto a Brentwood in California. La causa della morte è un’overdose di barbiturici. Le circostanze del ritrovamento del corpo, le ore passate prima dell’intervento della polizia, la camera chiusa a chiave, la presunta visita di Bob Kennedy nel pomeriggio nella casa dell’attrice, l’infermiera che non parla, il presunto trasporto di Marilyn all’ospedale di Santa Monica, tutto questo ha contribuito a creare il mistero della sua morte a tutt’oggi irrisolto. Anche nella circostanza della morte Marilyn Monroe è entrata di diritto nel mito. L’immagine del suo viso è universalmente riconosciuta ormai come sinonimo di icona, fascino e mito. A lei dedicata la prima versione scritta da Bernie Taupin e Elton John di Candle in the wind (1973).

 

 

Filmografia:

.1962

Something's Got to Give

.1961

The Misfits
.1960

Let's Make Love
.1959

Some Like It Hot

.1957

The Prince and the Showgirl

.1956

Bus Stop

.1955

The Seven Year Itch

.1954

River of No Return
There's No Business Like Show Business

.1953

How to Marry a Millionaire
Gentlemen Prefer Blondes
Niagara

.1952

Don't Bother to Knock
We're Not Married !
Clash by Night
Monkey Business
O. Henry's Full House

.1951

As Young as You Feel
Hometown Story
Let's Make It Legal
Love Nest

.1950

All About Eve
The Asphalt Jungle
Love Happy
The Fireball
Right Cross
A Ticket to Tomahawk
.1949

Ladies of the Chorus

.1948

Dangerous Years
Scudda Hoo!
Scudda Hay!

.1947

The Shocking Miss Pilgrim

Riferimenti:

wikipedia

www.marilynmonroe.com

Marilyn Monroe:la vita, il mito G.Brambilla, 1995, Rizzoli

Marilyn Monroe. Storia di un omicidio D. H. Wolfe

 


© LiberaMENTE MAGAZINE 23 agosto 2009