LiberaMENTE MAGAZINE

Il Nipote del Negus

di Elena Refraschini

Autore: Andrea Camilleri
Data di pubblicazione: 25 marzo 2010
Editore: Sellerio
Collana: La Memoria
Pagine: 277
Prezzo: 13 euro

E' uscita in libreria il 25 marzo 2010 l'ultima attesa fatica di Andrea Camilleri. Si tratta di "Il nipote del Negus", romanzo di ambientazione storica che non mancherà di conquistare la già nutrita schiera dei fan dell'autore. La casa editrice Sellerio, contemporaneamente all'uscita del libro, pubblica anche un audiolibro con la curatela di Gush e per la regia di Monica Nonno, in cui Camilleri legge il suo testo insieme all'attrice Monica Demuru. I due progetti sono indipendenti e quest'iniziativa da parte della casa palermitana è da considerarsi molto interessante: d'altra parte, è un'esperienza unica udire la voce dell'autore, così riconoscibile data la lunga e felice frequentazione col tabacco, mentre legge le proprie parole, frutto di una scrittura lenta e puntigliosa.

La narrazione di carattere storico, ambientata durante gli anni del fascismo, si svolge nei luoghi cari all'autore ed ai suoi lettori grazie alle indagini del commissario Montalbano, che si muovono nella (fittizia) zona di Vigàta e Montelusa. Come sempre accade nel filone storico della produzione di Camilleri, la storia prende spunto da un fatto realmente accaduto: negli anni '30 accadde che il Nipote del Negus di Etiopia si scrisse alla Regia Scuola Mineraria di Caltanissetta; similmente, il punto di partenza del libro viene offerto proprio dallo scompiglio creato dalla imminente iscrizione alla scuola mineraria di Vigata del giovane etiopico nipote del Negus, di nome Grhane Sollassié Mbssa; bisogna offrire al ragazzo un'accoglienza degna del suo rango, specie visto che questo potrebbe cambiare le sorti del contenzioso aperto sui confini della Somalia. Ecco che, quindi, inizia una ilare corrispondenza densa di raccomandazioni e preoccupazioni tra il Ministero degli Esteri, il Prefetto, il Questore di Montelusa, il federale di Vigata, il direttore della scuola. Camilleri costruisce una narrazione simile a quella de "La concessione del telefono", condotta attraverso missive, telegrammi, articoli, proclami, dispacci governativi e naturalmente vive conversazioni che offrono scorci di inimitabile comicità (causata anche dal fatto che un giovane "negro" - e quindi, sessualmente molto attivo - arriverà nella piccola Vigata). La faccenda si fa seria quando Mussolini in persona chiederà al giovane di scrivere una lettera indirizzata al potente zio, elogiando i pregi dell'Italia fascista; la narrazione evolve inevitabilmente nella farsa di fronte all'infinito temporeggiamento del giovane, attraverso scuse sempre più improbabili, mentre le casse cittadine si svuotano per pagare i debiti lasciati in bordelli e sartorie dal ragazzo che si dà alla "bella vita". 

Questo ultimo libro non deluderà il lettore, strappandogli il sorriso come soltanto Camilleri sa fare, con la sua solita maestria nel miscelare farsa e tragedia, italiano e dialetto, storia e fantasia. A questo proposito, mi sembra opportuno citare le parole del critico ed esperto di editoria Gian Carlo Ferretti ("Storia dell'editoria italiana in Italia, 1945-2003", pag 313): "Narratore colto e popolare, amabile e ironico, capace di rendere facilmente comprensibile la sua lingua mescidata con un abile sistema di glosse interne, Camilleri si può considerare un artigiano di gran classe: quello in sostanza che è sempre mancato in Italia".

Da leggere!

  

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© LiberaMENTE MAGAZINE 18 aprile 2010