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Paura e Disgusto a Las Vegas
di Luca Giannoni

Paura e disgusto a Las Vegas
Thompson Hunter S.
Ed. Bompiani

Paura e disgusto a Las Vegas si ama o si odia.
Come il suo autore, Hunter Thompson, ed il suo stravagante genere letterario che molti conoscono come “gonzo journalism”.
I protagonisti del libro sono l’autore stesso, sotto lo pseudonimo di Raoul Duke, ed il suo inseparabile avvocato, un corpulento ed incontrollabile samoano, Oscar Zeta Acosta alias Dr. Gonzo.

Il racconto descrive il viaggio allucinante che, nel 1971, i due affrontano dopo che Raoul Duke, affermato giornalista, ha ricevuto l’incarico di seguire e scrivere un articolo su una famosa gara motociclistica, la Mint 400. Alla guida di una decapottabile rossa Raoul e Dr. Gonzo si inoltrano nel deserto del Nevada per raggiungere Las Vegas, abbandonandosi ad ogni tipo di droga ed alcool, spinti dal desiderio sfrenato di provare qualsiasi eccesso.
Le cose si mettono ancora peggio una volta raggiunta Las Vegas dove i due devastano locali e camere di albergo in preda ad una serie di deliri e allucinazioni da continuo abuso di qualsiasi genere di stupefacente. E non migliorano certo una volta che Duke riceve un secondo incarico, cioè quello di partecipare alla conferenza antidroga presso l’associazione nazionale dei Procuratori Distrettuali.

I dialoghi tra i due sono tanto grotteschi quanto divertenti in una continua altalena di sogni colorati e psichedelici ed incubi paranoici e tragici. Un viaggio attraverso la distruzione del sogno americano in una città, la Las Vegas degli anni 70’, che rappresenta la “capitale del più perverso e sfavillante conformismo americano”. La rappresentazione, esasperata, di un movimento di ribellione sconfitto dalla storia che le droghe e i miti andati in frantumi non hanno salvato dal baratro.

Una poetica riflessione dell’autore, tratta dal film omonimo, descrive in poche parole l’animo di una intera generazione e forse anche della nostra: “C’era follia in ogni direzione, ad ogni ora potevi sprizzare scintille, dovunque c’era una fantastica ed universale sensazione che qualsiasi cosa facessimo fosse giusta, che stessimo vincendo. E quello, credo, era il nostro appiglio. Quel senso di inevitabile vittoria sulle forze del vecchio e del male, non in senso violento o cattivo, non ne avevamo bisogno. La nostra energia avrebbe semplicemente prevalso, avevamo tutto lo slancio, cavalcavamo la cresta di una meravigliosa ed altissima onda. E ora? Potevi andare su una ripida collina di Las Vegas e guardare verso ovest e con il giusto tipo di occhi potevi quasi vedere il segno dell’acqua alta, quel punto dove l’onda alla fine si è infranta ed è tornata indietro”.

Il libro si chiude con una “piccola enciclopedia psichedelica”, una divertente guida redatta da famosi scrittori, giornalisti, critici e ricercatori che aiuta a meglio comprendere le deliranti pagine del volume tra droghe, musica e musicisti, moto, movimenti, industrie, presidenti USA…..

Un libro divertente, una profonda riflessione su un mondo ed una generazione. Da leggere, oppure da vedere se preferite il cinema alla lettura. Ma da non perdere.


© LiberaMENTE MAGAZINE 25 gennaio 2009