| Prima dell'Alba |
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| di
Luca Giannoni |
| Prima dell’alba La
dialettica contemporanea non ha imposto al vocabolo "terrorismo" un
significato diverso da quello tradizionale ma, specialmente dopo la strage delle
Torri Gemelle, ne ha modificato radicalmente l'utilizzo. E’
il caso dell’Irish Republican Army e della complessa
storia dell’Irlanda del Nord e delle motivazioni che hanno determinato una delle
più lunghe e sanguinose guerre civili. Tra
le reciproche crudeltà delle parti il racconto prosegue poi con le prime esperienze
di lavoro dell’autore come barista ed il progressivo avvicinamento all’impegno
sociale e politico, attraverso l’adesione al Sinn Fein,
ed all’appoggio all’attivismo militante dell’IRA.Non
è l’Irlanda dei paesaggi incantati e delle dolci melodie dell’arpa gaelica. E’
una terra dove i cattolici repubblicani combattono per il diritto alla casa sulla
propria terra, dove centinaia di innocenti vengono prelevati, compreso l’autore,
semplicemente sulla presunzione di colpa oppure grazie a delatori pagati dal governo
inglese, e tradotti negli H-Block ed in altre carceri
dove non esistono diritti elementari, dove uomini vengono sottoposti ad ogni genere
di tortura e donne incinte vengono prese a calci nella pancia e stuprate. Gerry
Adams non si sofferma solo sulle nefandezze della polizia unionista, dell’esercito
inglese e dei tristemente noti B-Special ma riconosce
senza mezzi termini anche la violenza dei reparti repubblicani senza nascondere
delitti e responsabilità. In questo scenario di perenne guerra civile e privata
non viene però mai meno la volontà e la speranza di un popolo di raggiungere la
libertà, di ottenere i diritti civili e politici anche a costo della vita. Prima
dell’Alba analizza anche le contraddizioni interne al movimento nazionalista repubblicano,
le diverse anime di un movimento popolare, spesso in conflitto tra loro, che proponevano
diverse modalità per raggiungere l’obiettivo comune e descrive il ruolo della
lotta armata e dell’IRA, ben diverso da quello che il “sentito dire” e la cultura
di massa vorrebbero proporci. Questa
è una storia di libertà, di giustizia sociale, di difesa della propria identità
e di disperata ricerca di pace. |
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© LiberaMENTE MAGAZINE 25 gennaio 2009 |