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Adolescenza e Bullismo
di Roberto Viganò

Come spiegare il dilagare di fenomeni di bullismo nelle scuole italiane? Si tratta di un fenomeno che è sempre esistito e che la bulimia informativa ha solo portato a galla? (In parte come accaduto con la pedofilia). O è un fenomeno tipico dei nostri tempi, che si origina in contesti familiari e sociali di rottura rispetto al passato? Certamente ci sono un po’ entrambi gli aspetti. Per cercare di capire come stanno effettivamente le cose può essere utile approfondire entrambe le ragioni.

La capacità che ha oggi una notizia di irradiarsi attraverso i mille rivoli della comunicazione (tv, radio, internet, sms, chat, blog, carta stampata, ecc.) non ha precedenti. E’ quindi plausibile pensare che tante “notizie che fanno notizia” oggi, si riferiscano a fatti sempre accaduti nella storia dell’umanità. E’ molto probabile che le palpeggiate alla professoressa che, grazie a Internet, hanno fatto il giro d’Italia (e forse del mondo) sorprendano così tanto e suscitino così tanto clamore solo perché è la prima volta che una notizia così si sente. E’ altrettanto probabile che in passato episodi del genere rimanessero incapsulati nella rete di informazione di una volta, la local net, un moscerino rispetto all’elefantiaca inter net. E’ quindi lecito pensare che la percezione che fenomeni come il bullismo sembrino dilagare sia in parte frutto di questa eco che sale di tono rimbalzando da un mezzo comunicativo all’altro.

Ma c’è poi anche del vero in questi fenomeni. E qui entra in scena la realtà sociale, come si è modificata rispetto al passato, quali sono le sue caratteristiche peculiari rispetto alle realtà sociali passate. Per cercare di capire la società non si può che partire dalla sua cellula base, la famiglia. Come è cambiata la famiglia negli ultimi decenni? Tantissimo e in tantissimi aspetti. Quello che interessa approfondire qui è l’aspetto psicologico. La vera novità della famiglia moderna è il rimescolamento dei ruoli; il ruolo normativo storicamente ricoperto dalla figura paterna che comunicava con i figli con un codice esclusivo (il codice paterno appunto), un padre che non investiva affettivamente sui figli e manteneva da loro un certo distacco, è quasi del tutto tramontato. Nella famiglia “tradizionale” il codice materno era quello dell’affettività, dell’accudimento e dell’accoglienza. Dopo la rivoluzione sessuale degli anni settanta i ruoli si sono scoloriti, si sono mischiati e si sono confusi; nell’assestamento che sta ricercando oggi la famiglia “post – rivoluzionaria” entrambi i genitori giocano entrambi i ruoli; e, aspetto che qui interessa,  tutti e due tendono a convergere verso il codice materno, lasciando sguarnita la funzione normativa, quella che detta le regole, impone i confini e sanziona le violazioni. Gustavo Pietropolli Charmer, uno dei più acuti studiosi dell’adolescenza, ha definito questo passaggio epocale come il passaggio da Edipo a Narciso. L’adolescente di una volta viveva il travaglio del senso di colpa (Edipo) rispetto al padre normativo da sfidare e da “vincere”, ma attraverso questa trincea psicologica si abituava al rispetto della norma e delle regole. L’adolescente di oggi, iperinvestito di affetto da entrambi i genitori, coccolato dalla mamma e dal “mammo”, ascoltato nei suoi bisogni e nelle sua paure, incoraggiato in percorsi a lui confacenti, diventa un Narciso. E quando entra in contatto con la scuola superiore, ancora rigidamente normativa, si scontra con una realtà nuova, difficoltosa, che non sa come affrontare. E va in crisi. Una crisi profonda, seria e ancora più difficile da superare di quella “edipica”. E spesso queste crisi adolescenziali fanno emergere la fragilità di queste personalità gracili, non irrobustite da fisiologiche esperienze di frustrazione. Viene qui in mente l’esortazione di Winnicot alla madre che deve essere “sufficientemente buona.” Non bravissima, neanche molto brava o brava, ma sufficientemente brava. Brava quel tanto da gratificare, ma anche da saper abituare alla frustrazione. E’ in questo scenario tutto nuovo e tipico dei nostri tempi che può allignare la pianta grama della vigliaccheria, della cattiveria e dell’angheria verso i più deboli. Un misto di fragilità e di insana ribellione verso cornici normative mai vissute prima può far si che i fragili adolescenti sprigionino rabbia e violenza verso coetanei indifesi o deboli.

Non è che si voglia auspicare il ritorno del padre padrone della famiglia tradizionale; il rapporto che i padri hanno oggi con i figli sono sicuramente più completi, più ricchi e partecipati. E tutto questo ha certamente tantissime ripercussioni positive che in questo breve articolo non sono state analizzate. Ma, come in tutte le cose, c’è anche il rovescio della medaglia, ci sono i pro e i contro: in queste poche righe ho cercato di mettere in luce uno dei possibili contro. In un prossimo articolo cercherò di puntare il faro su uno dei numerosi pro.


© LiberaMENTE MAGAZINE 02 Giugno 2007