| Psicopatologia
dell'11 Settembre |
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| di Bruna
Taravello |
| 11
Settembre è quando hai il buco nello stomaco, l’ansia del futuro immediato, un
passato brillante alle tue spalle, e la radiosa sensazione che non tornerà mai
più. 11 Settembre è quando ti dicono che è successa quella tale cosa, che non
è mica importante, eccezionale o rivoluzionaria, non te la prendere che non
cambia niente, e tu invece sai perfettamente che nulla sarà più come prima. Ma
succederà solo per te, per il tuo mondo, per la tua personalissima rete web di
relazioni, legami e complicatissime parentele. E potrà anche essere un punto di
partenza, un’occasione di crescita, di cambiamento. Un’opportunità, a saperla
volgere a tuo favore. Come
il mondo, prima e dopo quell’11 fino a quel momento Normalissimo Settembre, che ha
diviso la nostra storia in un prima e in un dopo. Che ha segnato il destino di
tante persone e deviato il corso degli eventi, disegnato nuovi, e più instabili,
equilibri fra gli Stati, e fra questi e i cittadini, ma senza cambiarli in maniera
significativa. L’opportunità non è stata colta, e chissà se era possibile farlo:
il mondo è diventato solo un posto più complicato dove vivere, la felicità dei
popoli una chimera, la pace, sia pure relativa, un traguardo che si allontana
con il passare degli anni. Tutto il contrario di quello che dovrebbe fare un’11
Dannatissimo Settembre: e invece, ormai lo hai imparato, è stato solo dolore inutile,
lascia il mondo come ha lasciato te, con l’ego ammaccato, l’entusiasmo ai minimi
storici e tanti feriti da soccorrere. Quello
che tu puoi fare, e che il mondo fa, per andare oltre l’inevitabile ricorrenza
e dimenticarne l’inutilità, è costruirci sopra articoli, trattati, convegni e
libri: innumerevoli opere che trattano di cinema, amore, politica, guerra, tutti
con il prima e il dopo da analizzare e sviscerare, per
capire e, chissà, prevenire. Ma tu sai, e tutti intorno a te lo sanno, che è solo
paura: la paura di un altro, ulteriore, inevitabile, 11 Fottutissimo Settembre.
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© LiberaMENTE MAGAZINE 7 settembre 2008 |