| La Ragazza del Lago |
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| di
Chiara Bianchi |
| Cinema d’estate (Re)visioni Trionfatore
assoluto ai David di Donatello, ribattezzati ironicamente dal presentatore Tullio
Solenghi “…l’ultima edizione de La ragazza del lago 2008...”, è l’opera
prima del quarantenne Molaioli, un film lento, riflessivo, intrigante, un giallo
contemplativo dalla tempistica atipica che scava nel profondo e lascia poco spazio
all’azione “muscolare” fine a se stessa. Protagonista
è la fissità del paesaggio, le strade, le case della profonda provincia friulana,
le montagne ed il lago, lo specchio fisso del titolo che ospita, secondo una antica
leggenda, un serpente che addormenta con lo sguardo. Ed è proprio nella fiaba
che il film trova la sua più profonda ispirazione: c’è la piccola cappuccetto
rosso, un orco buono e un po’ tonto, un lupo cattivo che non può camminare, una
bella addormentata che forse il principe ha fatto addormentare per sempre. Impossibile
anche non tentare un parallelismo con Twin Peaks anche se Anna, la giovane
vittima, è molto diversa dalla disinibita Ma
tutti i personaggi sono tormentati, in varia misura, dai sensi di colpa e nascondono
segreti spesso inconfessabili, anche l’investigatore burbero e capace, ha il suo
dolore provato, il suo dramma familiare. Un
film di grande atmosfera e dai tempi dilatati, estremamente verosimile e coinvolgente.
Forse la trama non è proprio perfetta e in più punti alcune informazioni risultano
superflue nell’economia del thriller e certe situazioni sono un po’ “tirate” ma
nel complesso il meccanismo funziona piuttosto bene grazie anche ad una regia
discreta che non rinuncia però a qualche ottima soluzione autoriale (come l’avvicinamento
della macchina da presa in una delle primissime scene, che riesce, attraverso
un semplice movimento e all’aumento dell’audio, a creare tensione, drammaticità
e mettere volontariamente sulla strada sbagliata, a creare allarmismo e a sviare
lo spettatore) ad una fotografia che predilige i toni freddi e ad una prova attoriale
corale di altissimo livello. Menzione speciale per Toni Servillo, come sempre. |
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© LiberaMENTE MAGAZINE 21 settembre 2008 |