| Sarah Palin |
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| di
Elena Refraschini |
| Sarah Louise Heath nacque a Sandpoint in Idaho l’11 Febbraio del 1964; la madre era segretaria scolastica, il padre insegnante di scienze e di trekking. Fu quando Sarah era ancora piccola che la famiglia si trasferì nel gelido stato dell’Alaska, e fu qui che la bambina ebbe l’opportunità di sviluppare quelle capacità e inclinazioni che la rendono oggi una figura tanto singolare nel panorama politico americano: prima di andare a scuola, infatti, andava a caccia di alci col padre. Frequentò
il liceo a Wasilla, una cittadina di circa 9000 abitanti. Lì si distinse
come atleta, non soltanto nella corsa, ma soprattutto nel basket: divenne
infatti capitano della squadra femminile, portandola alla vittoria nel
campionato cittadino del 1982. Fu proprio in questa occasione che le venne affibbiato
il soprannome di “Sarah Barracuda”: riuscì infatti a
conquistare il punto decisivo nonostante una frattura alla caviglia. Palin,
come tutti sanno, è la candidata repubblicana alla vicepresidenza degli Stati
Uniti;sposata a Todd Palin,
quattro volte campione del mondo di gara su slitta trainata da cani, è anche madre
di cinque figli, di cui l’ultimo è nato solo nell’Aprile 2008 (affetto da sindrome
di down); ha studiato Giornalismo all’Università dell’Idaho, e la sua iniziale aspirazione era infatti quella di
cronista sportiva per l’emittente ESPN; è stata sindaco della città natale Wasilla all’età di 32 anni, dove la quasi totalità dell’elettorato
la conosceva di persona; è governatrice dell’Alaska (anzi: “la più bella governatrice
degli Stati Uniti”). Sarah Palin
è oggetto di ogni tipo di critica e (a volte) disprezzo da parte degli ambienti
liberal, ma è necessario, per onor di cronaca, far conoscere alcuni tratti di
una donna sicuramente fuori dal comune. La sorella minore di Sarah, Molly, era sposata ad un poliziotto, il quale fu accusato da parte della coppia Palin di aver abusato della moglie. Questo, di nome Mike Wooten, finisce in cella per cinque giorni ma non viene licenziato. Una volta salita alla carica di governatrice, nel luglio del 2008 la Palin fa licenziare il commissario del Dipartimento per la pubblica sicurezza, Walt Monegan; quando interrogato, questo dichiarò di essere stato deposto dalla carica con la colpa di aver resistito alle pressioni della Palin e del marito per far licenziare Wooten. La Palin risulta quindi essere indagata per abuso di potere. Quando interrogati in proposito, i portavoce della campagna presidenziale repubblicana hanno fatto sapere di non essere preoccupati per la vicenda, e di non ritenere che una brutta sorpresa in febbraio possa rovinare il risultato elettorale in Novembre. Non resta che restare a guardare. Certo è che Sarah Palin, con quel sorriso smagliante e quella “storia personale eccezionale” (parole dello stesso Obama) ha rubato l’attenzione dei media dal candidato democratico, già dato per favorito in tutti i sondaggi. È anche vero che la nomina della Palin alla vicepresidenza mina alla base tutte le accuse fatte da McCain a Obama in quando all’inesperienza in politica estera: la Palin ha chiesto di ottenere il passaporto soltanto l’anno scorso, per poter andare a far visita ai soldati dell’Alaska in Iraq. Il Partito però poggia su una forte personalità ed un forte carisma, oltre che sulle idee iper-conservatrici della candidiata: contro la ricerca sulle cellule staminali, contro l’aborto, contro i matrimoni gay, a favore dell’insegnamento del creazionismo nelle scuole (quella dottrina secondo la quale Dio ha creato l’universo e l’uomo…non condivide quindi le certezze del darwinismo, condivise da tutto il mondo scientifico); la Palin è inoltre fervente religiosa (battezzata in una chiesa dell’Assemblea di Dio, denominazione pentecostale che appunto crede che Dio abbia creato il mondo passo dopo passo) ed è convinta che la guerra in Iraq sia una missione comandata da Dio. È
stata senza dubbio una scelta coraggiosa quella di McCain, criticata da moltissimi
- ma ammirata da altrettanti che credono abbia dato nuovo lustro e nuova energia
all’invecchiato Partito dell’Elefante.
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