Si può fare un film che parli di
pazzia senza scadere nel luogo comune; si può raccontare una storia degli anni
’80 malati di riflusso e disimpegno parlando di politica e impegno; si può credere
ancora che al cinema una vicenda senza santi eroi e puttane funzioni; si può costruire
un film su di una legge che è stata per anni ostacolata, osteggiata, boicottata.
Certo,
si può fare. Eccome, basta crederci.
O ignorare il fatto che l’impresa
sia impossibile.
Nello
(Claudio Bisio in stato di grazia) è un sindacalista rompiscatole, perchè
nel 1983 crede che il mercato
abbia delle opportunità in sé, per far stare meglio chi lavora.
Quindi, non può fare il sindacalista, non si nutre di dogmi e frasi fatte: gli
procurano un incarico innocuo, dove le sue idee non faranno danni.
Arriva
così in questa “cooperativa 180”,
dove i malati, ex degenti che la Legge Basaglia ha fatto
uscire dai reparti di psichiatria, vivacchiano svolgendo lavori socialmente inutili,
che diligentemente sbagliano in maniera scientifica e affatto casuale.
Ma
Nello non è uno da guardare le rovine intorno a sé senza reagire: se il lavoro
della cooperativa non è utile, e non è ben fatto, inventiamoci un nuovo ruolo, diamoci un’opportunità di entusiasmo:
e sbagliando, insistendo, prendendo pugni in faccia (non solo metaforici) aiuta
questi nuovi amici a dare un senso a sé stessi, alla propria malattia.
Ma
la pazzia non si può cancellare con una legge,
lo ammonisce il primario, scettico di fronte al cambiamento e chiuso
nella propria consapevolezza delle difficoltà. E difficoltà ne incontreranno,
molte e anche tragiche: ma i sogni a volte capita che si avverino, pur lasciando
un po’ di dolore e di sconquasso tutto intorno.
Il film parte dalla
storia vera della cooperativa Noncello che proprio in
quegli anni nasceva, ed è dedicato a tutte quelle che negli anni sono nate e hanno
portato avanti la stessa idea.
Claudio Bisio dà una prova convincente,
più simile ai suoi successi teatrali che a quelli cinematografici; Battiston
si conferma grande interprete; un applauso ideale a tutti gli attori che interpretano
i malati: con misura, abilità, mestiere.
Un film dal quale uscire
rafforzati, commossi, consapevoli che sognare non si può: si deve.
Titolo
Originale: SI PUO' FARE
Regia: Giulio Manfredonia
Interpreti:
Claudio Bisio, Anita Caprioli, Bebo Storti, Giuseppe
Battiston, Giorgio Colangeli,
Andrea Bosca,
Rosa Pianeta, Giovanni Calcagno, Michele De Virgilio, Daniela Piperno, Carlo Giuseppe
Gabardini, Franco Pistoni, Andrea
Gattinoni, Natascia Macchniz, Pietro R
Durata:
h 1.51
Nazionalità: Italia 2008
Genere:
commedia