| Il Tempo dei Sogni |
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| di Antonio
Casillo |
| Margaret “Legs”
Sadovsky è, tra tutti i personaggi che hanno preso vita dalla penna di Joyce Carol
Oates, quello più poetico e che meglio rappresenta quel
“tempo” della nostra vita in cui niente era impossibile: l’adolescenza. Più che a “Gioventù Bruciata” il personaggio di Foxfire ci ricorda quei cavalieri solitari dei film western, quegli eroi che inevitabilmente spariscono verso il tramonto alla fine del film. Ed è così che sparisce anche Legs, non a cavallo, non al tramonto, ma su di un camion fermato con l’autostop ai primi rischiarir dell’alba (questo in realtà è il finale della versione cinematografica di Foxfire, nel romanzo la "scomparsa di Legs ha toni più movimentati). Era
inevitabile, l’adolescenza è finita, non c’è più spazio per Legs nella vita degli
adulti. Legs se ne esce per sempre dalla nostra vita, ma è mai veramente esistita?
Vedendola scomparire in quel camion che diventa sempre più piccolino fino ad essere
inghiottito in un’alba che tarda ad arrivare, sentiamo che con lei se ne va qualcosa
anche di noi. Quell’irriducibile senso ingenuo di lealtà, quel credere che niente
è impossibile per amicizia, che anche se soli possiamo prendere
a calci il mondo con tutte le sue regole assurde, sbagliate, o forse giuste ma
per noi incomprensibili. Legs
rimane così, con il suo casco di capelli spettinati, le sue bottiglie da racimolare
per qualche dollaro, la sua pulita dignità di chi osserva orgogliosa il proprio
invincibile senso di libertà. Come immaginarcela diversamente? Non esiste una
Legs adulta perché lei è la nostra adolescenza che ci lascia. Dobbiamo a lei l’aver
superato le nostre paure, paure che non si possono rimpiangere. Solo qualche volta,
magari quando sotto un cielo di giugno osserviamo la costellazione di Spiga, allora
sentiamo lieve lo scorrere del tempo, e sentiamo un poco di nostalgia, solo un
poco, nostalgia di quando con |
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© LiberaMENTE MAGAZINE 10 agosto 2008 |