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Il Tempo dei Sogni
di Antonio Casillo

Margaret “Legs” Sadovsky è, tra tutti i personaggi che hanno preso vita dalla penna di Joyce Carol Oates, quello più poetico e che meglio rappresenta quel “tempo” della nostra vita in cui niente era impossibile: l’adolescenza.
Ragazzina ribelle, vagabonda senza una particolare meta, oscuri punti di partenza, inesistenti punti d’arrivo. Legs è sola al mondo e ha dovuto presto imparare a badare a se stessa.
Simbolo metaforico della nostra stessa adolescenza, della nostra legittima voglia di ribellarci contro le ingiustizie, voglia che troppo presto viene soffocata dalle contingenze di una vita adulta che ci addomestica. Ma lei non si fa addomesticare, il suo senso di lealtà un po’ ingenuo anche, la fa assomigliare, più che a un James Dean al femminile, ad una sorta di moderno Don Chisciotte che fa sventolare il suo coltellino a serramanico contro giganteschi mulini a vento.

Più che a “Gioventù Bruciata” il personaggio di Foxfire ci ricorda quei cavalieri solitari dei film western, quegli eroi che inevitabilmente spariscono verso il tramonto alla fine del film. Ed è così che sparisce anche Legs, non a cavallo, non al tramonto, ma su di un camion fermato con l’autostop ai primi rischiarir dell’alba (questo in realtà è il finale della versione cinematografica di Foxfire, nel romanzo la "scomparsa di Legs ha toni più movimentati).

Era inevitabile, l’adolescenza è finita, non c’è più spazio per Legs nella vita degli adulti. Legs se ne esce per sempre dalla nostra vita, ma è mai veramente esistita? Vedendola scomparire in quel camion che diventa sempre più piccolino fino ad essere inghiottito in un’alba che tarda ad arrivare, sentiamo che con lei se ne va qualcosa anche di noi. Quell’irriducibile senso ingenuo di lealtà, quel credere che niente è impossibile per amicizia, che anche se soli possiamo prendere a calci il mondo con tutte le sue regole assurde, sbagliate, o forse giuste ma per noi incomprensibili.
Metafora stessa di quanto ci sia di più bello in quell’età in cui si sta diventando grandi e forse non lo si vorrebbe. Paura di crescere? No, nessun complesso di Peter Pan, forse soltanto un po’ di nostalgia, nostalgia per quello in cui credevamo e che adesso ci appare come un sogno sbiadito. Ma tutto questo è giusto, è giusto che Legs ci lasci, ci ha aiutato a crescere, non c’è più spazio per lei e lei lo sa.

Legs rimane così, con il suo casco di capelli spettinati, le sue bottiglie da racimolare per qualche dollaro, la sua pulita dignità di chi osserva orgogliosa il proprio invincibile senso di libertà. Come immaginarcela diversamente? Non esiste una Legs adulta perché lei è la nostra adolescenza che ci lascia. Dobbiamo a lei l’aver superato le nostre paure, paure che non si possono rimpiangere. Solo qualche volta, magari quando sotto un cielo di giugno osserviamo la costellazione di Spiga, allora sentiamo lieve lo scorrere del tempo, e sentiamo un poco di nostalgia, solo un poco, nostalgia di quando con la nostra Legs vicino sapevamo di poter conquistare il mondo, nostalgia di quel tempo per sempre racchiuso nella nostra anima in cui nulla era impossibile.

Fonti:

Ragazze Cattive, Joyce Carol Oates, Edizioni Net Milano 2004
Foxfire - Film - Regia di Annette Haywood-Carter - U.S.A. 1996


© LiberaMENTE MAGAZINE 10 agosto 2008