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Il Tempo di Vivere
di Arianna Rivoira

Non c’è tempo. O meglio, non c’è mai abbastanza tempo per fare tutto. Siamo ormai abituati a cercare  in tutti i modi come guadagnarne  un po’. Gli impegni di lavoro sono incastrati tra loro come un complicato puzzle cronologico. Ciò che necessita tempo, dura troppo, ciò che richiede tempo, richiede troppo tempo. Non importa quanto brevi siano le nostre attività, non lo sono mai abbastanza. E’ un Mondo difficile, cronologicamente competitivo. Come  il pesce grande con quello piccolo, il forte vince sul debole, il veloce  ingoia  il lento, e il risultato è che si fa tutto di fretta. La fretta è la più palese dimostrazione che di tempo per noi ne manchi sempre di più. Curioso, perché molte delle tecnologie che usiamo ogni giorno, ci promettono cose diverse. Ci fanno sperare in un guadagno, quantomeno di tempo. Scrivere al computer è più veloce che  battere a macchina. Cercare  una informazione su internet è più rapido che cercarla  in biblioteca. Mandare  una e-mail o un sms è più facile ed economico ( sempre  in termini di tempo ) che vedersi di persona e scambiare quattro chiacchiere.

Eppure, nonostante tutte queste belle  invenzioni ci promettano di ridurre la durata delle nostre attività, il tempo a  nostra disposizione  è sempre meno. Il lavoro, la famiglia, la continua frenesia che avvolge  la nostra esistenza, inesorabilmente affliggono le nostre giornate, portandoci ad un indispensabile bisogno di staccare  la spina, di prenderci una vacanza. E’ tuttavia importante rendersi conto di quanto difficile sia riuscire a ritagliare attimi per noi stessi. Se al tempo non lavorativo sottraiamo il tempo utilizzato per i nostri hobbies, per andare  in palestra, per seguire un corso di inglese, quanto tempo rimane per una sana e legittima noia? Quanto rimane per quella dimensione del tutto gratuita e intima che è quella del tempo libero soltanto per  noi stessi? Quello che forse oggi manca  è il tempo per riflettere, per fermarsi un attimo e guardare dentro di noi, per annoiarci anche un poco o leggere  un buon libro. E’ la dimensione individuale del tempo che oggi paradossalmente sembra venire meno, paradossalmente perché mai come oggi definiamo la nostra società individualista. Un contadino dell’800 aveva tutto il tempo per fantasticare e riflettere sul senso della propria vita. Lo faceva forse in modo ingenuo, sopportato da superstizioni e racconti popolari, ma lo faceva. Il suo tempo era  il tempo delle stagioni, dei raccolti, della fasi lunari, del sole e della pioggia …

Ai nostri tempi tutto questo non esiste più. Oggi la vita scorre troppo in fretta, e noi non riusciamo a starle dietro. E allora succede che  non troviamo più niente che ci piace, più niente che risuoni dentro di noi. Non troviamo più la bellezza neanche nelle  piccole cose, nelle cose sempre  uguali, di tutti i giorni che ci ancorano alla vita, che ci fanno sentire appartenenti a qualcosa di più grande e misterioso, nelle nostre abitudini che ci regalano il fascino della quotidianità. Le piccole cose contingenti, normali, che tutte  insieme creano il nostro vivere. Ma quella serenità nel vivere  è difficile trovarla. La vita sembra far meschinamente  il possibile per sottrarci tempo, e di conseguenza per impedirci di trovare  la necessaria serenità. E’ facile avere paura  in questi casi, quando le persone che per  noi dovrebbero essere come dei pilastri non si rendono conto di noi e della nostra vita, perché anche loro sono vittime della frenesia e della fretta. La mancanza di spazio e di tempo ci porta a cadere  nel baratro della solitudine, dal quale è difficile risalire. La serenità si scaglia contro di noi, nelle vesti di una necessità inesistente, ed  è difficile ritrovarla con le sole proprie forze. In questo modo viviamo e cresciamo spettinati, sempre fuori posto, sempre alla ricerca di un equilibrio.  Ci sentiamo eternamente  inadeguati, aggrovigliati come una matassa di lana che si attorciglia. La calme è persa alla ricerca di tempo, di un attimo di respiro, di un attimo di vita. Tutto quanto scorre troppo velocemente, gli impegni si sovrappongono e non si riesce a dare priorità a ciò che effettivamente  è una priorità. Ci manca  il respiro e arrivare fino in fondo, finire, è l’unica soluzione. Finire e  provare, se  possibile, a ricominciare. Il Mondo sembra essere  una giostra manovrata dal tempo. Ma esistono persone che vorrebbero scendere un attimo da questa giostra, per provarne un’altra, che giri come dicono loro.


© LiberaMENTE MAGAZINE 10 agosto 2008