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The Reader
di Silvia Carena

Lo stesso ritmo volutamente lento, ma pieno di pathos di un processo importante, la stessa andatura a strappi, gli stessi drammi portati alla sbarra da testimoni inconsapevoli di un dramma.

Non siamo nell'aula di un tribunale, ma tra le pagine di “The reader”, romanzo di Bernhard Schlink da cui il film con Ralph Fiennes e Kate Winslet.

Signori della corte, chi siamo noi per condannare il passato alla luce accecante e fuorviante del presente? Chi siamo per poter giudicare colpevole una donna sola, irretita dalle maglie strette del nazifascismo e colpevole soltanto di non essere stata un'eroina?

Nell'aula dove la Storia dello sterminio ebreo diventa storia privata, particolare, singolare, il protagonista di questo romanzo è un semplice uditore, ma nello stesso tempo un testimone. Quel ragazzo seduto tra la gente conosceva Hanna.

Quella donna dipinta come una feroce gerarca nazista luil'aveva amata alla follia, l'aveva avvolta di baci, l'aveva immaginata e toccata, ne aveva adorato le forme e la forza, ma non l'aveva capita.

Si era limitato ad amarla e a leggere per lei i più bei romanzi, a voce alta, per lasciarle assaporare quelle emozioni che solo raramente in lei trovavano spazio.

Quella donna fuggita senza salutare, scomparsa dalla sua vita lasciandola priva di senso, quella donna che nessuno poteva trattenere, schiava delle sue miserie, padrona del suo cuore, era ricomparsa dopo la Tempesta della Guerra, vestita di un tailleur grigio, altera, piegata soltanto dall'evidenza dei fatti così come erano accaduti.

Entrata nelle SS Hanna aveva saputo aderire a pieno al suo ruolo, fino ad assumere la responsabilità di una squadra di lavoranti, donne strappate per qualche mese ad Auscwitz, tra cui alcune ragazzine, che Hanna sceglieva perchè leggessero per lei alcune pagine di un libro, dopo il massacro delle .

Poi le bombe degli Alleati, e Hanna alla sbarra, costretta a scoprirsi e a svelare per intero la sua storia, quella che nessuno, nemmeno chi l'aveva amata conosceva fino in fondo.

E come in ogni processo che si rispetti, il finale e le relative condanne ed assoluzioni, si lasciano attendere in questo libro, come se durante la lettura, una giuria invisibile stesse davvero discutendo, per raggiungere il verdetto.

Un romanzo davvero riuscito, ben calibrato in ogni sua parte, da leggere con attenzione, per ripensare ad una parte di Storia che tutti crediamo di conoscere, ma che in fondo, non possiamo e non riusciamo a giudicare. Due figure affascinanti, quella del giovane protagonista in bilico tra eroismo ed apatia, e della donna dura, resa invincibile dalla sua chiusura ermetica nei confronti del mondo, incapace di infrangere le regole del gioco per paura di perdere prima di tutto se stessa.

Un autore ancora poco conosciuto, ma interessante per pienezza di significato e per la forma cristallina della sua scrittura, che ricorda i classici tedeschi, resi vivi ed avvincenti dall'urgenza di un giudizio, dal dramma di un sentimento che Schlink riesce a sviscerare in tutta la sua amara complessità.


© LiberaMENTE MAGAZINE 3 maggio 2009