| L' Ultimo Vero Bacio |
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| di
Bruna Taravello |
| J.
Crumley – Einaudi Stile Libero 2004 “ Alla fine lo beccai, Abraham Trahearne: lo beccai che beveva birra in compagnia di un bulldog
alcolizzato”... C.W.
Sughrue è un detective, squattrinato e dotato di ufficio con
vista sui cassonetti dell’immondizia: tutto in lui sembra rientrare nei parametri dell’investigatore
classico, la durezza e il cuore tenero, un’ombra di infanzia difficile e una vita
sentimentale complessa che è ormai alle spalle. Abraham
Trahearne è un poeta, grasso e alcolizzato secondo i
parametri bukowskiani, che è cercato da un’ex moglie
bella e pericolosa come da copione, ma ama, riamato, una più scialba e pazza compagna
di avventura. Betty
Sue Flowers era bellissima, irresistibile, seducente
e sfrontata, piena di talento: ma è scomparsa da oltre dieci anni, nessuno l’ha
più vista, e andare alla sua ricerca con la foto dell’annuario scolastico non
sembra esattamente efficace. Ingredienti
e protagonisti dell’hard boiled ci sono tutti, e non
particolarmente originali: ma basta la presentazione del bulldog alcolizzato,
nelle prime due righe, a dare la misura della novità e singolarità che questo
romanzo disegna. La
trama è quasi impossibile da raccontare, piena di microstorie dentro a quella
principale: la ricerca della ragazza ormai adulta ha esiti tragici ed imprevedibili;
come spesso accade frugare nel passato porta alla luce
le menzogne del presente. C’è
poi la galleria di personaggi strampalati, perdenti, mai glamour, che l’autore
sparge lungo il racconto: avvocati di ultima fascia, cameriere da bar
squattrinate, infermiere e cani, tutti comprimari e a modo loro protagonisti
principali: fra strade, viaggi e motel si stende una folla di cittadini americani
delusi dal sogno, pronti alle scazzottate e ad aprire il fuoco, sempre dotati
di armi inadatte, o troppo vecchie o troppo potenti. Malsani,
mai troppo belli se non nel ricordo, mai senza una qualche ragione dalla loro
parte, e però inadatti, tragicamente inadatti eppure vitali e a modo
loro sfolgoranti. James
Crumley, morto lo scorso18 Settembre, ha ispirato lo
scrittore Ray Bradbury per la figura dell’investigatore Crumley.
Di sé disse: “saccheggio Chandler a piene mani, i cattivi scrittori copiano,
i grandi rubano”. Lansdale, Mc Carthy,
sicuramente da lui hanno rubato, e non sono gli unici: questo libro è, in un certo
senso, la madre di tutti i noir che negli ultimi anni sono stati scritti: indimenticabile,
leggetelo per credere. |
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© LiberaMENTE MAGAZINE 19 ottobre 2008 |