Titolo: Vampires (John Carpenter's Vampires)
Regia: John Carpenter
Sceneggiatura: John Carpenter, Don Jacoby, Dan Mazur
Fotografia: Gary Kibbe
Interpreti: James Woods, Daniel Baldwin, Sheryl Lee, Thomas
Ian Griffith, Maximilian Schell, Tim Guinee, Mark Boone
Junior, Gregory Sierra, Cary-Hiroyuki Tagawa, Thomas
Rosales Jr, Henry Kingi, David
Rowden, Clarke Coleman, Mark Sivertsen, John Furlong, Danielle Burgio,
Angelina Calderón Torres, Jimmy Ortega, Gilbert Rosales,
Laura Cordova, Anita Hart
Nazionalità: USA, 1997
Durata: 1h. 42'
I
vampiri sono tra noi. i vampiri sono dappertutto. Si materializzano verso fine mese,
quando da uno stipendio già anoressico devi togliere i soldi del mutuo, quelli del prestito
per la moto, quelli per il regalo dei tuoi amici che si sposano, mannaggia a loro...
E poi li incontri di nuovo in ufficio, al di qua e al di là dello
sportello, con il collega che ti lascia un piccolo favore da fargli prima di andare
in ferie ed il cliente che ti succhia, oltre al sangue, anche l’anima e la voglia di pensare.
Ma
se, tutto sommato, l’idea che a casa, appeso al soffitto, ci sia un vampiro che
vi aspetta non vi sembra poi così male (sempre meglio del solito comodino, che
dai e dai vi accoglie sempre con la stessa espressione, e mai che faccia un passo
per avvicinarsi ) abbiamo il film che fa per voi.
In queste calde
serate estive, se riuscite a trovare un volontario di qualsiasi sesso disposto
a dividere il divano e la paura con voi, ecco servito un piatto di emozioni un pò rétrò fatte di tensione, agguati,
schizzi di sangue e baci che finalmente lasciano il segno.
In un
paesaggio di frontiera così simile a quelli di Cormac McCarthy che ti aspetti
di veder spuntare Chigurh a dar man forte a chi paga per primo, il film presenta
numerose sequenze in pieno sole con evidenti richiami al genere western, Sam Pekinpah
e Sergio Leone per primi. Quindi, poche atmosfere gotiche e molta terra, polvere
e strade.
Sia chiaro, qui siamo in un B-movie
e Carpenter non finge di fare l’autore: “niente transessuali
dagli abiti ottocenteschi che dormono in una bara foderata di raso, che parlano
con accento europeo agitandosi tanto e uccidendo poco “: qui nessuno smonta il
genere e la paura non è un effetto secondario.
La
storia è quella di un gruppo di cacciatori di vampiri, capeggiati da Jack Crow
(James Woods) e pagati direttamente dal Vaticano, che ne copre l’attività. Dopo aver scoperto e sgominato un covo in mezzo
al deserto, vanno in un motel a festeggiare con alcool e donne, senza accorgersi
che Valek, (Thomas Ian Griffith) il vampiro capo, è
sfuggito e li sta seguendo. L’albergo viene attaccato nella notte e tutti i cacciatori
saranno sterminati, con l’eccezione di Jack, il suo amico Montoya
(Daniel Baldwin) e la
prostituta Katrina (Sheryl Lee). I tre iniziano a dare la caccia al vampiro, in
una sorta di duello a distanza fatto di tutto il maschilismo, la violenza e i
valori morali dei buoni vecchi film di una volta. Il nichilismo
di cui è permeato, però, è tutto nuovo: se il Male è decisamente da evitare, e
lo è senza sfumature, il Bene non è così accattivamente
come potrebbe: e Jack/Woods non è esattamente un cavaliere senza macchia, e non
è neanche tanto simpatico.
Ma
il film funziona, eccome: pur essendo un po’ sopra le righe tutti i protagonisti,
pur essendo un po’ inverosimile la presunta implicazione della Chiesa cattolica,
Carpenter fa girare bene la macchina da presa e ci regala un paio d’ore di sensazioni
forti.
Quindi, siete avvisati: se anche la vostra è un’estate un
pò fiacca e l’unico interesse per voi lo manifesta
il venditore di fazzoletti al semaforo, guardatevi questo film sognando le occhiate
vogliose di un cacciatore di sangue: e chi
mai vi ha guardato così?