La Casta dei Poveri
di Silvia Severino

Che parola sgradevole: poveri. Chi vorrebbe sentirsi definire così? Invece “ricco” fa tutto un altro effetto, già solo la parola ci fa sentire il calore del “dio denaro”.

Bisognerebbe rivisitare il significato di povertà perché in questo secolo tanto frenetico e in mutamento anche le parole hanno assunto nuovi significati e nuove sfaccettature, il povero non è più infatti solo il mendicante per strada o il lavavetri ai semafori - c’è una nuova povertà che cresce e si sviluppa silenziosamente: quella delle famiglie che schiacciate dal peso delle gravose e continue spese non riescono ad arrivare a fine mese, nemmeno con continui sacrifici. E non sono a noi estranei: possono essere i nostri vicini di casa, i nostri amici, i lavoratori e i pensionati.

Se parliamo di caste per i ricchi potremmo benissimo farlo anche per i poveri.

I telegiornali parlano in continuazione del continuo aumento del costo della vita, del prezzo del pane, del latte; tutti i beni di prima necessità ormai sono un privilegio (inutile far notare che i cibi di bassa qualità e poco nutrienti sono alla portata di tutti, invece). Ormai l’uomo vive per guadagnare e non avere nulla, o poco. Se si facesse un piccolo quadro della situazione si noterebbe come in Africa le risorse per sfamare la popolazione sono disponibili, ma il contorto mondo in cui viviamo ha distribuito in modo poco uniforme cibo e sostentamento.

In Africa e in Brasile vengono prodotti i cereali con cui vengono sfamate le “nostre”mucche che ci danno latte e bistecche. Per ottenere un chilo di carne servono 15 kg di cereali, con i quali si potrebbe sfamare un certo numero di africani; in Brasile sono 16 milioni le persone malnutrite e vengono esportate 16 milioni di tonnellate di soia per mangini di animali, si potrebbero ottenre 1000 kg all'anno di soia per ogni persona malnutrita – ai nostri occhi sembrerebbe assurdo vivere di cerali, invece per loro sarebbe un punto di arrivo importantissimo. Per soddisfare i vizi degli occidentali si devono far morire milioni di persone “povere” che non contano, che non hanno voce, che credo nemmeno immaginino quale crudeltà gli venga inflitta. L’acqua, tra qualche anno (non secolo), diventerà un bene per ricchi, perché ormai è sempre meno disponibile, e nel sud del mondo non ci sono o non sono abbastanza i depuratori per renderla potabile. Spesso addirittura le acque potabili vengono utilizzate per l’agricoltura, e si torna al discorso dei cereali sopra trattato! Ma questa è la vecchia e antica povertà, quella che tutti conosciamo, che ci viene “sbattuta in faccia” dai giornali o dalla televisione.

Nelle nostre città invece troviamo quella povertà di “nuova generazione”, famiglie di poche persone che pur lavorando e facendo lavori extra non riescono a coprire le spese mensili, magari rinunciando anche all’auto (ormai indispensabile) e ai beni di lusso; in compenso ci sono parecchie persone appartenenti alla “casta dei ricchi” che sono evasori fiscali, trattenendo quegli stessi soldi che potrebbero, in una meravigliosa utopia, essere impiegate per migliorare servizi statali o aiuti umanitari!

Guardando gli annunci di lavoro salta all’occhio come si sia perso anche l’interesse nel cercare il “proprio” lavoro, persone che portate agli estremi dalla sopravvivenza scrivono “cercasi Qualsiasi lavoro”, il che in un mondo individualista come il nostro dovrebbe far riflettere. Alla mensa dei poveri la domenica mattina potrete trovare anche persone che conoscete e che mai immaginereste di trovare lì.

Spesso i pensionati si trovano costretti ad usufruire di questo servizio, persone che hanno per anni lavorato, che hanno visto e vissuto la guerra e sanno cosa sia la fame, quella vera che molti di noi nemmeno immaginano; e dopo una vita di sacrifici si ritrovano con una misera pensione che nemmeno gli permette di mangiare. Inutile parlare di cure mediche e case di riposo, “roba da ricchi” verrebbe da dire. Il mondo che ci circonda ci inculca una cultura che ci vuole benestanti, ci vuole consumatori, con cibi preferiti, telefilm preferiti, marche preferite.

Il mondo non riesce ad accettare il sacrificio per creare un mondo più uniforme, certo perché quando si cerca di livellare il risultato è sgradevole per chi sta bene perché si tende ad abbassare la media economica e non ad alzarla, ma forse qualcuno mangerebbe e avrebbe una vita più dignitosa. Forse i genitori passerebbero più tempo con i figli, forse la vita stessa assumerebbe più valore e la dignità umana non si baserebbe più sulle proprie preferenze e sui propri vizi, e viaggiare sarebbe la continua scoperta della vita, e sarebbe accessibile a più persone.

Persone che magari questa sera non sono potuti andare a spendere 20 euro per entrare nella discoteca più IN di Milano e che nemmeno la conoscono la discoteca più IN di Milano, ma che con quei soldi mangiano una settimana


Fonti:
www.saicosamangi.info
www.vegfacile.info
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/poverta.htm
http://web.nientescuse.it/nientescuse/
http://www.istat.it/societa/consumi/


© LiberaMENTE MAGAZINE 4 maggio 2008