Titiolo: Come Smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita
Autore: Giulio Cesare Giacobbe
Edizione: Mondolibri 2005
Prezzo: Euro 9,60
Il titolo provocatorio (che l’autore addebita all’inventiva
dei suoi studenti) nasconde in realtà un manuale carico di auto prevenzione e
di autoterapia delle nevrosi; serio, ma anche divertente, pronto all’uso in caso
di necessità da parte di “qualunque nevrotico o aspirante tale”.
E’ indicato
in particolare per vincere la forma più diffusa di nevrosi: quella ansioso – depressiva
che, sommergendoci letteralmente di paure ed ansie, ci impedisce di gioire e di
godere della vita.
L’autore,
laureato in filosofia e psicologia, psicoterapeuta ed insegnante di Discipline
psicologiche orientali a Genova, è alla sua prima pubblicazione.
Dicesi sega mentale il pensare a cose che non hanno attinenza con la realtà,
cioè la paranoia necrotica che, trasformandosi in ossessione, genera in noi tensione
e dunque sofferenza.
Infatti lo stato di tensione
psicologica attiva un meccanismo di contrazione delle cellule nervose cerebrali,
che tende a permanere, per cui i pensieri tendono a diventare ripetitivi ed ossessivi.
Il
pensiero nevrotico – ansioso è la sega mentale
più malefica, perché costruisce situazioni non reali in cui sono minacciati
tutti i simboli dell’uomo civilizzato, in cui egli ha finito per identificarsi
(beni, denaro, posizione, salute, ecc…). La minaccia vera o presunta ad uno di
essi diventa una minaccia per l’uomo stesso.
L’altro pensiero
irreale è quello creativo, da non confondere con questo, perché al contrario genera
gioia e piacere.
Il primo passo
per tentare di uscire da questa pericolosa spirale è intanto cominciare a sorridere
un po’ anche di se stessi, come suggerisce il tono umoristico e provocatorio usato
dall’autore del manuale.
Il metodo vero e proprio invece si avvale di tecniche
di meditazione e di dottrine filosofiche orientali (yoga, buddismo…), e si propone
anzitutto di insegnare ad osservare la realtà “con gli occhi di un bambino”, cioè
lasciandosi attirare dalle cose fino a diventare “parte” delle cose stesse.
Osservare
la realtà (soprattutto la natura) senza alterarla con le sovrastrutture mentali
ed i pregiudizi, quasi azzerando il pensiero e la memoria, perché “quando osservi
veramente con partecipazione smetti di pensare”.
Un po’ come rinascere e riscoprire il mondo ogni volta in modo diverso.
La concentrazione visiva o mentale focalizzata su di un oggetto gratificante produce
quella sorta di “silenzio interiore” che non è altro che la contemplazione o la
meditazione degli orientali.
Dal punto di vista biologico la sua pratica riesce
a riportare a livelli normali l’energia cerebrale che si abbassa notevolmente
per il dispendio dovuto ad eccessive tensioni.
Soltanto
quando la mente avrà recuperato le sue riserve energetiche, dice Giacobbe, potremo
ricominciare ad agire, a creare, stimolati da una nuova consapevolezza; non più
dalla tensione di fare, realizzare, ottenere ad ogni costo: liberati dal costante
flusso dei pensieri, più consapevoli e partecipi di ogni nostro atto:
“Se
tu passeggi per strada e una persona ti sorride e questo fatto ti scivola addosso
come l’acqua sull’ala di un gabbiano, tu corri verso la morte senza vivere realmente
nulla…Ma se ti fermi ad osservare, a vivere con presenza mentale ogni istante,
ogni persona, ogni situazione della vita, potrai dire di essere realmente esistito…”
La
condizione di consapevolezza si tradurrà così in una nuova capacità di assaporare
la vita, accettandone anche gli aspetti mediocri, e di interagire con gli altri,
i quali a loro volta percepiranno il nostro nuovo interesse nei loro confronti.
Questo
piccolo grande manuale, insieme con il seguente: “Come diventare un Buddha in
cinque settimane”, esprime l’ingegno di Giacobbe nell’intento di rendere più accessibili
i principi di vita delle antiche filosofie orientali, così necessari
ed utili alle nostre contemporanee fragilità; ma il suo merito particolare
è di averli letteralmente tradotti in strumenti di psicoterapia vera e propria,
alla portata di tutti