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Current TV
di Elena Refraschini

Current TV approda finalmente anche in Italia; dal 9 Maggio è possibile visionarla sul canale 130 di Sky. Al Gore, il suo ideatore e presidente della relativa società (nonché vincitore di un premio Nobel e ex Vice Presidente degli Stati Uniti), è stato invitato a parlarne ad una conferenza dal titolo “La TV capovolta. Current: il nuovo corso dell’informazione” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano insieme ai professori Aldo Grasso e Vittorio Emanuele Parsi. 

Si è parlato della comunicazione tradizionale come di una piramide al cui vertice c’è la società (TV, radio, giornale) che seleziona le informazioni da trasmettere, e alla cui base c’è il pubblico, e più larga è la base, più solida è la struttura. Current capovolge questa concezione, perché il pubblico è attivo in prima linea non soltanto nella selezione delle notizie da trasmettere, ma anche nella loro creazione. Tutto questo è possibile grazie ad una stretta simbiosi con il mondo del web (all’indirizzo: http://current.com); gli utenti iscritti al sito (e facenti parte, quindi, della “community di current”) hanno la possibilità di caricare video (o, come vengono chiamati, “pod: piccole pillole di informazione” che durano dai 2 agli 8 minuti) che poi verranno votati dagli altri utenti, contribuendo al processo di selezione di quello che verrà trasmesso in TV. Tutto questo è possibile grazie alla rivoluzione digitale: per cinquant’anni la televisione è stata il medium egemone e gli altri mezzi hanno dovuto adattarsi ad essa; Internet è stato il primo avversario in grado di competere da pari, è per la sopravvivenza di entrambi è necessaria l’integrazione. Non è un caso che al primo incontro per la promozione del nuovo canale, avvenuto a Roma nel Teatro Ambra Jovinelli, ci fossero in platea centinaia di bloggers, protagonisti odierni del mondo della rete, che comunicano informazioni grazie appunto ai blog (la parola deriva da “web log”, diario su Internet). Si tratta di un’operazione politicamente molto complicata, perché si sta tentando di mettere sul mercato i “bloggers selvaggi” (perché gli autori dei video trasmessi avranno la possibilità di essere pagati) e a farlo è un gruppo importante come Sky (che, a quanto pare, non ha imposto limiti al canale riguardo a ciò che può trasmettere).

In che cosa Current rappresenta un’integrazione, e quindi un’evoluzione, di Internet? Current “mette le redini” alla selvatichezza del web, in cui tutti possono dire tutto, in cui l’informazione può apparire spesso disorganica e antigerarchica; Current fornisce una fisionomia all’informazione, per esempio, rimontando i video ricevuti per creare uno “stile Current TV”. Inoltre, Gore ha fatto riferimento al fatto che di solito, quando “dialoghi” su Internet, lo fai con il tuo “peer group”, cioè con persone a te vicine per quando concerne età, cultura, interessi, opinioni; con la TV, invece, le idee degli utenti vengono inviate in un contesto più ampio, e vengono rese ricevibili da un pubblico più variegato, nonostante il target di utenza siano giovani dai 18 ai 35 anni).

Gore ha fatto riferimento ad un’idea democratica della TV, in cui dalla conoscenza deriva l’”enlightment”, l’arricchimento culturale delle persone; ha citato il fatto che negli Stati Uniti il cittadino medio passa quattro ore e mezza davanti alla televisione, membro di un rapporto che è però tristemente passivo: lo spettatore si limita a “ricevere” le informazioni, senza la possibilità di instaurare una “conversazione a doppio senso”. Secondo lui, la pericolosità di questo atteggiamento è rafforzata dal possesso delle reti da parte di pochi e grandi gruppi economici – è di questo a soffrirne è la democrazia. Ha fatto un esempio tristemente attuale: quando gli Stati Uniti si sono imbarcati nella guerra contro l’Iraq, i tre quarti del popolo americano erano convinti che dietro agli attacchi dell’undici settembre ci fosse dietro Saddam Hussein – e queste false opinioni nascono dalla cattiva (o distorta) informazione. Non è un caso che la nascita del canale negli Stati Uniti sia avvenuta da parte di Gore e il businessman Hyatt all’indomani delle elezioni presidenziali del 2000, e sia stato alimentato dalla frustrazione nei confronti dei network tradizionali, specie della CNN.

Current Tv si propone quindi di aprirsi agli individui e alla loro creatività, grazie anche alla rivoluzione tecnologica che permette ora di girare piccoli o medi video con mezzi relativamente poco costosi e non ingombranti.

Resta da vedere se l’informazione rimarrà veramente libera da vincoli e da ideologie, non influenzata dagli interessi dei privati che vi hanno investito.

 

Elena Refraschini


© LiberaMENTE MAGAZINE 18 maggio 2008