LiberaMENTE MAGAZINE

Dicono che sono Asperger

di Silvia Carena

Titolo: Dicono che sono Asperger
Autore: Paolo Cornaglia Ferraris
Editore: Ed Erickson, 2008.
Prezzo: 12,00 Euro

Questa è la storia di un bambino come tanti altri, di un bambino che si racconta e spiega a tutti noi “grandi” quello che per ora ha capito della vita.

Questo bimbo narrante è un po' diverso dagli altri suoi coetanei, o meglio, ha qualcosa in più degli altri (e sottolineo in più), ovvero una malattia speciale, una sindrome chiamata Asperger.

La sindrome di Asperger è un disturbo pervasivo dello sviluppo assimilabile all'ampio spettro della sindrome autistica,  ma i suoi contorni sono ancora poco definiti, le sue caratteristiche in continua via di definizione.

Quello che si sa con certezza è quello che si può osservare stando vicino ad un bambino Asperger , ovvero la sua enorme difficoltà nell'interazione sociale e  la sua pressoché totale assenza di “empatia” nei confronti dell'altro e dei suoi sentimanti.

Il bambino Asperger appare goffo, bizzarro, asociale, completamente asservito a rituali e manie che non abbandona mai, coinvolgendo nel suo bisogno di regolarità chiunque gli stia vicino.

La sua non è una vita semplice, perché, come ci racconta questo piccolo narratore, “ i grandi dicono molte cose che io non capisco, forse perché sono grandi, o forse lo fanno apposta per divertirsi, quando mi vedono confuso (...). A volte mi viene da piangere, oppure sono triste, a volte mi viene malinconia e non so bene perché”.

I bimbi Asperger non capiscono il linguaggio figurato, i giochi di parole con cui i grandi descrivono la realtà, e spesso vivono sensazioni troppo forti e sconosciute per poterle contenere, comprendere, sopportare.

Il nostro narratore racconta il suo spaesamento di fronte alle cosidette “regole sociali”, o “scocciature sociali”, e ci spiega come proprio non riesca ad imparare l' ipocrisia,  e non capisca il motivo per cui “gli altri pensano le cose che non fanno e non dicono quelle che pensano (…).”

La risposta che il bimbo si dà è una sola, e molto semplice: forse anche gli altri  “hanno proprio un bel disturbo. La mia mamma mi ha detto che si chiama ipocrisia.”

Nella seconda parte del libro trova spazio una sezione dedicata ad una spiegazione chiara ed esaustiva della sindrome di Asperger, pensata per chi, come genitori, insegnati, terapisti ed educatori, si trova di fronte ad un bambino speciale come quello che qui si racconta ed ha bisogno di un'arma in più, per poterlo accogliere ed aiutare.

Una sezione che completa il libro, una cornice essenziale per poter analizzare possibili strategie di intervento, e rendere operativi i consigli di un autore come Paolo Cornaglia Ferraris, pediatra genovese che ai bambini ha dedicato e dedica qualcosa in più di una semplice attività professionale.

Lo dimostrano le frasi conclusive del libro, in cui il pediatra lascia libera la penna e ci trasmette una speranza, da custodire, un impegno da mantenere “...il cervello Asperger è una risorsa per l'umanità. Cervelli diversi per struttura e funzionamento, ma soprattutto persone che chiedono di pagare un prezzo non così pesante per la loro diversità e bizzarria ad una società ormai normalizzata da schemi, regole, ipocrisia e televisione. Umanità normale, che invece ha il meglio di sé nel pensiero che disgrega e libera, innova e rompe, devasta e ripropone: un pensiero fondamentalmente autistico, sale e aroma di ciò che annoia e normalizza.”

Un libro diverso, una storia particolare, per imparare l'infinita bellezza di una vita anormale.

Condividi

© LiberaMENTE MAGAZINE 7 marzo 2010