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Dillo con Parole Mie
di Simone Maldino

Titolo: Dillo con parole mie
Regia: Daniele Luchetti
Sceneggiatura: Ivan Cotroneo, Stefania Montorsi, Daniele Luchetti
Fotografia: Paolo Carnera
Interpreti: Stefania Montorsi, Martina Merlino, Giampaolo Morelli, Alberto Cucca, Marco Piras
Nazionalità: Italia, 2002
Durata: 1h. 48'

 

Dillo con parole mie è il settimo film di Daniele Luchetti, che dopo La scuola, Il portaborse e Piccoli maestri, firma una commedia leggera, del tutto diversa da quelle pellicole impegnate a cui il regista ci ha abituato.

Il soggetto del film è di Stefania Montorsi, compagna del cineasta e anche attrice protagonista della storia, già apparsa in altri lavori di Luchetti come Arriva la bufera e Piccoli maestri.

Questa pellicola si presenta con un impianto da classica commedia sentimentale fatta di equivoci e con il lieto fine assicurato. Cambiando inaspettatamente registro, Luchetti racconta infatti l'avventura vacanziera di Stefania e della nipote quindicenne in Grecia, sull'isola dell'amore, Ios. Due generazioni a confronto tra chiacchiere, fissazioni e nevrosi.

Nella vacanza, ottenuta con l'inganno, la giovanissima e diabolica Maggie riesce a trascinare con sé la zia, distratta e sotto choc dalla rottura con il fidanzato Andrea, dopo anni di convivenza. Un piano astuto ideato dalla ragazzina allo scopo di perdere finalmente la propria verginità, bagaglio ormai troppo pesante, a suo dire. Cercando di custodire l'innocenza della nipote, che nel frattempo si è innamorata di un uomo più grande di lei, la povera Stefania è costretta a far fronte ad una vera tempesta ormonale, che, coinvolgendola, finirà per mettere sottosopra anche tutte le sue certezze.

All'interno del film, si avverte tuttavia l’occasione mancata dal regista che avrebbe potuto sfruttare meglio il confronto tra le due generazioni: quella dei trentenni, nostalgici degli anni '80, e quella degli odierni adolescenti, in continuo mutamento; quest'occasione in parte persa ci consegna un film carino, senza troppe pretese, ma che non può figurare nella top ten delle commedie “all’italiana”.

Le scene più interessanti del film sono: l'inizio segnato da una brillante comparazione dei punti di vista, completamente agli antipodi, dei due fidanzati e poi il finale in cui la storia si chiude sulle note di "Fumo blu" di Mina, mentre gli amanti improvvisano un surreale balletto all'interno di un autobus pieno di turisti, impermeabili alla musica che suona solo per i due.

Questa scanzonata pellicola segna l'esordio sul grande schermo di Giampaolo Morelli nel ruolo di Enea/Andrea e della piccola Martina Merlino, molto naturale nell'impersonare la scatenata Maggie. Stefania Montorsi (zia Stefania, con qualche anno di troppo rispetto al suo personaggio), dà vita ad un personaggio petulante e nevrotico, spassoso a tratti, anche se alla lunga ripetitivo; il suo tono morettiano sembra troppo esagerato, poco originale e spontaneo, lascia un vago senso d'incompiuto.

In conclusione, questa commedia in rosa zeppa di chiacchiere, confidenze sentimentali, battute sfrontate e inevitabili battibecchi, è un lieve ritratto parodistico dei rapporti di coppia contemporanei, fresco ma al contempo privo di una certa ironia che avrebbe potuto arricchire il racconto in modo da renderlo più curioso e provocante per il pubblico. Da segnalare tuttavia la nota innovativa di una sceneggiatura che per la prima volta rompe la tradizione della commedia all'italiana lasciando spazio alle donne e alle loro più o meno leggere elucubrazioni sul sesso e gli uomini.


© LiberaMENTE MAGAZINE 11 Agosto2007