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Dillo con Parole Mie
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di Simone Maldino
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Titolo: Dillo
con parole mie Dillo con parole mie è il settimo film di Daniele Luchetti, che dopo La scuola, Il portaborse e Piccoli maestri, firma una commedia leggera, del tutto diversa da quelle pellicole impegnate a cui il regista ci ha abituato. Il soggetto del film è di Stefania Montorsi, compagna del cineasta e anche attrice protagonista della storia, già apparsa in altri lavori di Luchetti come Arriva la bufera e Piccoli maestri. Questa pellicola si presenta con un impianto da classica commedia sentimentale fatta di equivoci e con il lieto fine assicurato. Cambiando inaspettatamente registro, Luchetti racconta infatti l'avventura vacanziera di Stefania e della nipote quindicenne in Grecia, sull'isola dell'amore, Ios. Due generazioni a confronto tra chiacchiere, fissazioni e nevrosi. Nella vacanza, ottenuta
con l'inganno, la giovanissima e diabolica Maggie
riesce a trascinare con sé la zia, distratta e sotto choc dalla rottura
con il fidanzato Andrea, dopo anni di convivenza. Un piano astuto
ideato dalla ragazzina allo scopo di perdere finalmente la propria
verginità, bagaglio ormai troppo pesante, a suo dire. Cercando di
custodire l'innocenza della nipote, che nel frattempo si è innamorata
di un uomo più grande di lei, All'interno del film, si avverte tuttavia l’occasione mancata dal regista che avrebbe potuto sfruttare meglio il confronto tra le due generazioni: quella dei trentenni, nostalgici degli anni '80, e quella degli odierni adolescenti, in continuo mutamento; quest'occasione in parte persa ci consegna un film carino, senza troppe pretese, ma che non può figurare nella top ten delle commedie “all’italiana”. Le scene più interessanti del film sono: l'inizio segnato da una brillante comparazione dei punti di vista, completamente agli antipodi, dei due fidanzati e poi il finale in cui la storia si chiude sulle note di "Fumo blu" di Mina, mentre gli amanti improvvisano un surreale balletto all'interno di un autobus pieno di turisti, impermeabili alla musica che suona solo per i due. Questa scanzonata pellicola
segna l'esordio sul grande schermo di Giampaolo Morelli nel ruolo
di Enea/Andrea e della piccola Martina Merlino, molto naturale nell'impersonare
In conclusione, questa
commedia in rosa zeppa di chiacchiere, confidenze sentimentali, battute
sfrontate e inevitabili battibecchi, è un lieve ritratto parodistico
dei rapporti di coppia contemporanei, fresco ma
al contempo privo di una certa ironia che avrebbe potuto arricchire
il racconto in modo da renderlo più curioso e provocante per il pubblico.
Da segnalare tuttavia la nota innovativa di una sceneggiatura che
per la prima volta rompe la tradizione della commedia all'italiana
lasciando spazio alle donne e alle loro più o meno leggere elucubrazioni
sul sesso e gli uomini. |
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© LiberaMENTE MAGAZINE 11 Agosto2007 |