|
Dopo il Banchetto
|
![]() |
|
di Silvia Carena
|
|
... Kazu Fukuzawa è una donna potente. Gestisce il Setsugoan, un raffinato locale dove si riuniscono politici e uomini d’affari, in una Tokio moderna, sempre al passo con i tempi. Kazu è una donna sicura di sé, e la sua sicurezza è prima di tutto interiore: il suo essere impermeabile alle emozioni è il frutto di un continuo lavoro su se stessa, è la conquista di una donna, che a cinquant’anni ha raggiunto “risultati cui un uomo non sarebbe arrivato mai.” Kazu è una donna ottimista, “e il suo inalterabile umore aveva assunto una forma che era insieme semplice e bella (…) una forma di ruvidezza innocente che celava una ferma volontà di trovare la propria strada”. Nella sua persona sono riunite “risolutezza virile e femmineo, spensierato entusiasmo”. Ma questo perfetto equilibrio interiore ha un suo costo: Kazu deve rinunciare all’amore, non può lasciarsi irretire da forti passioni e da qualsiasi coinvolgimento emotivo che possa destabilizzarla. Ma l’impensabile accade: una passione senile, un amore improvviso, dirompente, legherà il destino di Kazu ad uomo politico dai forti ideali, l’anziano ministro Noguchi. Kazu riverserà tutta la sua carica e il suo entusiasmo in una nuova avventura, e chiuderà il suo locale per cercare nella politica la piena realizzazione come donna e come persona, dando libero sfogo al proprio eclettismo ed al bisogno di continui stimoli esterni e motivazioni. La politica si rivelerà invece una grande delusione, e l’abbandono da parte del marito rappresenterà l’ultimo atto di un dramma, la fine di un sogno, la conclusione tragica di un’affascinante utopia. Solo la forza, il grande potere dell’anima, la disperata volontà di una donna riusciranno a compiere il miracolo, e Kazu riuscirà a rialzarsi, lottando ancora una volta per realizzare un progetto impossibile: riaprire il Setsugoan. Kazu ritroverà così la sua pace interiore, vivendo i suoi ultimi anni con “dolente saggezza”, portando sempre dentro di sé il “calore del sangue e la vitalità umana” che l’amore le aveva riportato. Un capolavoro di Yuko Mishima, un inno alla vita ed alla vitalità dirompente, che ha come sfondo
una Tokio contemporanea, città sorprendente e multiforme, ricca
di colori e di contraddizioni, di sfumature e di ideali…. come
l’anima di una donna. |
|
© LiberaMENTE MAGAZINE 2 dicembre 2007 |