| Il Fantasma di Vico
dei Librai |
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| di Claudia
Dani |
| Siamo nel centro storico
di Genova, una vecchina si aggira sperduta chiedendo indicazioni su come raggiungere
vico Librai, ma nessuno sembra poterla aiutare. I “caruggi” della città sono un groviglio di vie e vicoli stretti
ed in più, in questo caso esiste un problema: la via che cerca l’anziana signora
non esiste più dalla seconda guerra mondiale; momento in cui è stata bombardata
la zona nella quale si trovava. Si tratta
del quartiere di Portoria, danneggiato gravemente dalla
guerra per essere,poi ricostruito completamente negli anni 60/70 con un nuovo
volto. Ella cerca la sua casa e il vicolo chiedendo ai passanti. Un fantasma dunque. Sembra apparire intorno alla
fine dell’anno, alcuni dicono ogni cinque anni. Le testimonianze sono più d’una.
La prima volta nel 1989, l’ultima nel 1997. Teatro delle apparizioni il centro
storico nel quartiere in cui prima sorgeva la via; sembra che sia apparsa lo stesso
giorno a più persone: una signora racconta di essersi fermata vicino ad un’anziana
signora che sembrava chiedere l’elemosina (forse per gli abiti “fuori moda”),
quando invece scopre che voleva solo parlare .La vecchina chiede come raggiungere
via dei Librai, mentre la passante si accinge a rispondere,una amica le domanda
perché stesse parlando da sola. La donna dice di essersi voltata e di non aver
più visto l’anziana signora, meravigliandosi di non vedere orme sulla neve di
quel giorno. Sembra che proprio dopo
quell’incontro, la vecchina si sia rifugiata in un bar per un latte caldo e lì
abbia lasciato testimonianze ben più tangibili come un borsellino e delle monete.
Le monete sono coniate nel 1940,il borsellino contiene anche un’immagine sacra
e una chiave. La cameriera del bar, testimone del fatto, dice di essere corsa dietro alla
signora per ridarle i suoi averi e di non essere riuscita più a scorgerla. Insieme
alla ragazza anche un’altra lavorante del locale dice di aver visto l’anziana
signora. I testimoni parlano di
un accento strano, un vecchio dialetto genovese poco conosciuto oramai, abiti di foggia sorpassata, un vestito nero e
tutti la ricordano confusa e disorientata. Esiste addirittura chi dice di poterle
dare un nome: Maria Benedetti, riconoscendola in un’anziana mendicante che scomparve
improvvisamente proprio sotto i bombardamenti di quegli anni. La strana storia pone al
centro via dei Librai, una viuzza con tre porte di abitazione dalla quale si accedeva
alla piazzetta dei librai. Il suo nome è a testimonianza della vecchia struttura
di Genova, quando chiusa fra le mura, per ogni contrada, le diverse arti, praticate
all’interno della città, davano il nome al quartiere e alle vie in cui venivano
esercitate. Un ricordo di una Genova che non esiste più, ormai. Si può credere all’esistenza
del fantasma, inquieto che cerca disperatamente la sua casa, che vuole solo fare
paura. Si può credere che l’immaginario collettivo abbia portato avanti e
modificato di volta in volta, una storia sentita anni prima per ricordare quel
brutto periodo che non c’è più. Frutto di allucinazioni
o inesistenti, prodotto della mente, i fantasmi fanno parte della cultura. La
storia del fantasma di vico dei Librai
è, anche, un modo di testimoniare gli orrori della seconda guerra mondiale, per non dimenticare il passato e i suoi accadimenti.
Fonti: www.francobampi.it |
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© LiberaMENTE MAGAZINE 13 luglio 2008 |