L'Introvabile Pillola del Giorno Dopo |
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| di Katia
Olivieri |
| Chiariamo subito che si tratta di una pillola ad
uso contraccettivo, da non confondere con
il Mifepristone, il farmaco per l’interruzione
volontaria della gravidanza, noto come RU-486, dal quale si differenzia per principi attivi, tempi di assunzione
e meccanismi di azione. La pillola del giorno dopo (Pgd) è un farmaco utilizzato
come metodo di contraccezione post-coitale (ossia la contraccezione di emergenza)
durante le 72 ore (3 giorni) successive a un rapporto sessuale. Benché siano disponibili
diverse preparazioni, il principio attivo oggi maggiormente utilizzato è il progestinico
Levonorgestrel, una sostanza presente
anche in molte pillole contraccettive, impiegata però in un dosaggio 20-30 volte
maggiore (750 microgrammi). Il Levonorgestrel agisce bloccando l’ovulazione.
Secondo gli studi più recenti non ha effetti sull’impianto e non è quindi in alcun
modo abortivo. Andiamo allora alla testimonianza di una giovane
donna che vive a Roma e, per tutela della privacy, chiameremo semplicemente con
un nome di fantasia. Non molto tempo fa, Fabiana si è rivolta a diverse strutture
sanitarie per ricorrere alla pillola del giorno dopo, pillola che si è vista prontamente
negare senza una motivazione certa. Fabiana,
a chi ti sei rivolta per l’assunzione del farmaco? “Sono andata prima in una farmacia. Era un sabato
sera. Mi hanno risposto che senza prescrizione medica non potevano vendermi la
pillola”. E allora
cosa hai fatto? “Sono andata subito nell’ospedale più vicino. C’era
la guardia medica. Mi hanno fatto tante storie perché obiettori di coscienza,
facendomi intendere che le mie intenzioni non erano per niente buone. E se c’era stata l’ovulazione non avrei potuto
rimediare con quella pillola”. La pillola
considera un margine di 72 ore, successive al rapporto. è stata studiata per essere assunta a posteriori, a scopo preventivo
e non abortivo. Cosa hai risposto al medico? “Mi sono arrabbiata molto. Per poco non mi sono
messa a urlare. Ma non c’era nulla da fare. Mi sono recata presso un’altra struttura
e ho trovato lo stesso muro di gomma”. A quel punto
le ore cominciavano a trascorrere. Senza dimenticare che il giorno dopo sarebbe
stato domenica… “Sì, infatti, e non avrei trovato il mio medico
di famiglia prima di lunedì. Anzi, nel pomeriggio di lunedì”. Non potevi
certo aspettare così tanto. Come hai fatto allora ad ottenere la pillola senza
la prescrizione medica? “Non avrei comunque potuto ottenere nulla fino
a lunedì. Ho girato per gli ospedali anche di domenica, e, anche non trovando
più obiettori di coscienza, senza ricetta non c’era medico che volesse darmi la
pillola”. Una vera
e propria odissea. Non ti restava altro che rivolgerti al tuo medico non appena
si fosse reso disponibile. “Sì, infatti. Ma sarebbe stato tutto inutile. Stiamo
parlando di 72 ore e il lunedì pomeriggio sarebbe stato troppo tardi. Così, la
mattina sono andata ad un consultorio”. Un consultorio? “Sì, un vecchio consultorio che ci era stato indicato
dai professori ai tempi del liceo”. E come è
andata? Hai trovato qualcuno disposto ad aiutarti? “Sì, ho trovato una signora molto gentile, preposta
alla segreteria, che mi ha scritto su un foglietto l’indirizzo di un dipartimento
ASL a Roma, dove avrei potuto trovare sicuramente una ginecologa di turno”. Come “No. Almeno non nella mattinata”. Non hai pensato
che potesse trattarsi dell’ennesimo muro di gomma? “Sì, ma non avevo alternative. Del resto le 72
ore stavano per scadere. Una specie di ultimatum”. E quando
sei arrivata in questa struttura… di chi hai chiesto? “Quando sono arrivata, mi è preso subito il panico.
Quatto cinque piani, ciascuno dei quali dedicato a un ramo della medicina. Il
mio, se non ricordo male, doveva essere il secondo. Comunque mi sono rivolta subito
alla sportello della segretaria”. E cosa ti
hanno detto? “Mi hanno dato il nome di una dottoressa che si
sperava non fosse già andata via”. E l’hai trovata? “Sì. La porta era semiaperta. Ho bussato. Avevo
già intravisto il volto del mio angelo”. Il tuo angelo? “Sì, mi era sembrata un angelo. Le spiegai tutta
la mia odissea. È stata la sola a non giudicarmi”. Così hai
trovato finalmente un medico, per essere più precisi, un medico donna, disposta
a prescriverti la famigerata pillola. “Non solo. Aveva con sé una scatolina di Norlevo,
ad uso dimostrativo. E ha voluto subito regalarmela”. Dal 2002 una Risoluzione del Parlamento europeo
sulla salute e i diritti sessuali e riproduttivi raccomanda ai governi degli Stati
membri e dei paesi candidati di agevolare l’accesso alla contraccezione d’emergenza
a prezzi accessibili. Negli Stati Uniti, dal 2006, per decisione della
Food and Drug Administration, la pillola
del giorno dopo è liberamente venduta tra i medicinali da banco. Tutte le donne
che abbiano compiuto i 18 anni possono acquistarla senza prescrizione medica.
Dal 2009 l’acquisto senza ricetta è stato esteso anche alle ragazze diciassettenni. In Francia è disponibile nelle farmacie senza la
necessità di prescrizione medica. Inoltre è disponibile gratuitamente nelle scuole
anche per ragazze minorenni, senza l’obbligo di dichiarare la propria identità. In Spagna, dal 2009, si può acquistare la pillola
in tutte le farmacie senza ricetta, anche dalle minorenni. Precedentemente, la
pillola richiedeva la prescrizione medica, tuttavia poiché la legge spagnola permette
ai Comuni libertà di scelta rispetto a tali ambiti regolamentari, in alcuni centri
la distribuzione della pillola del giorno dopo era già libera e gratuita. In Svizzera, da 2002, la pillola è disponibile
nelle farmacie senza prescrizione medica. Nel Regno Unito, è disponibile senza prescrizione
medica, in tutto il territorio britannico; e alcune città come Manchester hanno
iniziato in via sperimentale la distribuzione gratuita. La pillola del giorno dopo è inoltre disponibile
senza necessità di prescrizione medica in Sudafrica, Albania, Algeria, Australia,
Belgio, Canada (Québec), Cile, Danimarca, Finlandia, Grecia, Messico, Israele,
Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo e Svezia. In Italia, corre l’anno 2010, e, la pillola del giorno dopo può essere venduta
solo e soltanto dietro prescrizione medica con ricetta non ripetibile. Per poter
assumere il farmaco è quindi necessario rivolgersi a un consultorio, presidio
istituzionalmente deputato ai temi della contraccezione e della procreazione responsabile,
al proprio medico di famiglia, a un ginecologo, al pronto soccorso oppure a un
presidio di guardia medica. A partire dal 14 giugno 2008, l’Associazione
Luca Coscioni in collaborazione con l’associazione Vita di donna ha dato il
via all’iniziativa “Soccorso Civile – Pillola del giorno dopo”, fornendo assistenza
immediata (in primis la ricetta medica)
a tutte quello donne cui è stata negata la prescrizione della pillola del giorno
dopo in una struttura pubblica, o che hanno riscontrato problemi nel reperirla
nelle farmacie. Il servizio per ora è attivo solo a Roma, Milano, Bari e Salerno. Oltre alla ricetta, se lo si vuole, si può ricevere
assistenza per procedere legalmente nei confronti dei medici, delle strutture
pubbliche e dei farmacisti che rifiutano di prescrivere o di fornire il farmaco.
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© LiberaMENTE MAGAZINE 7 marzo 2010 |