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Lezioni di Cioccolato
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di Bruna Taravello
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Uscita in sala: 23/11/2007 Interpreti: Natale incombe e anche
i film ci invogliano a perdere il controllo della bilancia e dei
chili in più: prova ne è quest'esordio nella regia di Claudio
Cupellini, per una commedia che è sicuramente
uno spot per la Perugina, ma anche fresca, allegra, non (troppo)
banale. La storia parte da un geometra alla ricerca disperata
di clienti che, quando finalmente ottiene la ristrutturazione di un grosso casale,
deve fare i conti con il preventivo super stringato che si è giocato
per ottenerla. Questa è la parte più
riuscita del film, dove il bisogno di lavorare, di un giovane
imprenditore da una parte, degli extra comunitari disposti a tutto
dall'altra, punta il dito proprio sulla scarsa sicurezza delle
condizioni di lavoro, la prima voce che fa lievitare i costi.
A causa di un cantiere tirato su all'insegna del risparmio, il
muratore egiziano Kamal precipita rompendosi
entrambe le braccia, e per il titolare dell'impresa la denuncia,
e la chiusura, sembrano inevitabili. Il geometra Mattia, però,
si dice disposto a tutto pur di evitare l'infamia, e i costi,
di una causa: anche a prendere il posto dell'infortunato e a trasformarsi
in lavoratore precario e in nero. Con un taglio di capelli imbarazzante
e la tintarella di dieci lampade abbronzanti, il lunedì dopo si
presenterà alla scuola per maestri cioccolatai alla quale era
stato ammesso l'egiziano, pur essendo completamente incapace
persino di far fondere a bagnomaria. Da qui, dal suo ritrovarsi
in un mondo completamente diverso e molto meno garantito, nasceranno
una serie di equivoci e di situazioni assurde, con Mattia/Kamal
che deve seguire comunque il cantiere, gestire il committente, l'antipatico dottor Ugolini, seguire le lezioni e, alla sera, riferire tutto al
suo alter ego. E, come se non bastasse, anche inventare un cioccolatino
per vincere il premio in palio, aiutato dalla bella compagna di
corso, Cecilia... Inutile dire che i temi sociali, dal lavoro in nero alla scarsa
sicurezza del suddetto, dalla protervia degli italiani benestanti,
sempre più raffigurati come dei padreterni,
sono toccati ma non approfonditi: ma non
era questo che ci si aspettava da un film di questo tipo, che
ha comunque il pregio di essere svelto, divertente, mai presuntuoso
e ben diretto. Il migliore fra i protagonisti è certamente Hassan
Shapi, che dà vita ad una figura veramente
riuscita, dalla mimica trascinante; anche i due
protagonisti se la cavano bene,
con Luca Argentero che già aveva fatto
parte del cast di "Saturno Contro" di Ozpetek,
circondati dagli ottimi Marescotti e
Scattini. Insomma, pur essendo di cioccolato, il film non
appesantisce e scorre via liscio: mica poco, in tempo di cene
(e film) natalizi. |
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© LiberaMENTE MAGAZINE 16 dicembre 2007 |