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Miseria e Nobiltà
di Bruna Tavarello

Vendite di auto di alta gamma alle stelle, utilitarie a languire negli autosaloni: varrebbe già da solo, questo dato, a raccontare parecchio di quello che succede nelle tasche degli italiani. E non solo degli italiani: la crisi energetica e finanziaria sta picchiando duro, e a Manhattan ex ricchi abituati alla cena al ristorante preceduta dall’happy hour hanno dovuto rivedere le proprie abitudini al ribasso. I ristoratori, per adeguarsi al nuovo potere di acquisto dei clienti, compongono menù ugualmente allettanti ma più economici, studiando attentamente forme e presentazioni dei piatti, in modo da non ricordare mai agli avventori che, forse, la festa è finita. E per giustificare la presenza di mozzarelle della California anziché campane, hanno pure la scusa del basso impatto ambientale. Frugalità, insomma, ed ecologia: e scusate se il tutto costa uguale, anzi meno. Se fosse stata girata oggi, la sit-com “Sex and the City” avrebbe, chissà, mostrato le quattro amiche nei soliti locali super chic ma alle prese con piatti low cost o, forse, ad usare gli stuzzichini dell’aperitivo per saltare un pasto. Anche in Italia, d’altra parte, la tendenza è quella: scegliendo con oculatezza il locale giusto, con meno di dieci Euro ci si può saziare abbastanza senza impegnarsi (soprattutto economicamente)in una cena che ne costerebbe comunque una trentina; persino in pizzeria venti Euro spesso non bastano per birra pizza e dolce. Farsi i conti in tasca, insomma, anche e soprattutto nei momenti di svago: le vacanze last minute sono una necessità per molti e il loro costo è inevitabilmente aumentato; solo il fatto che sempre più numerosi siano i siti che ne propongono riesce a mantenere abbastanza convenienti i prezzi. Anche la spesa presso i mercati rionali, sia per i generi alimentari che per l’abbigliamento, ha visto un’impennata nell’ultimo anno mentre gli hard discount hanno incrementato le vendite del 45% rispetto al 2006. Insomma, stare attenti quando si compra non è più soltanto un vezzo da esibire o un lusso per chi ha tempo da perdere: diventa una necessità per uno strato sempre più vasto della popolazione.

La vecchia “classe media” in realtà sta scomparendo: una fascia sociale abituata ad un buon tenore di vita, reattiva alle campagne di marketing e dedita al risparmio per una percentuale del reddito piccola ma significativa, ha visto i propri membri diventare, un pò ironicamente, i “poveri di lusso”: aumentando le spese per la telefonia e i l’elettronica in genere, si rivolgono al credito al consumo per mantenere quanto più inalterato possibile il proprio stile di vita, e hanno difficoltà a pagare le rate per abitazioni mediamente al di sopra delle proprie possibilità. Tendenzialmente, cercano di comprimere i consumi di base per mantenere quelli di “prestigio”: vacanze,auto, svago. Questi gruppi sociali (giovani avvocati o professionisti che non riescono ad emergere, laureati precari e lavoratori dipendenti che hanno visto l’erosione delle buste paga dopo il 2001)sono al momento in situazione di grave insicurezza psicologica, in quanto si percepiscono come prossimi alla soglia della povertà, sia pure relativa: abituati ad essere agiati, a pensare al proprio reddito come ad una variabile stabile quando non al rialzo, si trovano per la prima volta di fronte al fatto che per loro e per i loro figli le aspettative saranno al ribasso; se non aiutati economicamente, intaccando il risparmio proprio o ereditato, già oggi per loro potrebbe essere anche peggio. E difatti c’è chi sta peggio: le associazioni di volontariato già da qualche tempo hanno dovuto affrontare il fenomeno delle persone che, pur disponendo di un lavoro fisso, non hanno risorse sufficienti per mantenere sé stessi e la famiglia: è del 2006 la ricerca “Vite fragili – Povertà ed esclusione sociale in Italia” che ha messo in evidenza come la povertà di ritorno non sia più dovuta ad un fatto abnorme, ma a cambiamenti di vita inevitabili o quasi: un divorzio, una malattia, un licenziamento e si entra nel gorgo di chi non riesce più a tirare la fine del mese.

Nello stesso tempo, nelle stesse città dove la Caritas fatica a consegnare pasti caldi a tutti quelli che si presentano alla mensa, si ingrossa il conto in banca di pochi, fortunati aderenti al club dei ricchi: i facoltosi acquirenti di Porsche, Ferrari o Rolex sono sempre meno rari, i titolari di carte di credito senza massimale prefissato in grado di procurare qualunque bene o servizio, purchè prestigioso, non sono più solo sceicchi viziati. E pazienza se queste ricchezze portano con sé un codazzo di nuovi arrivati non certamente all’altezza, ai quali della frugalità in chiave ecologica e a basso impatto ambientale non importa affatto; il mondo del lusso si adegua creando in serie oggetti dall’eleganza pacchiana, con linee ridondanti e dimensioni adeguate. Dal “cumenda” anni 60, legato al mito del Muretto e alla Spyder, siamo passati all’emulo dei vip che arriva al Billionaire in “cafoyacht” (il neologismo è di Michele Serra) sperando che un paparazzo magari lo immortali mentre offre da bere ad una costosissima ragazza ingaggiata sul posto.

Classi sociali, o piuttosto caste, sempre più chiuse e dalle quali è sempre più difficile uscire, perlomeno con i mezzi che si hanno a disposizione: quelli leciti, s’intende. A chi non fa parte del gotha dei privilegiati, non resta che il vip watching: le crociere a pagamento per avvistare “stelle” vere o presunte su imbarcazioni da favola, oppure il pranzo al sacco sulla banchina di un porto dove forse, un giorno, attraccherà uno sceicco. Anche dai sogni di un popolo si può capire molto su quale sarà il suo futuro: tra sudditanza e tracotanza non sempre è possibile, o visibile, una terza via.

 

Fonti:

www.smemoranda.it
Emiliano Fittipaldi - I nuovi ricchi- L'Espresso 28/2/08 Beltotto
Gioielli - I nuovi poveri Ed Piemme 2007
Mario Calabresi - Ristoranti a New York -Repubblica 15/4/08


© LiberaMENTE MAGAZINE 4 maggio 2008