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Musica Rock di Vittula
di Davide Moroni

Titolo: Musica Rock di Vittula
Autore: Mikael Niemi
Edizioni: Feltrinelli

Pensate a quando iniziate a leggere un libro tutto d’un fiato, salvo poi, superata la metà, rallentare sempre di più, sempre di più, fino a leggere una manciata di pagine al giorno, per far sì che duri ancora un po’, sognando quasi che non finisca mai. Bene, ora pensate a quali libri vi fanno questo effetto; sicuramente i titoli sarebbero diversi, a seconda del tipo di lettore, più o meno specializzato. Musica rock da Vittula ha invece l’incredibile capacità di soddisfare qualunque tipo di lettore. L’amante delle letture impegnate si accorgerà di come l’autore sia riuscito a nascondere sotto la semplicità delle immagini raffigurate una vasta trama di rimandi simbolici. Il lettore meno sofisticato ma amante delle grandi narrazioni si perderà nella raffigurazione di un mondo a lui estraneo, apprezzando la magistrale caratterizzazione dei personaggi e la vastità dei temi trattati. Chi invece dalla lettura cerca principalmente svago si divertirà con la freschezza e la brillantezza della narrazione, qualità che riescono a rendere divertente, ma mai superficiale, un soggetto delicato che, se affrontato in modo “tradizionale”, sarebbe potuto apparire pesante e drammatico.

Ci sono infatti diversi temi carichi di problematicità in questo romanzo di formazione, a partire dall’ambientazione: una regione isolata come il Tornedal, territorio di confine tra Svezia e Finlandia, a cavallo del Circolo Polare Artico, in un periodo di radicali cambiamenti come gli anni ’60. Il grande merito di Niemi è di riuscire a narrare gli episodi di vita di un ragazzo che sta crescendo attraverso il suo punto di vista, mantenendo intatti la leggerezza e l’ingenuità, l’entusiasmo e la goffaggine tipici di quell’età, ma allo stesso tempo senza dimenticare che in realtà chi scrive è un quarantenne nel 2000; da qui la nostalgia e la tenerezza con cui sembrano essere avvolti alcuni episodi. Così Matti, il protagonista, ci racconta tutte le novità che la modernità porta con sé e che, in un territorio così “lontano da tutto”, creano scompiglio, nel bene o nel male: a seconda dei diversi personaggi, l’asfalto sulle strade, i primi brani di musica rock, le minigonne, l’arrivo di una persona di colore, l’educazione sessuale, l’evoluzione delle gerarchie familiari sono vissuti con curiosità, divertimento, entusiasmo o, al contrario, profonda ostilità.

Questi e altri episodi appaiono lontani da noi, quasi mitizzati, anche per il modo di narrare che ricorda quello delle storie tradizionali trasmesse oralmente di generazione in generazione: una pratica ormai quasi estinta che l’autore ha voluto allo stesso tempo ricordare e rinnovare. Questi, però, sono discorsi troppo seri: non bisogna dimenticare che la caratteristica principale del romanzo è il divertimento, con un’ironia che sfocia spesso in comicità, rivestita a tratti di una leggera malinconia, per un mondo e un tempo ormai definitivamente passati e quasi dimenticati. Forse proprio per tutti questi motivi in Svezia questo romanzo ha avuto un successo fuori da ogni logica: 700.000 copie vendute, in un Paese con una popolazione totale di 9 milioni di abitanti; fatti due conti, vuol dire una copia ogni 12 persone. Ciò significa che praticamente tutta la Svezia conosce questo libro, così come, anni e anni fa, tutti conoscevano le storie della tradizione orale. Niemi di sicuro ha raggiunto il suo intento.


© LiberaMENTE MAGAZINE 25 febbraio 2008