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Musica Rock di Vittula
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di Davide Moroni
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Titolo: Musica
Rock di Vittula Pensate
a quando iniziate a leggere un libro tutto d’un fiato, salvo
poi, superata la metà, rallentare sempre di più, sempre di più,
fino a leggere una manciata di pagine al
giorno, per far sì che duri ancora un po’, sognando quasi che
non finisca mai. Bene, ora pensate a quali libri vi fanno questo
effetto; sicuramente i titoli sarebbero diversi, a
seconda del tipo di lettore, più o meno specializzato.
Musica rock da Vittula ha invece l’incredibile
capacità di soddisfare qualunque tipo di lettore. L’amante delle
letture impegnate si accorgerà di come l’autore sia riuscito
a nascondere sotto la semplicità delle immagini raffigurate
una vasta trama di rimandi simbolici. Il lettore meno sofisticato
ma amante delle grandi narrazioni si perderà nella raffigurazione
di un mondo a lui estraneo, apprezzando la magistrale caratterizzazione
dei personaggi e la vastità dei temi trattati. Chi invece dalla
lettura cerca principalmente svago si divertirà con la freschezza
e la brillantezza della narrazione, qualità che riescono a rendere
divertente, ma mai superficiale, un soggetto delicato che, se
affrontato in modo “tradizionale”, sarebbe potuto apparire pesante
e drammatico. Ci
sono infatti diversi temi carichi di problematicità in questo romanzo
di formazione, a partire dall’ambientazione: una regione isolata
come il Tornedal, territorio di confine
tra Svezia e Finlandia, a cavallo del Circolo Polare Artico,
in un periodo di radicali cambiamenti come gli anni ’60. Il
grande merito di Niemi è di riuscire
a narrare gli episodi di vita di un ragazzo che sta crescendo
attraverso il suo punto di vista, mantenendo intatti la leggerezza
e l’ingenuità, l’entusiasmo e la goffaggine tipici di quell’età,
ma allo stesso tempo senza dimenticare che in realtà chi scrive
è un quarantenne nel 2000; da qui la nostalgia e la tenerezza
con cui sembrano essere avvolti alcuni episodi. Così Matti,
il protagonista, ci racconta tutte le novità che la modernità
porta con sé e che, in un territorio così “lontano da tutto”,
creano scompiglio, nel bene o nel male: a
seconda dei diversi personaggi, l’asfalto sulle strade,
i primi brani di musica rock, le minigonne, l’arrivo di una
persona di colore, l’educazione sessuale, l’evoluzione delle
gerarchie familiari sono vissuti con curiosità, divertimento,
entusiasmo o, al contrario, profonda ostilità. Questi
e altri episodi appaiono lontani da noi, quasi mitizzati, anche
per il modo di narrare che ricorda quello delle storie tradizionali
trasmesse oralmente di generazione in generazione: una pratica
ormai quasi estinta che l’autore ha voluto allo stesso tempo
ricordare e rinnovare. Questi, però, sono discorsi troppo seri:
non bisogna dimenticare che la caratteristica principale del
romanzo è il divertimento, con un’ironia che sfocia spesso in
comicità, rivestita a tratti di una leggera malinconia, per
un mondo e un tempo ormai definitivamente passati e quasi dimenticati.
Forse proprio per tutti questi motivi in Svezia questo romanzo
ha avuto un successo fuori da ogni
logica: 700.000 copie vendute, in un Paese con una popolazione
totale di 9 milioni di abitanti; fatti due conti, vuol dire
una copia ogni 12 persone. Ciò significa che praticamente tutta
la Svezia conosce questo libro, così come, anni e anni fa, tutti
conoscevano le storie della tradizione orale.
Niemi di sicuro ha raggiunto il suo
intento. |
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© LiberaMENTE MAGAZINE 25 febbraio 2008 |