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Non ti Muovere
di Carla Ballarin

Titolo: Non ti muovere
Autore: Margaret Mazzantini
Prezzo: € 16,53
Dati: 2001, 295 p.
Editore: Mondatori (collana Scrittori italiani e stranieri)

L’Autrice:
Margaret Mazzantini nasce a Dublino, da padre italiano e madre irlandese.Trascorre l'infanzia in giro per l'Europa, la Spagna, Tangeri, fino a quando la famiglia si stabilisce definitivamente a Tivoli.
Nel 1982 si diploma all'Accademia di Arte Drammatica a Roma.  Il suo primo libro, "Il catino di zinco", vince il premio Selezione Campiello e il premio Opera Prima Rapallo-Carige.
Pubblica "Non ti muovere" nel 2001, con cui vince il Premio Città di Bari-Costiera del Levante-Pinuccio Tatarella, il Premio Strega, il Premio Rapallo-Carige e il Premio Grinzane-Cavour.
Nel 2002 scrive “Zorro", un monologo per Sergio Castellitto
Margaret Mazzantini è sposata con Sergio Castellitto e ha tre figli.

Non ti muovere
Un romanzo intenso, duro, emozionale.
Scritto con eccezionale sensibilità e grande capacità di introspezione.
Le emozioni del protagonista filtrano chiare, forti, nitide, vive.
Positivamente sorprendente e trepidante il modo di narrare, con un linguaggio deciso, profondo, in poche parole viscerale.

E’ il racconto di un uomo tormentato di professione medico chirurgo, che si racconta attraverso un  immaginario dialogo con la figlia,  ricoverata in ospedale dopo un grave incidente. Una confessione di quella che è stata la sua vita.
Un intreccio di sensazioni ed emozioni dove egli racconta la sua storia dalla quale affiorano un amore coniugale in profonda crisi e un affetto, una tenerezza, un profondo amore per la figlia, in età adolescenziale, fino qui vissuto quasi come “obbligato”.
Sullo sfondo di questo quadro famigliare, l’incontro casuale con una donna, una passione prorompente, violenta ma al tempo stesso dolcissima; un amore struggente, doloroso, inatteso che il destino ha reso inevitabile, la scoperta del tassello mancante ad una vita felice e soddisfatta, solo in apparenza.

Momenti inaspettati dipanano la trama del romanzo, dalla quale scaturisce un genitore, un marito, un uomo sconosciuto,  “inedito” anche a se stesso.
La storia è raccontata quindi dal protagonista.
Il suo stile di vita appare duro ed “inflessibile” e ciò  non solo a cagione della sua professione, che lo induce a regole molto rigide , ma anche ad una durezza di cuore vissuta nell’ infanzia,  accanto ad una madre infelice,  insoddisfatta e delusa della sua stessa esistenza.

Il racconto, che è un momento fortemente liberatorio, ha un’ impronta decisamente virile, che si legge chiaramente.
La scrittrice, infatti, scrive con un  pugno maschile e un tale” cipiglio”, che a volte si stenta a credere che il romanzo sia stato scritto da una donna.
Si ritrova la percezione del femminile nell’ apprezzabile stile vagamente “barocco”, laddove l’autrice si lascia  prendere la mano con descrizioni fin troppo minuziose, simbologie, metafore.

A tratti,  il racconto può deludere solo quel lettore, particolarmente esigente, che vuole provare  il piacere di immaginare l’ambientazione e le sensazioni che ne scaturiscono,  per dare al romanzo una personale identità, privandolo dunque degli inutili orpelli, senza dei quali il romanzo è comunque  molto trascinante e abilmente scritto.

Ho letto il libro parecchio tempo dopo aver visto il film, anch’esso ottimamente ambientato ed interpretato.
A mio parere da non perdere sia la lettura del libro, come sempre molto più completa e affascinante, che la visione del film.


© LiberaMENTE MAGAZINE 15 giugno 2008