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Perché le Donne non Sanno Leggere le Cartine...
di Graziella Parisi

Titolo: Perché le donne non sanno leggere le cartine e gli uomini non si fermano mai a chiedere?
Autori: Allan e Barbara Pease
Edizioni: Sonzogno, 2001
Prezzo: Euro 6,00

Un uomo non riesce a capire come una donna non veda una spia che lampeggia sul cruscotto, ma individui un calzino sporco a cinquanta metri in un angolo buio.
Una donna non capirà mai come un uomo riesca a parcheggiare l’auto in uno spazio ristretto alla prima manovra, ma preferisca rischiare di essere arrestato per vagabondaggio piuttosto che fermarsi per chiedere informazioni.
Lei accusa lui di non sapere ascoltare, di essere insensibile, di lasciare sempre la tavoletta del water sollevata; lui le rimprovera di parlare troppo senza arrivare mai al punto, di non sapersi orientare, di non voler fare sesso più sovente. Sono soltanto alcuni tra gli infiniti argomenti di discussione quotidiana tra i partners. Ognuno di essi vorrebbe l’altro più simile a se stesso.

Ma non è così facile, e per ragioni che sono state scientificamente esaminate dai coniugi Allan e Barbara Pease, psicoterapeuti australiani i quali, dopo aver consultato psicologi, biologi, antropologi di tutto il mondo, sono giunti ad una serie di conclusioni, alcune abbastanza sorprendenti. Uomini e donne sono diversi tra loro, non migliori né peggiori, ma diversi. Non è una novità assoluta, in un certo modo la si conosceva già, ma ora conosciamo le basi biologiche di tale differenziazione: nel corso di decine di millenni il corpo e la mente dei due sessi si sono sviluppati in modi completamente differenti per meglio adattarsi a svolgere le rispettive funzioni.

Così l’uomo, cacciatore e difensore della famiglia, ha sviluppato meglio alcune capacità sensoriali quali la visione a lunga distanza e notturna, la capacità di orientamento, lo spirito di aggregazione: la donna, in qualità di progenitrice, protettrice del nido e tessitrice dei rapporti relazionali, ha sviluppato maggiormente la comunicazione verbale, la sensibilità e l’intuito verso gli stati d’animo altrui, la visione a distanza ravvicinata e periferica.
Anche le differenze ormonali giocano un ruolo importante: nella donna ad esempio gli estrogeni stimolano lo sviluppo di un maggior numero di connessioni cerebrali tra i due emisferi, il che spiega perché essa sia più predisposta ad eseguire più compiti contemporaneamente; nell’uomo il testosterone è responsabile, oltre che della tendenza all’aggressività, anche della ricerca di successo, della competitività, di una maggiore capacità di concentrazione per tempi più lunghi.

Uomini e donne sarebbero quindi profondamente diversi a causa della differenza nella struttura cerebrale e nella composizione ormonale, considerati fattori determinanti e principali responsabili del nostro modo di pensare e di comportarsi.
Due universi che percepiscono il mondo con occhi diversi anche nella sfera emotiva, relazionale e sessuale: mentre la donna per lo più privilegia ancora l’aspetto familiare rispetto a quello lavorativo, per l’uomo in generale è ancora il contrario; l’uomo in famiglia è appagato dall’apprezzamento della sua donna per ciò che egli fa materialmente, mentre la donna vorrebbe più tenerezza (che sesso) , più romanticismo, più dialogo ed ascolto.
L’opera è dedicata dagli autori “ a tutti gli uomini e le donne che da sempre non si comprendono “ ed è volta a migliorare le relazioni tra i due sessi, rese più difficili dalla situazione attuale, in cui le differenze di ruolo si sono quasi annullate, ma non quelle biologiche. Questo ha contribuito a creare, secondo gli autori, una confusione ed un’infelicità diffuse.

La via da seguire sembra quindi quella della conoscenza delle origini e delle caratteristiche di tali differenze, per giungere alla loro piena comprensione e/o accettazione; da qui ci si potrà muovere alla ricerca di rapporti di coppia più costruttivi ed appaganti, basati sulla reciproca consapevolezza dei bisogni dell’altro e sulla complementarietà, piuttosto che sull’irrealistica pretesa di una “identità”.


© LiberaMENTE MAGAZINE 6 aprile 2008