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Sbatti il Mostro in Prima Pagina
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di Roberto Vincenzi
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Il potere delle parole, o meglio, il potere di
chi può parlare, mentre altri possono solo ascoltare. Roger Waters
nella canzone “ Who needs
information” (Album “Radio Kaos,
2003) descrive qualcosa di simile: “Chi ha bisogno di informazioni Se invece facciamo parte dei privilegiati che possono
accedere alle informazioni, oggi non abbiamo nessuna
garanzia che siano corrette, non possiamo sapere se
sono complete. Qualcun altro decide cosa farci sapere
e cosa nascondere.
Chi può parlare, non sempre applica lo slogan che,
qualche anno fa’, contrassegnava la campagna pubblicitaria
di settimanale: “I fatti distinti dalle
opinioni”. I
media sono fortemente influenzati dalla politica,
in Italia come all’estero, ciascuno di loro presenta
la realtà da un particolare punto di vista, ciascuno
di loro omette o distorce.
Le opinioni in certi casi sono più importanti
dei fatti. La scelta delle parole non è casuale. Nel film “Sbatti il mostro in prima pagina” diretto
nel 1972 da Marco Bellocchio,
il protagonista, interpretato da Gian Maria Volonté,
è il caporedattore di un quotidiano milanese conservatore.
Per interessi politici dell’editore, il quotidiano arriva
a falsificare le notizie attribuendo la responsabilità
di un omicidio, ad un giovane extraparlamentare di sinistra. Se dai film passiamo alla realtà, gli esempi di
manipolazione dell’informazione sono talmente tanti,
che è difficile scegliere. Anche solo paragonando tra loro le prime pagine
dei nostri quotidiani, ci si può rendere conto di quante
diversità ci siano nella scelta degli argomenti da trattare
e nel modo di esporli. Si consideri anche il fatto che normalmente
le persone leggono un solo quotidiano.
Può capitare che un giornale pubblichi in prima
pagina una notizia alla quale invece un altro giornale
dedica lo spazio di trafiletto in decima. Negli Stati Uniti ci sono molti canali TV che non
trasmettono notizie; altri invece selezionano solo notizie
positive, o irrilevanti o cronaca locale. Altrimenti restiamo vittime dei padroni dei media e dei loro interessi. Come i protagonisti del film
“Matrix” (regia di Andy
e Larry Wachowski, 1999),
rischiamo di non capire la realtà che stiamo vivendo,
perdiamo il senso dei fatti, lasciamo che sia qualcun
altro a dare il significato alle parole, come ci racconta
Alice, nel paese delle meraviglie: “Non capisco cosa volete intendere dicendo gloria”
disse Alice. (L.
Carrol “Alice nel paese delle meraviglie e nel mondo dello
specchio” Milano, Rizzoli, 1966) |
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© LiberaMENTE MAGAZINE 04 Novembre 2007 |