torna al sommario
Sex and the City
di Bruna Taravello

Le ragazze sono tornate. Samantha, Carrie, Miranda e Charlotte hanno quarant’anni, e noi le abbiamo aspettate in trepida attesa, come si aspetta la vecchia amica del liceo che sta per sposarsi. La sceneggiatura, rispettosamente, non finge che il tempo non sia passato: una si barcamena fra il lavoro, il marito e il figlio, l’altra cerca casa, persino Samantha, trasferita a Malibù, cerca di essere monogama. (C’è un di noia, poco sesso...: sì, è una relazione”). Al centro di tutto, come nella serie Tv, il rapporto con gli uomini: a Carrie, la nostra eroina, occorrono due fotogrammi per snobbare il sogno di tutte noi (!) e  mezz’ora di film per i preparativi più smielati che neanche Charlotte al primo matrimonio: e non le basta un incantevole appartamento con vista mozzafiato sulla città, non le basta il dono di un armadio grande quanto un monolocale: se anello al dito dev’essere, che lo sia alla grande. Il prescelto, il Big che Matthew McConaughey in un memorabile episodio definì il più fico, sfoggiando sorrisetti tirati (lifting da correggere?) e sguardi impacciati sembra subire: irriconoscibile, e ben poco affascinante. Per fortuna, e per ovvi motivi di sceneggiatura, non tutto va per il verso giusto: e finalmente le quattroamiche, ricompattate non solo dalla formalità di una cerimonia ma dall’affetto che le unisce, ricominciano a graffiare. E così, dalla City al Messico e ritorno, possiamo godere di alcuni episodi divertenti, ammirare  bei vestiti (non solo da sposa) e fingere per un di divertirci. In realtà il film è piuttosto piatto, rinuncia in partenza a dire qualcosa di più o di diverso rispetto alla serie, perdendo però l’agilità che i singoli episodi, slegati fra loro, offrivano. Rimane, insomma, un fondo di malinconia, che solo Samantha (più grande delle altre, in tutti i sensi) tornata a N.Y riesce ad allontanare. Da vedere, però, per chi ha amato quei personaggi: e da rimarcare la platea fatta di belle signore di ogni età in abiti chiaramente ispirati alla serie: le fans vogliono ancora divertirsi, urgono idee nuove. E nuovi personaggi. 


© LiberaMENTE MAGAZINE 29 giugno 2008