| Tre Cavalli |
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| di
Carla Ballarin |
| Titolo: Tre cavalli Erri
De Luca è nato a Napoli nel 1950 da una famiglia della media borghesia.
Un libro dove si raccontano passione e dolore, gioia di vivere e guerra,
perdita e abbandono, codardia e coraggio; il tutto a forti tinte. Narrato con
dovizia di particolari e sensazioni tattili che richiamano alla mente lo stile
di alcuni autori latino-americani. Il
protagonista fa il giardiniere e vive in solitudine. “Leggo
gli usati perché le pagine molto sfogliate e unte dalle dita pesano di più negli
occhi, perché ogni copia di libro può appartenere a molte vite!” ...questa citazione non è che uno dei numerosi e delicati pensieri del testo. Egli resta in solitudine fino al momento dell’incontro con una giovane donna, che lo riporta indietro nel tempo, al grande amore vissuto da ragazzo. Per seguire l’amata ha lasciato l’Italia per l’Argentina, dove è stato trascinato, suo malgrado, nelle vicende di una guerra sanguinaria. Un amore voluto, desiderato: quell’amore predestinato. “ci sono creature assegnate
che non riescono a incontrarsi mai e s’aggiustano ad amare un’altra persona per
rammendare l’assenza”…non è così per lui, che in questo amore tanto atteso
trova la sua ragione di vita! Il presente ed il passato, in questo romanzo, si intersecano con maestria, quasi a confondere il lettore meno attento, dando al racconto un particolare sapore di dolce e struggente melanconia, dosata alla gioia e al piacere per la vita e per l’amore. L’incontro in seguito,
con un altro personaggio, un immigrato che predice il futuro, mostra ed insegna
inoltre il significato della gratitudine e dell’amicizia. Mi piace pensare ed affermare che l’amore è sempre il protagonista. Ma alla fine è sempre l’amore a prevalere: amore per una donna, amore
per un amico, amore per L’amore per la durata della vita, quale essa sia: |
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© LiberaMENTE MAGAZINE 18 maggio 2008 |