Viaggio Americano
di Federica Pastorino

Composto da una serie di short stories, Romanzo americano” di Sergio Campailla narra le avventure di alcuni personaggi emigrati in America dalla Sicilia all’inseguimento del sogno americano. Ma il sogno viene presto infranto, ogni speranza distrutta.

Gli emigrati si trovano infatti di fronte alla dura realtà.

La vita come lotta, l’irraggiungibile ”altrove”, il ritorno alle origini, la quotidiana presenza della violenza, il mito di amore e morte e quello del denaro: sono queste le tematiche sulle quali è basata la narrazione.

Il primo racconto (Like life) è ambientato a New York e narra la storia di un uomo che, emigrato in America, è costretto a lavorare come lustrascarpe per guadagnarsi da vivere. Il protagonista è risucchiato dalla frenetica vita della Grande Mela dove le persone sembrano non fermarsi mai, dove tutti sono in continuo movimento senza una meta ben precisa. Come il ciclo ininterrotto della  vita.

Il tema del viaggio, presente in tutta la narrazione, si fa più forte nell’episodio dell’aeroporto. Si racconta qui di una coppia di giovani che, in procinto di partire, si ritrova in mezzo ad una folla di passeggeri nell’immenso aeroporto newyorkese. Gente che parte, ma per dove? Nessuno sa nulla della vita dell’altro. L’attesa della partenza diventa attesa senza una destinazione. Cresce così un senso di smarrimento e di vuoto colmabile solo con un ritorno alle origini.

E il senso delle radici è proprio il filo conduttore del brano Album di famiglia. Il protagonista infatti arriva in America con lo scopo di cercare il nonno da tempo emigrato negli Stati Uniti. Il ragazzo, per cercare la verità sul suo avo, si reca al museo di Liberty Island, in una sala in cui si trovano dei computer nei quali sono registrate le storie di un’infinità di famiglie emigrate. Molti sono i rimandi alla storia dell’emigrazione in America.

Nel racconto Violenza è bello il tema è quello della violenza che diventa spettacolo. I due protagonisti, inoltrandosi in un quartiere della periferia, si imbattono in un episodio di violenza che si risolve positivamente grazie all’intervento della polizia. I segni dell’aggressione però restano e la paura nel buio delle grandi metropoli è una realtà.

In Malibu il tema del viaggio torna in primo piano. I protagonisti di questa storia sono un uomo e una donna che si incontrano e immediatamente si innamorano. Con i due, attraverso tutte le tappe del loro viaggio d’amore, dalla visita al Museo alle camere d’albergo, anche il figlio della donna (il terzo incomodo). Sullo sfondo l’Oceano, causa del tragico epilogo: il piccolo infatti muore annegato in mare (il mito di amore e morte). La fine è anticipata dalla terribile immagine di un quadro che raffigura un magnifico cigno che sott’acqua si trasforma in uno scorpione, a rappresentare la parte oscura e nascosta del lato umano. È l’ennesima metafora. È l’abisso dell’essere ad inghiottire il ragazzo.

Infine il mito dei Dollari, dell’Oro. In For change le elezioni di Bill Clinton rappresentano un nuovo corso, il sogno di un’America liberale, il bisogno di qualcosa di nuovo per tutti coloro che, emigrati in America alla ricerca di fortuna, devono fare i conti con la cruda realtà presente negli Stati Uniti.

Gli episodi narrati si aprono l’uno nell’altro rendendo così compatto e scorrevole il romanzo. Il proposito di Sergio Campailla è quello di proporre al lettore, attraverso il contrasto tra le speranze e le delusioni del mito americano, una visione d’insieme della vita negli Stati Uniti alla fine del diciannovesimo secolo.


© LiberaMENTE MAGAZINE 02 Giugno 2007