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Il Volo Magico
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di Roberto Vincenzi
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“I saw the best minds of my generation destroyed by madness,
“Howl” (Urlo),
Allen Ginsberg, 1955. Negli anni ’60 il messaggio che il poeta americano
Allan Ginsberg aveva rivolto ai giovani era: “Allargate l’area
della coscienza”. Coscienza
che non corrisponde alle regole morali, all’etica, ma indica
la consapevolezza, il campo dell'attività mentale conscia. Questo significava vedere il mondo da una prospettiva
diversa rispetto a quella della generazione precedente. La mentalità degli adulti di allora era imperniata
sul mantenimento della tradizione, sull’osservanza delle leggi,
sul rispetto delle regole sociali e della tradizione borghese. Questo voleva dire che i figli
dovevano vestire più o meno come i loro genitori; i maschi
dovevano avere i capelli rigorosamente corti; le ragazze mostrare
serietà nell’abbigliamento e nel comportamento.
E, naturalmente, non si doveva fare l’amore
prima del matrimonio.
Su quest’ultima norma, cattolici e non cattolici erano
tutti d’accordo. Il mondo allora sembrava molto stabile, poco incline
ai cambiamenti. I governi delle varie nazioni
erano forti, specie nello stabilire le regole alle quali i
giovani dovevano obbedire. Il consumo di droga, da fenomeno di élite riservato
a ricchi “viziosi” o ai “poeti maledetti”, diventa popolare
e si diffonde, prima negli Stati Uniti e poi in Europa. Ma, si fa’ presto a dire droga, perché le sostanze
sono molte e bisogna specificare.
Comincia allora l’uso massiccio di eroina, della
quale molti non conoscono i pericoli.
Il numero dei morti in questi primi anni è impressionante. Poi ci sono quelli che prendono le anfetamine o
sniffano cocaina, ma, all’epoca, non costituiscono la maggioranza. Chi invece cerca di allargare l’area della coscienza
con le droghe, utilizza principalmente gli allucinogeni. Data la varietà di effetti che producono, queste
sostanze sono state chiamate in diverse maniere:
-
psichedeliche: producono ampliamento
della coscienza
-
psicotomimetiche: inducono uno stato transitorio
simile alla psicosi
-
phantastica: incrementano la fantasia
-
allucinogeni: provocano allucinazioni. Quanto agli effetti, a seconda
della droga utilizzata, si possono verificare una o più delle seguenti modificazioni psicologiche:
-
espansione, alterazione della coscienza
-
aumentata, alterata percezione sensoriale
-
perdita del senso del tempo
-
illusioni ottiche ed acustiche
-
fantasie oniriche
-
cenestopatia (sensazione di malessere,
senza una causa fisica)
-
depersonalizzazione ( sentirsi staccati ed
estranei a se stess)
-
pareidolia (immaginare figure partendo
da una realtà vaga come le nuvole o le macchie sul muro)
-
sinestesie (di fronte ad un certo stimolo sensoriale,
viene messo in azione un altro sistema sensoriale. Ad esempio:
sento una musica e vedo dei colori)
-
emersione di schemi di pensiero diversi, spesso a
contenuto simil inconscio. Le droghe di questo tipo sono:
-
Armina
e Armalina: contenute in una pianta
rampicante della giungla amazzonica la Banisteriopsis
Caapi, dalla quale si ricava una bevanda chiamata yage o ayahuasca. Lo yage, oltre agli
effetti allucinatori, sembra produca anche fenomeni ESP (percezione
extra sensoriale) e telepatici
-
Belladonna
e suoi alcaloidi: contenuti in piante della famiglia delle
Solanaceae quali la mandragola,
giusquiamo nero e datura stramonio
-
Bufoteina: contenuta in un liquido che i rospi secernono
se infastiditi
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Designer
drugs: sintetiche, realizzate in
laboratorio, allucinogeni vari
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Ibogaina, iboga, eboka: tratti da un arbusto della foresta equatoriale del Congo e dell’Africa Occidentale
-
Kava Kava: che si ricava dall’arbusto Piper Menthysicum
presente nelle isole del Pacifico Meridionale
-
Ketamina cloruro: farmaceutico, anestetico non barbiturico
-
LSD
25: (sintetico, derivato dalla segale cornuta, dietilamide
dell’acido lisergico)
-
MDA
e MMDA: semisintetiche, ottenuta trasformando chimicamente
gli elementi psicoattivi contenuti nella noce moscata
e nel macis (spezia originaria delle
Isole Molucche)
-
Mellow yellow: derivato dalle bucce di banana
-
Mescalina: (estratta dal cactus peyote)
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Morning glory: dai semi
di una comune pianta ornamentale, l’Ipomoea
violacea
-
N2O
protossido di azoto o gas esilarante: prodotto farmaceutico
-
Ololuiqui: pianta messicana che contiene dimetiltriptamina
-
PCP,
popper, polvere d’angelo: farmaceutico
Sernylan contenente fenciclidina
-
Psilobicina o Psilocybe mexicana: contenuta in funghi sudamericani e indonesiani;
in Europa nel fungo Amanita Muscaria
e Amanita Panterina
-
Salvia
divinorum: un particolare tipo di
salvia del Nord Est del Messico
-
STP:
sintetica, farmaceutica, simile alla mescalina
-
THC
(tetraidrocannabinolo): contenuto
in hashish e marijuana che derivano dalla resina e dalle foglie
di canapa indiana
-
Triptammine di breve durata: DMT, DET, DPT sintetiche,
derivate dai baccelli dell’albero Yopo
presente in Sud America
-
Yohimbina: derivata dalla corteccia di un albero
dell’Africa Occidentale, allucinogena e afrodisiaca Prendiamo brevemente in considerazione l’LSD, l’allucinogeno più famoso. Si tratta della più potente droga mai realizzata;
la dose sufficiente a produrre gli effetti é di appena 100
milligrammi (= 100 millesimi di grammo !). Questa droga fu sintetizzata per la prima volta
nel 1938, dal chimico svizzero Albert
Hofmann, nel corso di studi effettuati a Basilea per la casa
farmaceutica Sandoz (oggi Novartis). Hofmann, alla ricerca di nuovi
prodotti da utilizzare come psicofarmaci, cercava di sintetizzare
l’acido lisergico, un elemento contenuto nell’ergot
che è un fungo parassita della segale. La segale contaminata da questo fungo, viene chiamata “segale cornuta”. Gli effetti allucinatori dell’ergot sono noti fin dall’antichità. Nella Grecia antica, durante i famosi Riti Eleusini, sembra che ai partecipanti al rito venisse distribuita una bevanda allucinogena a base di ergot. Tuttavia la potenza di questo prodotto rimase sconosciuta
fino al 1943, quando, nel corso di un esperimento, Hofmann per caso ne venne a contatto. Lo scienziato descrisse la sua esperienza come:
“un flusso ininterrotto di immagini
meravigliose, forme straordinarie con un intenso gioco caleidoscopico
di colori." Hofmann cominciò
su se stesso la sperimentazione di questo nuovo prodotto.
In seguito la Sandoz iniziò a distribuirlo a psichiatri e ospedali psichiatrici
in tutto il mondo, suggerendone l’uso per la cura dell’autismo,
depressione, nevrosi gravi, alcolismo. Altri medici lo utilizzarono per la “narcoanalisi”
e cioè una forma di psicanalisi nella quale, per facilitare
nelle sedute il flusso della coscienza, il paziente assumeva
vari tipi di farmaci psicoattivi,
barbiturici e allucinogeni. Secondo alcuni, l’LSD
all’epoca fu testato dalla CIA e dai principali Servizi Segreti
del mondo, alla ricerca di un “siero della verità” da utilizzare
durante gli interrogatori. Dal 1967 la Sandoz cessa
la produzione ufficiale di LSD visto l’insuccesso dell’uso
terapeutico. Da allora comincia la produzione clandestina “per
uso ricreativo”. FONTI:
-
Gunter Amendt, “No drug, no future”, Feltrinelli, Milano, 2004
-
Giancarlo
Arnao, “Rapporto sulle droghe”,
Feltrinelli, Milano, 1976
-
Walter
Benjamin, “Sull’hashish”, Einaudi,
Torino, 1975
-
Franco
Bolelli, “Starship”,
Castelvecchi, Roma, 1995
-
Piero
Camporesi, “Il pane selvaggio”,
Il Mulino, Bologna, 1980
-
Albert Hofman, “LSD Il mio
bambino difficile”, Ed. Apogeo,
Milano, 1995
-
Ugo
Leonzio, “Il volo magico”, Mondadori, Milano, 1971
-
Nicholas Saunders, “E
come Ecstasy”, Feltrinelli, Milano, 1995
-
Peter
Stafford, “Enciclopedia psichedelica”,
C. Ciapanna Editore, Roma 1977
-
Thomas S. Szasz, “Il mito della
droga”, Feltrinelli, Milano, 1977
-
Daniel
S. Worthon, “Coca e cocaina”, Savelli,
Roma, 1980 NOTA: Questo testo è da considerare soltanto come una
nota informativa sugli
allucinogeni. Molte delle droghe descritte sono
estremamente pericolose e possono causare gravi danni mentali.
Danni anche non reversibili. I funghi spesso, se non trattati, sono estremamente
tossici. Queste sostanze richiedono complicate preparazioni
e modalità d’uso, prima di essere assunte, altrimenti possono
provocare intossicazioni anche mortali.
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© LiberaMENTE MAGAZINE 13 gennaio 2008 |